Attualità Ragusa

Piazza difende i dirigenti, i dipendenti possono aspettare

Gli arretrati maturati e non corrisposti ai dipendenti

Ragusa - La vicenda sulle indennità di posizione e di risultato dei dirigenti – che questo giornale ha tirato fuori facendo solo informazione di servizio alla luce della determina del dirigente Risorse Umane n. 228 del 27 luglio 2018, pubblicata sull'albo pretorio del sito dell’ente - non riguarda la loro legittimità ma l’opportunità delle stesse con una percentuale per il risultato così bassa (25%) lasciando così poca discrezionalità al Nucleo di Valutazione (non a caso il precedente ha trovato molto da ridire su queste percentuali) per giudicare il merito dei dirigenti, in un momento in un cui a suo dire l’Ente è sull’orlo del default.

Invece di una difesa ad oltranza dei dirigenti ci saremmo aspettati che intervenisse sulle ‘quote’ di percentuale anche per ‘allinearsi’ alle sue quote quando all’epoca era segretario/direttore generale dell’Ente sotto la presidenza di Franco Antoci. E spulciando gli atti le quote erano ben diverse (60% di posizione e 40% di risultato) e all’epoca le casse finanziarie dell’ex Provincia di Ragusa non erano vuote come adesso. Anche la vicenda degli arretrati contrattuali ai dipendenti è una questione di opportunità e il riferimento al parere dell’Ifel è irrilevante, a parte il fatto che si tratta di una Fondazione costituita dall’Anci e non di un organismo del Mef (sic!), quindi di un organismo sindacale e non di un organismo terzo come ad esempio la Ragioneria Generale dello Stato! Parere per parere allora ha senso quella della Corte dei Conti – Sezioni riunite, (deliberazione n. 6/2018 del 15 maggio 2018), in sede di controllo di certificazione del contratto Funzioni locali che ha precisato che “in caso di mancata sottoscrizione dei contratti, le somme accantonate e non utilizzate concorrono alla determinazione del risultato di amministrazione, vincolato per la sola quota del fondo prevista dalla contrattazione collettiva nazionale. Per il 2016 e il 2017 gli enti avrebbero già dovuto accantonare le somme relative agli incrementi previsti per quegli anni”. Tutt’al più quindi il problema – come sostiene la Cgil – si sarebbe posto per i primi 5 mesi del 2018, ma per il resto i dipendenti avrebbero dovuto ricevere già gli arretrati relativi al 2016 e 2017 già nella busta paga di giugno. Come dire tra dirigenti e dipendenti: due pesi e due misure…