Attualità Ispica

Miccichè frega il posto di eurodeputato a Leontini

Il posto lasciato libero dal neo sindaco di Catania Pogliese

Ispica - Gianfranco Miccoichè ha tolto la sedia dal sedere a Innocenzo Leontini a Bruxelles. A renderlo noto oggi, su La Sicilia, il giornalista Mario Barresi. 

La Sicilia ha un nuovo eurodeputato, è Gianfranco Miccichè, attuale presidente dell’Ars.

Dal 19 luglio il leader forzista di Sicilia ha indicato la collocazione: Forza Italia, gruppo del Partito Popolare Europeo. 

Tutto inizia dopo l’elezione di Salvo Pogliese, il 10 giugno scorso. Il neo-sindaco di Catania lascia il seggio di europarlamentare di Forza Italia, per evitare il doppio incarico. 

Il 14 luglio Pogliese si dimette da europarlamentare. 

Il primo dei non eletti è proprio Miccichè, che Miccichè annuncia di rinunciare allo scranno in favore dell'ispicese Innocenzo Leontini, una sorta di “aiuto umanitario” per alleviare le sofferenze economiche di Leontini -scrive Mario Barresi- colpito dalla recente condanna della Corte dei conti per le spese pazze all’Ars e già destinatario di una pena contabile per le assunzioni illegittime al 118 disposte nell’era Cuffaro.

Ma il 14 luglio, informalmente avvisati dell’arrivo di una Pec da Palermo, gli uffici della Cassazione non ricevono nulla. E dal 19 luglio, per la burocrazia di Roma e di Bruxelles, Miccichè è un europarlamentare a tutti gli effetti. Il silenzio dura fino al 20 agosto, termine entro cui avrebbe potuto comunicare il doppio ruolo e la relativa opzione.

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Leontini scalpita, dopo essere stato pomposamente incoronato dal commissario ragusano, il deputato Nino Minardo, che, oltre a rivelare di aver chiamato il neo-eurodeputato «a Bruxelles, dove sta ultimando gli adempimenti necessari per l’ufficializzazione della carica», il giorno stesso delle dimissioni di Pogliese commentò: «Sono certo che Innocenzo, grazie alla sua autorevolezza, la passione politica e lo spirito di servizio, che da sempre lo hanno contraddistinto, rappresenterà il nostro territorio in Europa con vigore e determinazione». Leontini, che descrivono come alquanto imbufalito, non parla.

Nessun commento ufficiale da Pogliese, che si limita a sibilare: «Ognuno ha il proprio stile e la propria dignità». 

Per il divieto di cumulo, il presidente dell’Ars non riceverà lo stipendio di oltre 11mila euro da Bruxelles, ma Miccichè ha il diritto di incassare una parte del cosiddetto “Amount of compensation”, un fisso forfettario di quasi 4.500 euro al mese per spese di segreteria.