Attualità Ragusa

Sicurezza delle infrastrutture in provincia, riunione in Prefettura

A un prima ricognizione degli elementi formativi acquisiti, non sono emerse particolari criticità specie per le opere infrastrutturali più rilevanti, fatte salve le ulteriori verifiche che si rendessero necessarie.

Ragusa - In relazione alle recenti indicazioni fornite dal Provveditorato per le Opere Pubbliche di Sicilia e Calabria sulla base della direttiva emanata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a seguito del tragico evento di Genova, il Prefetto Filippina Cocuzza ha tenuto un’apposita riunione finalizzata a fare il punto sullo stato di conservazione e manutenzione delle infrastrutture, principalmente viarie, ma anche idrauliche, quali dighe e acquedotti, insistenti sul territorio provinciale ibleo.

All’incontro, molto partecipato, sono intervenuti molti Sindaci dei Comuni della provincia o assessori competenti o dirigenti dei rispettivi Uffici tecnici comunali appositamente delegati, il dirigente  del Settore lavori pubblici del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, i dirigenti del Provveditorato per le Opere Pubbliche e dell’Area compartimentale dell’Anas, l’Ingegnere Capo del Genio Civile, il direttore del Consorzio di Bonifica, il dirigente dell’Ufficio Dighe Sicilia Orientale, i responsabili di zona di Enel e Telecom, una rappresentanza del Servizio di Protezione civile, nonché i Comandanti Provinciali dei Vigili del Fuoco e della Polizia Stradale, ai quali già nei giorni scorsi in vista della riunione è stato chiesto l’elenco delle opere infrastrutturali di competenza, con l’indicazione per ciascuna di esse delle eventuali situazioni di criticità.
In apertura dei lavori il Prefetto, nel puntualizzare che l’Ufficio Territoriale del Governo ha sempre riservato un particolare interesse al tema della sicurezza delle infrastrutture, ha richiamato l’attenzione dei presenti sulla necessità di profondere il massimo impegno nel comune intento di eliminare ogni forma di potenziale pericolo per la pubblica incolumità derivante dal cattivo stato di conservazione di strutture a valenza pubblica di qualsiasi natura e destinazione, non solo stradali quali cavalcavia, ponti, viadotti e sottopassi, ma anche muri, invasi e impianti di palificazione per la distribuzione di energia elettrica.

In tale ottica ha evidenziato l’esigenza immediata di effettuare una ricognizione di tutte le opere ritenute d’interesse  così da elaborare una mappa del rischio da cui poter rilevare in maniera chiara quelle che presentano maggiori criticità, asseverate da una valutazione tecnica e, possibilmente, corredate da un’analisi dei costi di messa in sicurezza, in modo da poter individuare le priorità d’intervento.

E proprio sulla questione della priorità degli interventi da porre in essere, il Prefetto -  con richiamo ai contenuti della cennata direttiva – ha rimarcato l’importanza e l’urgenza di tale mappatura in relazione alla prevista possibilità di  rilevare le opere indifferibili da segnalare  allo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti .

Si è proceduto, quindi, all’analisi delle situazioni di maggior rilievo soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture viarie, con specifico richiamo ai viadotti di pertinenza degli enti locali e a quelli presenti su strade statali gestite dall’Anas, nonché alla diga di Santa Rosalia e alle altre opere idrauliche presenti in provincia.

Al riguardo, da un prima ricognizione degli elementi formativi acquisiti, non sono emerse particolari criticità specie per le opere infrastrutturali più rilevanti, fatte salve le ulteriori verifiche che si rendessero necessarie.

In particolare dall’analisi svolta è scaturita con forza la necessità di procedere sistematicamente alle attività di manutenzione, da qualche tempo trascurate a causa delle esigue risorse finanziarie disponibili, fattore questo di fondamentale importanza per la prevenzione di ogni forma di potenziale rischio.

L’occasione è stata inoltre utile per esaminare lo stato di salute degli istituti scolastici  di ogni ordine e grado presenti in provincia, rispetto ai quali significativo è stato l’apporto dei vari Sindaci che in ordine alle scuole dell’obbligo hanno confermato l’effettuazione di importanti interventi di messa in sicurezza su buona parte delle strutture scolastiche di pertinenza.

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