Giudiziaria Biancavilla

L'ambulanza della morte, chiesto rinvio a giudizio per due barellieri

A svelare il caso furono le Iene

Biancavilla - Il caso suscitò un grandissimo clamore mediatico, anche perchè ad occuparsene furono le Iene, che svelarono un malaffare e un orrore senza precedenti: barellieri che avrebbero ucciso pazienti terminali con un'iniezione d'aria nelle vene, durante il tragitto dall'ospedale a casa, per poi accaparrarsi il loro funerale e lucrare alcune centinaia di euro all'agenzia funebre. Il tutto, sarebbe avvenuto con l’avallo dei clan mafiosi di Adrano e Biancavilla.

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per due ambulanzieri, ritenuti responsabili di almeno quattro omicidi. I testimoni chiave dell’inchiesta avevano parlato di 50 o forse 100 episodi criminali. Il pm Andrea Bonomo avrebbe attenzionato una decina di casi. Si tratta di due adraniti: Davide Garofalo, rinchiuso nel carcere di Bicocca, e Agatino Scalisi, a piede libero. Contestati quattro omicidi volontari di pazienti biancavillesi: a carico di Garofalo: Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile, mentre a carico di Scalisi c'e Maria Giardina.

Altra contestazione riguarda il reato di estorsione, aggravato dal metodo mafioso (in concorso con Marco Donzì, per il quale si procede separatamente), ai danni dell’impresa funebre Arena e all'utilizzo (con minacce) della loro ambulanza. Il titolare, Orazio Arena, con i figli Giuseppe e Luca, figurano tra le persone offese.

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