Attualità Vittoria

Vittoria sciolta per mafia, la relazione integrale del Prefetto

Le cause dello scioglimento

Ragusa, 14 maggio 2018

ALL'ON. MINISTRO DELL'INTERNO - ROMA

Oggetto: Comune di Vittoria - Relazione ai sensi dell'art. 143,
comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come
sostituito dall'art. 2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
La Citta' di Vittoria, ricca di storia, di tradizione e di arte,
e' un centro a vocazione prevalentemente agricola, il cui tessuto
sociale e' caratterizzato da una presenza imprenditoriale
intraprendente e fattiva che ha saputo rivoluzionare il sistema
produttivo ortofrutticolo conquistando consistenti quote di mercato.
L'Ente comunale, i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle
consultazioni amministrative del 5 giugno 2016, e' da anni
all'attenzione delle Forze di Polizia e della Magistratura, le cui
indagini hanno permesso di accertare la presenza di un tessuto
socio-economico-ambientale particolarmente complesso, in quanto
connotato, fra l'altro, dalla presenza di una organizzazione mafiosa,
il cui potere si e' esteso in modo determinante su alcuni settori
dell'economia, in special modo sulle realta' imprenditoriali legate
al Mercato ortofrutticolo vittoriese che per importanza si colloca
tra i primi in Italia e i cui prodotti vengono commercializzati anche
all'estero.
In particolare, come meglio e' stato delineato nella relazione
della Commissione ispettiva, e' emerso che alcuni esponenti della
citata consorteria mafiosa, a vario titolo legati da rapporti di
parentela o di vicinanza con amministratori comunali o dipendenti,
sembrerebbero aver avuto la possibilita' di influenzare scelte di
governo con particolare attenzione alle numerose e consistenti
omissioni nell'attivita' di gestione del mercato ortofrutticolo,
governato dall'amministrazione comunale, all'interno del quale e'
stata dimostrata una consistente presenza delle consorterie mafiose
nel settore dell'indotto commerciale delle forniture di imballaggi,
dei trasporti e dello smaltimento dei rifiuti.
In tale contesto, particolarmente indicativo appare il Cap. XI
della relazione ispettiva, concernente le cointeressenze dei soggetti
appartenenti alla criminalita' organizzata di stampo mafioso
coinvolti nelle operazioni di polizia giudiziaria, con le attivita'
presenti all'interno del Mercato ortofrutticolo e con gli
amministratori del comune di Vittoria.
Altro settore particolarmente permeabile e' quello della gestione
dei rifiuti solidi urbani dimostratosi di rilevante interesse per la
malavita, in considerazione della disponibilita' in tale comparto, di
risorse economiche pubbliche.
Altresi' alcune forme di condizionamento hanno tra l'altro, preso
corpo anche attraverso ipotesi di reato, cosi' come emerso dalla
recente operazione denominata «Exit Poll» coordinata dalla Procura
Distrettuale della Repubblica - D.D.A. di Catania che ha evidenziato
collegamenti tra il omissis e il omissis con esponenti della locale
consorteria mafiosa denominata «Stidda», nonche' il condizionamento
esercitato da questi ultimi sui primi in termini di aspettative,
benefici e altre utilita' specificate nella allegata relazione
ispettiva, collegamento attraverso ripetuti contatti personali e
telefonici minando cosi' nel suo fondamento il prestigio e la
credibilita' delle Istituzioni amministrative.
La Commissione di accesso ha messo in rilievo che la
funzionalita' dell'Ente e' stata condizionata dalla presenza di
alcuni personaggi malavitosi, cosi' come evidenziatisi nelle
operazioni della DDA di Catania che, come detto, hanno coinvolto il
omissis, il omissis consigliere comunale facente parte
dell'amministrazione eletta nel 2016, anche quest'ultima ritenuta
omissis, alcuni dipendenti comunali vicini all'ambiente malavitoso
vittoriese e personaggi ritenuti affiliati alla locale consorteria
mafiosa.
Condizionamenti nell'azione amministrativa che hanno trovato
sostanza attraverso gravissime omissioni nell'attivita' di controllo
nella gestione del mercato ortofrutticolo cosi' consentendo una
pervasiva incidenza degli interessi economici di personaggi affiliati
alla Stidda e della loro fisica e assidua presenza all'interno dello
stesso, condizionamento in tale contesto resosi, poi, oltremodo
palese e conclamatosi attraverso gravissime intimidazioni e minacce
perpetrate nei confronti dei membri della commissione giudicatrice
che, di fatto, hanno paralizzato lo svolgimento della gara d'appalto
per l'assegnazione di alcuni box all'interno del suddetto Mercato.
Box che a tutt'oggi non risultano ancora assegnati proprio per
l'impossibilita' di formare una nuova commissione a causa delle
minacce subite dai commissari stessi.
Allo stesso modo l'azione amministrativa, cosi' come dimostrato
dalle indagini della DDA di Catania, ha evidenziato ricorrenti
anomalie nell'espletamento della gara per la raccolta dei rifiuti
solidi urbani aggiudicata, con procedura ritenuta irregolare, ad
un'azienda il cui titolare e' stato recentemente tratto in arresto,
nell'ambito della operazione della DDA di Catania (Gorgoni) perche'
ritenuto prestanome e affiliato alla famiglia mafiosa omissis di
Catania, operazione che ha dato origine al recente scioglimento per
infiltrazioni mafiose del Comune di omissis.
Significativo, poi, e' lo spaccato che la commissione di accesso
fornisce nell'illustrare forme di abuso nella gestione dell'ente sia
nell'attribuzione, negli anni, di vari incarichi dirigenziali
temporanei a persone non legate dal rapporto di lavoro a tempo
indeterminato con l'amministrazione in settori nevralgici e non
adeguatamente giustificato e supportato normativamente.
Analoga considerazione la commissione di accesso ha formulato
riguardo alle anomalie rilevate nella gestione dei voucher,
irregolarita' evidenziate soprattutto dopo le ultime elezioni.
Sintomatica, poi, di una sottovalutazione del condizionamento
mafioso e' la rilevata poco incisiva attivita' posta in essere dal
Comune che, verosimilmente anche a causa dell'esiguo numero di
addetti, cosi' come evidenziato dalla commissione ispettiva ha posto
in essere una inefficace azione di contrasto sugli accessi al mercato
ortofrutticolo. Cio' ha consentito, di fatto, facilita' di ingresso
all'interno del mercato anche di «personaggi», che nella sostanza
potrebbe aver determinato, anche per la mera presenza fisica, un
inquinamento delle normali dinamiche di formazione di
domanda-offerta, principalmente per cio' che riguarda il
confezionamento dei prodotti, il loro trasporto, non escludendo,
altresi', l'incidenza negativa nella formazione del prezzo delle
merci, dello sfruttamento dei produttori, della falsificazione della
provenienza dei prodotti agricoli commercializzati.
Tutto cio' premesso si rassegna una sintesi delle verifiche e
delle vicende politico amministrative del Comune di Vittoria,
rinviando per ogni ulteriore approfondimento agli accertamenti
effettuati ed esposti nella documentata relazione redatta dalla
Commissione di indagine nominata, con provvedimento prefettizio n.
670/R/OES/Area I, del 29 settembre 2017 su delega della S.V., di cui
al decreto n.o 17102/128/67(3) Uff. V - Affari Territoriali, al fine
di verificare l'eventuale sussistenza degli elementi di cui al comma
1, dell'art. 143, del decreto legislativo n. 267/2000 come sostituito
dall'art. 2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
La citata Commissione, cui era stato inizialmente assegnato un
termine di tre mesi per gli accertamenti, successivamente prorogato
per un analogo periodo con il decreto prefettizio n.
887/R/O.E.S./Area I in data 20 dicembre 2017, ha concluso le
conseguenti verifiche in data 30 marzo 2018 ed ha depositato in pari
data presso questa Prefettura - nei termini assegnati - la relazione
che si allega e che fa parte integrante della presente proposta.
Gli accertamenti svolti dalla Commissione di indagine sono stati
oggetto di esame da parte del Comitato Provinciale per l'Ordine e la
Sicurezza Pubblica nel corso dell'apposita seduta in data 14 maggio
2018, alla quale hanno partecipato, unitamente ai Vertici Provinciali
delle Forze di Polizia, il Procuratore Aggiunto della Repubblica -
D.D.A. presso il Tribunale di Catania, omissis, delegato del
Procuratore Distrettuale, il Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Ragusa e il Capo Centro della DIA di Catania.
In tale sede la Commissione ha illustrato nel dettaglio le
attivita' svolte.
Insediatasi presso il Comune di Vittoria il 2 ottobre 2017, la
Commissione di indagine ha preliminarmente ripercorso le circostanze
che hanno portato all'accesso ispettivo, ovvero l'operazione di
polizia giudiziaria disposta dalla DDA di Catania denominata «Exit
Poll», circostanza indicativa di gravissime anomalie e criticita' a
carico sia della struttura burocratica che di alcuni Amministratori
ed ha conseguentemente proceduto ad approfondire la situazione
dell'apparato politico e amministrativo dell'Ente, non mancando di
fornire inizialmente anche un quadro della criminalita' organizzata
presente nel territorio.
Al riguardo, ha effettuato, con il supporto delle Forze di
Polizia, una disamina dell'ambito territoriale nel quale e' collocato
il Comune di Vittoria.
La Commissione ha dato atto, quindi, della acquisizione di
ingente documentazione, a far data dall'insediamento della prima
omissis (maggio 2006), fino a quella omissis (da giugno 2016 fino a
marzo 2018, data di conclusione delle attivita' del menzionato
Organismo).
In particolare: regolamenti comunali, ordinanze e determinazioni
sindacali, delibere di giunta, delibere di consiglio, determinazioni
del Segretario Comunale e dei Dirigenti di Settore.
Ha acquisito altresi' numerosissimi atti relativi a tutti i
Settori del Comune, fra i quali quelli attinenti i servizi
economico-finanziario, i lavori pubblici, i servizi
socio-assistenziali, urbanistica ed edilizia, nonche' quelli
riguardanti il Mercato ortofrutticolo.
Prima di esporre, nel dettaglio, le risultanze delle verifiche
delta Commissione di indagine nei singoli settori
politico-amministrativi del Comune di Vittoria, si ritiene di
illustrare il contesto ambientale in cui si e' inserita detta
attivita'.
L'accesso ispettivo presso l'Ente, disposto con il richiamato
provvedimento del 29 settembre 2017, ha tratto origine, come detto,
da fatti concreti, univoci e rilevanti, a seguito di quanto emerso
nell'ambito di recenti operazioni di polizia giudiziaria, in
particolare quella denominata «Exit Poll» del settembre 2017, nonche'
sulla scorta di mirate attivita' istituzionali di questa Prefettura,
sintomatici di possibili ingerenze di soggetti contigui alla locale
consorteria mafiosa nei processi di formazione della volonta' degli
organi elettivi ed amministrativi del Comune.
La Citta' di Vittoria rappresenta, nell'ambito della provincia di
Ragusa, il contesto territoriale dove tradizionalmente le
organizzazioni criminali (Cosa nostra e Stidda) sono fortemente
radicate.
Fra gli interessi della locale criminalita' organizzata, precipuo
risulta quello nei confronti del mercato all'ingrosso dei prodotti
ortofrutticoli di Vittoria, che costituisce la realta' commerciale
principale del sistema economico ipparino, all'interno del quale
insistono 74 box, di cui 65 attivi, gestiti da titolari di
concessioni ed operatori del commercio delle produzioni agricole
provenienti dalle campagne ragusane e non.
Notevole importanza riveste l'indotto creato dal Mercato
ortofrutticolo che ingloba migliaia di aziende e decine di migliaia
di lavoratori, impiegati in svariati settori, che hanno grande
rilevanza all'interno del sistema economico vittoriese, come per
l'appunto testimoniato dall'interesse per essi dimostrato da soggetti
legati alle consorterie mafiose, tant'e' che la problematica del
mercato ortofrutticolo di Vittoria e del suo possibile
condizionamento mafioso assume un ruolo di particolare rilievo.
In tale scenario, il Comune di Vittoria, i cui attuali organi
sono stati eletti nel giugno del 2016, e' stato interessato, nel mese
di settembre del 2017, dalla sopra citata operazione di Polizia
Giudiziaria «Exit Poll» che ha, fra gli altri, coinvolto omissis, il
omissis, Consigliere comunale in carica e, seppure in misura minore e
con modalita' diverse, omissis.
In particolare, in data 21 settembre 2017, il Gruppo
Investigazione Criminalita' Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di
Finanza di Catania eseguiva, in territorio di Vittoria, sei ordinanze
cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili
del reato di cui all'art. 416-ter del codice penale, scambio
elettorale politico-mafioso in relazione alle consultazioni
elettorali, tra le quali quelle amministrative del giugno 2016 per
l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale di quella
Citta'.
Nella circostanza, veniva disposta l'applicazione delle misure
cautelari degli arresti domiciliari, successivamente revocati dal
Tribunale del Riesame, anche nei riguardi di omissis, all'epoca
Consigliere comunale di Vittoria, e del omissis, gia' omissis della
stessa Citta' per due mandati consecutivi, nel 2006 e nel 2011, in
quanto dalle indagini, di cui all'ordinanza in data 13 settembre 2017
del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di
Catania, emergevano collegamenti e complicita' tra i predetti ed
alcuni affiliati al clan omissis, riferibili all'associazione mafiosa
denominata «Stidda», che avrebbero influito sulle competizioni
elettorali degli anni precedenti ed, in particolare, sulle
consultazioni amministrative del giugno 2016.
Nell'ambito del medesimo procedimento penale, avente ad oggetto
l'accordo di scambio politico-mafioso, risultavano indagati, tra gli
altri, omissis, omissis, e il gia' Assessore omissis, per il reato di
cui all'art. 86, decreto del Presidente della Repubblica n. 570/1960.
Con la stessa ordinanza, il predetto Giudice per le Indagini
Preliminari disponeva, altresi', l'applicazione della misura
cautelare interdittiva della sospensione temporanea, per la durata di
mesi quattro, dall'esercizio del pubblico ufficio di omissis presso
il cennato Ente nei confronti di omissis, gia' Assessore comunale al
omissis durante l'ultimo mandato del omissis, attualmente in servizio
presso omissis del citato Ente locale, avendo acclarato - a seguito
dell'attivita' investigativa - la sussistenza di accordi perfezionati
durante le elezioni amministrative del giugno 2016 tra alcuni
protagonisti della vita politica della citta' di Vittoria e soggetti
appartenenti all'associazione mafiosa riferibile storicamente al clan
omissis, la c.d. «Stidda».
Gli accertamenti di polizia si sono fondati prevalentemente su
attivita' tecnica di captazione delle conversazioni, su servizi di
osservazione, controllo e pedinamento a supporto e riscontro delle
intercettazioni, sulla documentazione posta sotto sequestro in data
16 giugno 2016 presso le abitazioni anche dei predetti e/o presso le
sedi elettorali interessate dalle consultazioni amministrative del
2016, nonche' sul contributo fornito da alcuni collaboratori di
giustizia con le loro dichiarazioni.
In particolare, il quadro indiziarlo ha evidenziato il ruolo
chiave dei omissis (omissis, gia' omissis, e il omissis, eletto al
Consiglio comunale nel 2016).
L'alleanza dei omissis con elementi di spicco del clan della
«Stidda» e' stata orientata all'elezione di omissis al Consiglio
comunale e allo spostamento del bacino di voti, nel turno di
ballottaggio, a favore del omissis (Consigliere comunale dal 2006 e
individuato quale persona in grado di perpetuare la linea dei
omissis).
I omissis avrebbero promesso utilita' sia a omissis (noto
esponente del clan omissis) sia a omissis (gia' reggente del clan
omissis), per lo sgombero di un edificio pubblico occupato dai
migranti ai fini dello svolgimento di una diversa attivita'.
Tra i fatti oggetto dell'indagine: l'erogazione di fondi comunali
(benefici sociali) a favore di cittadini di Vittoria per
l'acquisizione dei rispettivi voti; firme false per la presentazione
delle liste elettorali; concessione di posti di lavoro; controllo dei
voti dei dipendenti della omissis (societa' che nel 2016 gestiva il
servizio omissis) attraverso il rinnovo del relativo appalto e la
conseguente stabilizzazione di 60 posti di lavoro.
Si soggiunge che nel corso dell'anno 2017, il territorio di
Vittoria e' stato interessato da diverse ed importanti operazioni di
Polizia Giudiziaria, di cui due, «Survivors» e «Ghost Trash»,
riguardano da vicino attivita' criminali nell'indotto connesso al
Mercato ortofrutticolo insistente in quel Centro; una, la gia' citata
«Exit Poll», attiene strettamente alle vicende di organi politici ed
amministrativi del Comune di Vittoria; infine, l'ultima, denominata
«Gorgoni» si collega alla questione del servizio di rifiuti solidi
urbani e all'affidamento dello stesso, da parte del Comune di
Vittoria, all'impresa omissis, il cui amministratore unico e' stato
tratto in arresto proprio nell'ambito di tale ultima operazione di
P.G. in quanto ritenuto vicino ad elementi di spicco dei clan mafiosi
omissis e omissis di Catania.
Non puo' inoltre sottacersi che omissis, appartenente
all'associazione di stampo mafioso denominata «Stidda», operante nel
territorio di Vittoria, gravato da numerosissimi precedenti penali di
rilievo, tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso, e
gia' sorvegliato speciale di P.S., risulta tratto in arresto e
successivamente scarcerato nell'ambito della piu' volte menzionata
operazione «Exit Poll» del settembre 2017, per il reato di cui
all'art. 416-ter del Codice Penale (scambio elettorale
politico-mafioso).
A conferma della sua appartenenza alla consorteria mafiosa del
territorio il predetto omissis e' altresi' coinvolto nell'operazione
denominata «Ghost Trash» del 13 dicembre 2017 nel cui ambito e' stato
arrestato ed e' tuttora detenuto, in quanto - avvalendosi della forza
di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento e di omerta' che ne deriva - commetteva una serie
indeterminata di delitti per acquisire in modo diretto o indiretto la
gestione o il controllo delle attivita' economiche nel settore della
produzione degli imballaggi per i prodotti ortofrutticoli.
Nello stesso procedimento, il medesimo e' indagato con altri
soggetti per ulteriori ipotesi di reato, tra cui associazione per
delinquere finalizzata a commettere piu' delitti in materia di
attivita' organizzate per il traffico illecito di rifiuti nonche' per
altri reati in materia ambientale.
In merito all'operazione «Survivors» del 15 settembre 2017, si fa
presente che la Polizia di Stato e il Comando Provinciale dei
Carabinieri di Ragusa eseguivano, nel territorio di Vittoria, 15
ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione per
delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni e
all'intestazione fittizia di beni, in danno, fra gli altri, di
commercianti di prodotti ortofrutticoli e di altre imprese
dell'indotto connesso al Mercato ortofrutticolo.
Le attivita' investigative hanno permesso di appurare l'esistenza
di un sodalizio criminale riconducibile alla «Stidda» vittoriese,
delineandone le piu' attuali modalita' operative.
Dato assai rilevante e' che con i proventi delle attivita'
illecite alcuni degli indagati avevano creato l'azienda per
imballaggi denominata omissis, avente come oggetto la produzione e
commercializzazione di cassette, bancali e vaschette in plastica per
prodotti ortofrutticoli; azienda in atto sottoposta a sequestro
preventivo ai fini della confisca.
Nello specifico, le indagini hanno accertato che la predetta
azienda era nella effettiva disponibilita' e gestione di soggetti
appartenenti alle organizzazioni mafiose quali omissis, omissis,
omissis e omissis, ed era fittiziamente intestata a soggetti legati
da rapporti di parentela con gli stessi omissis e omissis.
La sede dell'impresa era anche utilizzata dalla famiglia omissis,
dai omissis e dagli altri sodali come quartier generale per le
riunioni e la pianificazione di attivita' criminali.
Nei confronti della omissis, questa Prefettura ha emesso, in data
3 ottobre 2017, provvedimento antimafia interdittivo.
Anche l'operazione «Gorgoni» del 28 novembre 2017 - seppure
riguardante piu' da vicino la provincia di Catania e le consorterie
mafiose operanti nell'area etnea, come i clan omissis e omissis - ha
stretti collegamenti con Vittoria, atteso che urto dei provvedimenti
di custodia cautelare e' stato disposto nei confronti di omissis,
gia' amministratore unico della omissis, impresa affidataria, fino al
31 dicembre 2017, del servizio di igiene urbana nel territorio
comunale di Vittoria, operazione che ha fra l'altro interessato il
Comune di omissis, e che ha determinato, lo scorso omissis, lo
scioglimento degli organi ordinari di quell'Ente per infiltrazioni
mafiose, ai sensi dell'art. 143 del T.U.E.L.
L'attivita' di indagine ha consentito di rilevare irregolarita'
formali nelle procedure per l'affidamento del servizio di raccolta
dei rifiuti in diversi Comuni e di certificare, come detto, i
rapporti del menzionato omissis con la criminalita' organizzata
etnea.
Egli, infatti, risulta, tra l'altro, indagato per il delitto di
cui all'art. 416-bis C.P. in quanto, unitamente a numerosi altri
soggetti, faceva parte della associazione di tipo mafioso denominata
omissis, promossa da omissis e organizzata da omissis, elemento di
vertice di quella consorteria.
Tale operazione ha anche messo in luce le attivita' svolte da
omissis nell'ambito del Comune di Vittoria dove la omissis era
risultata aggiudicataria dei servizio di nettezza urbana.
Le verifiche poste in essere dalla Commissione di indagine hanno
consentito di appurare l'iter attraverso il quale l'Amministrazione
comunale di Vittoria ha affidato il cennato servizio all'azienda del
omissis, mentre l'attivita' tecnica di intercettazione ha fatto
emergere il «modus operandi» di quest'ultimo, che da un lato si
preoccupava di chiedere una sorta di «autorizzazione» a spendere il
«nome» di un personaggio malavitoso vittoriese qualora dovesse essere
chiamato in causa da qualche esponente della consorteria mafiosa
operante in quel territorio, al fine di scongiurare atti minatori e
danneggiamenti dei propri mezzi impiegati per il servizio R.S.U.,
dall'altro sembrerebbe essere in contatto diretto con amministratori
e/o funzionari del Comune di Vittoria.
Infine, a seguito dell'operazione «Ghost Trash» del 13 dicembre
2017 sono stati tratti in arresto, tra gli altri, omissis, omissis,
omissis e omissis, elementi di spicco della organizzazione mafiosa
vittoriese denominata «Stidda», storicamente riferibile al clan
omissis ed attualmente capeggiata da omissis.
Nei confronti dei predetti sono stati ipotizzati i reati di
associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata
all'acquisizione di posizioni dominanti nel settore economico degli
imballaggi, intestazione fittizia di imprese e traffico illecito di
rifiuti.
In particolare, gli elementi investigativi acquisiti hanno
palesato l'esercizio da parte del omissis di un potere penetrante
nelle istituzioni pubbliche ed economiche del territorio ipparino in
grado di indirizzare a proprio favore e/o in favore dei membri del
gruppo mafioso di appartenenza le decisioni dell'apparato
amministrativo locale e imprenditoriale, riconoscendo la connotazione
dell'associazione mafiosa.
Quanto sopra, come gia' precedentemente evidenziato, era emerso
anche dall'attivita' di indagine relativa all'operazione «Exit Poll»,
nell'ambito della quale il omissis, sebbene successivamente
scarcerato, e' stato sottoposto a custodia cautelare ed e' tuttora
indagato.
Situazione politico-amministrativa.
L'analisi ha riguardato le Amministrazioni comunali che si sono
succedute nell'ultimo decennio, le omissis e quella omissis.
In particolare, le consultazioni amministrative del giugno 2016,
che hanno portato alla elezione a Sindaco del omissis, sono state
caratterizzate, nei giorni immediatamente precedenti il turno di
ballottaggio, da una significativa attivita' di polizia giudiziaria,
consistente in numerose perquisizioni locali che hanno riguardato i
principali candidati Sindaco, compreso quello successivamente eletto,
omissis, omissis e omissis, l'ex omissis, i candidati al Consiglio
comunale omissis e omissis della lista omissis, omissis, facente
parte di una delle liste della coalizione a sostegno di omissis,
nonche' omissis, non partecipante alla competizione elettorale.
Nel prosieguo delle attivita' investigative, dalle quali sono poi
scaturiti i provvedimenti restrittivi del settembre 2017
dell'operazione «Exit Poll», si e' accertato che nel medesimo ambito
e' risultato indagato anche omissis - seppure con imputazioni minori
e senza il rigore delle misure cautelari adottate nei confronti degli
altri soggetti inquisiti - per il reato di cui agli articoli 110, 81
c.p. e 86 del decreto del Presidente del Presidente della Repubblica
n. 570/1960 (Corruzione elettorale).
Dall'esame degli atti della citata operazione si evince come «i
omissis avrebbero appoggiato omissis in virtu' di un accordo politico
con lo stesso, al fine di mantenere la propria egemonia sulle
decisioni amministrative».
In particolare, le conversazioni captate farebbero evincere «il
rapporto di sudditanza che legherebbe da tempo omissis all'ex omissis
...» e la circostanza che «l'eventuale avvento di omissis» avrebbe
potuto favorire la stabilizzazione dei dipendenti della ditta
omissis, impresa che all'epoca gestiva H servizio dei rifiuti solidi
urbani.
Al riguardo, si segnala la conversazione del 7 giugno 2016 (due
giorni dopo il primo turno elettorale) fra l'allora candidato omissis
- omissis - e tale omissis, dipendente della omissis, che viene cosi'
rassicurato dal omissis: «tu gli puoi dire ai picciotti che in questo
momento votare me non e' tradire i omissis e' solo stare tranquilli
con la famiglia, punto e basta».
E' stato anche evidenziato, nel corso dell'istruttoria svolta
dalla Commissione di indagine, che ben due Consiglieri comunali, il
gia' menzionato omissis ed il suo subentrante omissis, sono stati
tratti in arresto.
Il primo, omissis, successivamente scarcerato dal Tribunale del
Riesame, nell'ambito della piu' volte citata operazione «Exit Poll»,
che ha evidenziato uno stretto collegamento tra esponenti del clan
della «Stidda» omissis e la classe politica del Comune di Vittoria.
In particolare, gli atti della predetta indagine mettono in luce
come «i omissis sarebbero indissolubilmente legati, direttamente o
indirettamente, con soggetti quali omissis e omissis - entrambi
condannati per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. - ai quali
avevano chiesto il sostegno elettorale promettendo vantaggi e favori
economici nel caso in cui omissis fosse stato eletto al consiglio
comunale, cosa poi di fatto avvenuta».
Tutto cio' e' sostenuto da specifica attivita' di captazione che
ha svelato come «per sostenere la candidatura di omissis, omissis e
omissis prendevano contatti con omissis, e, a loro volta, omissis e
omissis provvedevano a contattare omissis».
In particolare, emblematica si rivela l'attivita' di captazione e
di intercettazione ambientale del 1° giugno 2016 quando «omissis
interveniva personalmente a contattare omissis, provvedendo a
chiamarlo telefonicamente per fissare un incontro che puntualmente
gli veniva concesso».
Tali fatti - che non sono stati smentiti dal Tribunale del
Riesame, intervenuto successivamente solo ai fini dell'esame delle
esigenze cautelari in capo agli indagati - mettono in luce come
l'Ente appaia permeabile sotto il profilo amministrativo e politico,
rilevando anche estremi evidenti di dolo, non essendo accettabile che
un candidato al Consiglio comunale si rivolga ad un soggetto
«controindicato» e legato alle consorterie mafiose per ottenere il
sostegno elettorale.
Tanto piu' che si tratta di un candidato - poi eletto ed in
carica fino ai settembre 2017, avendo rassegnato le dimissioni solo
dopo gli esiti dell'operazione «Exit Poll» - gia' Consigliere
comunale nella precedente legislatura amministrativa, omissis,
anch'egli pesantemente coinvolto in fatti che evidenziano almeno una
«familiarita'» con soggetti malavitosi, ed entrambi artefici e
promotori di una sorta di «accordo elettorale» con il candidato
omissis, poi eletto.
Per quanto concerne il Consigliere comunale omissis, la misura
cautelare emessa nei suoi confronti e' relativa a gravi reati comuni.
A seguito delle sue dimissioni, il omissis e' stato sostituito,
lo scorso mese di aprile, con il secondo dei non eletti nella lista
omissis, precisamente omissis, gia' Assessore della omissis,
anch'egli coinvolto ed indagato nell'ambito dell'operazione «Exit
Poll».
Inoltre, un Assessore della omissis, omissis, nominato dal
omissis in data omissis, e' stretto congiunto (omissis) di tale
omissis, dipendente, in qualita' di omissis, delle diverse ditte che
hanno gestito il servizio dei rifiuti a Vittoria (in atto in forza
alla omissis, societa' affidataria di detto servizio dal 31 dicembre
2017), sul cui conto si rinvengono gravi pregiudizi penali.
Difatti, il omissis e' stato condannato, in data 28 giugno 1999,
con sentenza del G.U.P. del Tribunale di Catania, per associazione
mafiosa ed estorsione. Gia' sottoposto alla misura di prevenzione
della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di anni due,
successivamente revocata, a carico del medesimo figurano, altresi',
condanna per falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico,
tratto in arresto per associazione per delinquere e truffa;
segnalazione per associazione a delinquere, falsita' materiale
commessa dal privato, sostituzione di persona e truffa (in merito al
relativo procedimento penale, la Corte di Appello di Catania, con
sentenza del 16 dicembre 2009, ha dichiarato non doversi procedere
per estinzione dei reati per sopravvenuta prescrizione).
Non puo' non evidenziarsi, inoltre, la posizione della omissis,
omissis, ex Assessore al omissis, anche lei indagata per gravi reati
nell'ambito dell'operazione «Exit Poll», la quale, in particolare,
nella qualita' di pubblico ufficiale, dovra' rispondere del reato di
falso ideologico in atto pubblico, avendo falsamente autenticato -
come apposte in sua presenza - numerose firme per la presentazione
della lista elettorale in cui era candidato omissis; firme che, di
fatto, sarebbero state apposte da omissis e omissis, soggetti
contigui alla criminalita' organizzata ed anch'essi indagati
nell'ambito della stessa operazione, i quali non avrebbero potuto
perpetrare tale operato senza la complicita' della omissis, che
invece avrebbe dovuto controllare la regolarita' delle
sottoscrizioni.
«Sicuramente una persona di fiducia per l'allora omissis, era
colei che rivestiva l'incarico di Assessore al omissis, ossia
omissis», cosi' viene descritta nell'Ordinanza del GIP del Tribunale
di Catania, con la quale le viene applicata la misura interdittiva
della sospensione dai pubblici uffici per il periodo di quattro mesi.
Peraltro, gli stessi inquirenti hanno avuto modo di acclarare «la
familiarita' della omissis con omissis e con omissis attraverso
l'attivita' captativa di conversazioni che vedeva la omissis
abbastanza propensa a cercare di risolvere le problematiche avanzate
dai predetti».
In proposito, gli atti dell'operazione «Exit Poll» hanno
confermato un sistema di intrecci di interessi e di reciproci scambi
di vantaggi in danno dell'amministrazione pubblica ad opera di
esponenti politici, quale era all'epoca la omissis, che, con
meccanismi collaudati, agevolando infiltrazioni ambigue nell'apparato
amministrativo del Comune di Vittoria, contribuendo ad inquinarlo e
piegandolo al tornaconto personale.
A fronte di un quadro di tale gravita', forti perplessita' ha
suscitato la decisione degli attuali Organi comunali, allo scadere
del periodo di interdizione, di reintegrare la omissis nella
posizione e funzione precedentemente ricoperta, perdendo -
sicuramente - l'occasione di dare un forte segnale di discontinuita'
con la vecchia amministrazione di cui la omissis, come sopra
osservato, era «persona di fiducia».
Infine, dall'esame dei componenti dei Consigli comunali via via
succedutisi dai 2006 al 2016 emerge la presenza - oltre ai gia'
citati omissis e omissis, entrambi destinatati di provvedimenti
cautelari da parte dell'Autorita' Giudiziaria - di omissis, eletto
nel 2006, il quale e' nipote del omissis, ucciso in data 18 marzo
1989, all'epoca elemento di spicco della criminalita' organizzata di
Vittoria, nonche' fratello di omissis, anch'egli ferito a morte nel
1983.
Tutte circostanze sintomatiche di una diffusa e prolungata
presenza di soggetti controindicati nell'ambito del Consiglio
comunale di Vittoria.
L'apparato burocratico.
L'imponente apparato burocratico del Comune di Vittoria registra
una serie di anomalie, fra le quali, non ultima, una permanente
divergenza tra l'organico di diritto e quello di fatto.
Infatti, la consistenza della dotazione organica, approvata con
la Deliberazione di G.C. n. 556 del 6 dicembre 2016, supera il
rapporto di un dipendente ogni 117 abitanti fissato - quale indiretto
parametro di buona amministrazione - dal D.M. Interno del 24 luglio
2014, per il triennio 2014-2016, ex art. 263, comma 2, del decreto
legislativo n. 267/2000.
La corretta applicazione del suddetto parametro porterebbe quindi
ad una valutazione, per il Comune di Vittoria, di un fabbisogno di
personale pari a circa 547 unita' complessive, contro le 719 unita'
fissate nell'attuale pianta organica.
Irregolarita' sono state evidenziate negli incarichi di omissis,
i cui contratti sono stati prorogati per lungo tempo, in violazione
delle vigenti disposizioni di legge, per lo svolgimento di funzioni
ordinarie istituzionali della omissis, laddove e' stato rilevato che
«il dirigente della Direzione omissis del Comune di Vittoria, nel
periodo 2012-2016, omissis, ha conferito incarichi di omissis a
omissis (sempre i medesimi), utilizzati nell'ambito delle attivita'
relative alla omissis e al omissis presso la suddetta Direzione,
prorogando i contratti di collaborazione originariamente stipulati
con gli stessi negli anni 2009, 2010 e 2012 ...».
Irregolarita' evidenti appaiono anche nel conferimento degli
incarichi di omissis dovute a parziale osservanza dell'obbligo di
relazionare al Consiglio Comunale sull'attivita' degli omissis;
mancata stipula dei contratti con i soggetti incaricati; mancato
invio degli atti alla Sezione di controllo della Corte dei conti;
superamento dei limiti di spesa delle consulenze.
Anomalie sono emerse, inoltre, in relazione all'Ufficio di
omissis, quale un'eccessiva parcellizzazione degli incarichi che
appaiono piu' che altro finalizzati al reclutamento di personale
esterno, tramite nomine fiduciarie del omissis, piuttosto che essere
di supporto agli organi politici nell'esercizio delle funzioni di
indirizzo e controllo.
Si evidenzia, altresi', il mancato rispetto delle disposizioni
contenute nell'art. 90 del T.U.E.L. e dei principi affermati dalla
costante giurisprudenza amministrativa e contabile che sanciscono il
divieto di svolgimento di funzioni gestionali per gli addetti agli
Uffici di omissis, situazione riscontrata per l'incarico conferito al
omissis quale dirigente del omissis, e per il omissis.
E' stato, inoltre, appurato che gli emolumenti corrisposti ai
dirigenti a tempo determinato (ex art. 110 T.U.E.L.) sono
particolarmente elevati, tali da suscitare quantomeno dei dubbi su
possibili condizionamenti da parte dell'organo politico.
Proprio in relazione ai dirigenti assunti ex art. 110, comma 1,
del T.U.E.L., sia la Ragioneria Generale dello Stato, in sede di
verifica ispettiva, sia il Collegio dei Revisori dei Conti presso il
Comune hanno segnalato che la Disciplina del Regolamento degli Uffici
e Servizi non e' conforme a quella dello Statuto dell'Ente, con
riguardo alla durata dei contratti dei dirigenti assunti ai sensi del
richiamato art. 110, comma 1, del T.U.E.L.
In particolare, omissis, disapplicando il comma 3 dello stesso
art. 110 - che lega la scadenza degli incarichi dirigenziali a
contratto con la durata del mandato elettivo del Sindaco in carica -
ha mantenuto i medesimi dirigenti nominati durante il omissis ai
sensi dell'art. 110, comma 1, T.U.E.L., i cui contratti erano ancora
in corso di validita', non essendo scaduto il termine minimo dei tre
anni dalla loro stipulazione previsto dall'art. 19 del decreto
legislativo n. 165/2001.
Quanto ai dipendenti, l'analisi condotta ha fatto emergere la
presenza di rilevanti criticita'.
Intanto, la persistente presenza di omissis, omissis, e di
omissis, omissis, entrambi coinvolti nell'operazione «Exit Poll» del
settembre 2017 ed in relazione ai quali omissis non ha ritenuto di
dare un forte segnale di discontinuita', limitandosi ad adottare -
ritualisticamente - i provvedimenti di norma assunti, senza incidere
drasticamente in una modifica della loro rilevanza all'interno
dell'Ente.
I sunnominati sono stati sottoposti a procedimento disciplinare:
la dipendente omissis, gia' Assessore nella omissis, alla scadenza
del periodo di sospensione, coincidente con quella stabilita
dall'Autorita' Giudiziaria, il 21 gennaio 2018 e' rientrata in
servizio presso l'Ufficio omissis, ove prestava attivita' lavorativa
precedentemente all'applicazione della misura cautelare, mentre per
quanto riguarda il omissis, malgrado la grave imputazione a suo
carico, e' rimasto assegnato all'Ufficio di omissis fino al 18
febbraio 2018, quando, a seguito di una disposizione del omissis,
omissis, del 31 gennaio 2018, viene trasferito al omissis.
Al riguardo, e' stato evidenziato come in data 23 gennaio 2018,
omissis, sentito, su sua richiesta, dalla Commissione di indagine, in
sede di audizione e a seguito di esplicita domanda, dichiarava, fra
l'altro, che era stato avviato nei confronti del omissis un apposito
procedimento disciplinare, ma che, nelle more della conclusione delle
indagini, detto procedimento era stato sospeso e che, in
considerazione della esperienza maturata dal omissis, aveva ritenuto
di mantenerlo nello omissis,
In proposito, i componenti della Commissione di indagine hanno
sottolineato che omissis, solo pochi giorni dopo l'audizione,
verosimilmente percependo le perplessita' che tale presenza poteva
suscitare, ha pensato di privarsene.
La stessa Commissione ha inoltre rilevato che il predetto
omissis, incardinato nello omissis gia' da omissis, rappresenta la
continuita' con la precedente omissis ed e' strettamente legato
all'attuale omissis, con il quale risulta indagato nell'ambito del
procedimento relativo all'operazione «Exit Poll».
Infine, la posizione del omissis e' stata approfondita anche nel
Capitolo «La gestione dei contributi, sussidi, ecc.», per il ruolo
chiave rivestito in ordine all'attribuzione dei cc.dd. «voucher».
L'attivita' di verifica ha altresi' evidenziato la presenza di
altri dipendenti che risultano affini o stretti congiunti di soggetti
legati alle organizzazioni malavitose del vittoriese o comunque
controindicati.
In particolare, omissis, in servizio presso l'Ufficio omissis,
omissis, risulta coniugata con il gia' citato omissis, condannato per
i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e detenzione di
armi, nonche' destinatario di misura cautelare, successivamente
revocata dal Tribunale del Riesame, nell'ambito dell'operazione «Exit
Poll».
Omissis, in servizio presso l'Ufficio omissis, omissis, e' madre
di omissis, coniugata con omissis (figlio di omissis, reggente della
«stidda» nel territorio ipparino), gravato da innumerevoli precedenti
e di recente tratto in arresto dalla Squadra Mobile della Questura di
Ragusa nell'ambito dell'operazione «Survivors».
Inoltre, fra i dipendenti a tempo indeterminato del Comune, si
segnala la presenza di omissis, incardinato nella Direzione omissis,
con mansioni di omissis, cugino dell'omonimo omissis, noto
pregiudicato, anch'egli coinvolto nelle indagini relative
all'operazione «Exit Poll».
In relazione a quanto appena esposto, si ritiene di considerare,
sia pure sotto un aspetto di mera opportunita' se non a titolo
prudenziale, che tutti e tre i dipendenti menzionati - nei cui
confronti, comunque, non risultano pregiudizi di polizia - continuino
ad espletare attivita' lavorativa in uffici delicati del Comune,
quale l'Ufficio omissis e l'Ufficio omissis, quest'ultimo
particolarmente «sensibile» per le possibili ingerenze della
criminalita' organizzata all'interno del omissis.
Infine, nell'apposito Capitolo dedicato alla struttura
burocratica dell'Ente, la Commissione ha attenzionato la posizione
del dirigente della Direzione omissis, omissis, in relazione ad una
vicenda, risalente all'anno 2011, relativa alla «stabilizzazione» di
alcuni dipendenti facenti parte dell'Ufficio omissis.
E' stato, in particolare, riferito come la figura del omissis sia
stata tratteggiata con particolare severita' dal Giudice Penale nella
sentenza n. omissis, che stigmatizza il parere espresso da omissis
nella richiesta di stabilizzazione avanzata da quattro soggetti
(componenti lo omissis).
Osserva il magistrato estensore della sentenza, «per favorire il
disegno illecito dei precari», omissis ha posto in essere un
«formidabile caleidoscopio di lacune e di opzioni» la cui conseguenza
e' stata «la clamorosa distorsione ermeneutica della questione».
Sebbene - come detto - la vicenda risalga all'anno 2011, tali
comportamenti e prassi, valutati dal Giudice nel 2017, comprovano
ulteriormente la diffusa tendenza, piu' volte registrata dalla
Commissione di indagine, di un utilizzo volutamente distorto e
sottilmente mistificatorio delle norme.
In proposito, la stessa Commissione ha rilevato che, a seguito
delle conclusioni dell'Autorita' Giudiziaria, non risultano avviate
iniziative, quantomeno sul piano disciplinare, nei confronti del
omissis, da parte dell'omissis, che - anche in questa circostanza -
si pone in perfetta e piena continuita' con omissis.
Situazione finanziaria.
In relazione a tale punto, il dato particolarmente significativo,
emerso nel corso dell'attivita' di indagine, e' rappresentato dalla
riscontrata carenza di efficaci iniziative di recupero dell'evasione
tributaria, come quella piu' in generale della riscossione delle
entrate attraverso idonee misure di accertamento e di riscossione.
In particolare, dai dati acquisiti dalla Commissione presso la
Direzione omissis del Comune di Vittoria, si rileva che le entrate
derivanti dal recupero dell'evasione tributaria nel periodo di
riferimento, dal 2006 al 2017, ammontano, per ICI, ad euro 470.305,00
(a fronte di un «non riscosso», comprensivo anche di IMU e TASI, per
euro 8.163.759), pari ad una percentuale di recupero evasione del
5,7609%; mentre per il canone idrico, le entrate sono pari ad euro
3.788.688 (a fronte di un ruolo coattivo di euro 26.839.891), pari ad
una percentuale di recupero evasione del 14%.
Significativo l'affidamento a omissis, societa' consortile del
omissis, per la somma di euro 94.048,36, ai fini dello svolgimento
del servizio di riscossione coattiva, che - come riferito dal
dirigente della Direzione omissis - e' stato effettuato sulla base di
«una ricerca di mercato», affidamento peraltro avallato da omissis,
come meglio precisato nel Capitolo IV della relazione della
Commissione di indagine.
L'Ente comunale, a seguito della predetta attivita' di
riscossione coattiva posta in essere da omissis, ha incamerato la
somma di euro 251.907,65, pari a circa il 2,28% dell'importo
complessivo affidato per il recupero, ammontante ad euro
11.044.225,88.
Particolarmente gravi le risultanze delle verifiche effettuate
sulle posizioni contributive degli appartenenti a omissis che
evidenziano posizioni debitorie sia da parte di omissis, sia da parte
degli omissis e dei rispettivi familiari conviventi, i cui debiti nei
confronti dell'Ente ammontano complessivamente ad euro 39.479,26.
Per cio' che concerne i omissis e i rispettivi familiari
conviventi, e' stata rilevata una posizione debitoria complessiva nei
riguardi dell'Ente di euro 96.374,41.
Esposizioni debitorie risultano anche a carico di numerosi
soggetti appartenenti alle locali consorterie mafiose, i quali non
risultano aver corrisposto al Comune tributi da svariati anni, sia a
titolo di tassa rifiuti che di canone idrico.
Erogazione di contributi.
La Commissione di indagine ha operato un focus approfondito sulla
gestione dei cc.dd. «voucher», attivita' che non e' risultata affatto
trasparente e corretta come richiesto invece da una sana gestione
contabile e che, peraltro, lascia margini di permeabilita' di
condotte illecite nell'amministrazione dell'Ente.
L'impiego dei lavoratori occasionali non risulta improntato ai
principi della trasparenza e imparzialita' della pubblica
amministrazione e con quelli di buona amministrazione enunciati
dall'art. 97 Cost. e dalla legge n. 241/1990.
L'attenta analisi effettuata ha consentito di verificare che le
modalita' di ricorso ai voucher risultano decisamente anomale per
«tempistica e individuazione di lavoratori», nonche' difformi dalle
norme regolamentari, in quanto, contrariamente alle disposizioni che
pongono in capo al dirigente del omissis la responsabilita' del
procedimento amministrativo, volto all'assegnazione del lavoro
accessorio, l'attivita' in oggetto e' stata gestita da personale in
forza al omissis.
In particolare, come diffusamente illustrato nell'apposito
Capitolo VI, della relazione dei commissari, il Dirigente delegava
alla gestione dei voucher il omissis, dipendente a tempo determinato
del Comune di Vittoria dall'11 ottobre 2010 e tuttora in servizio.
Il predetto omissis, come esposto in precedenza, e' uno dei
dipendenti indagati nell'operazione «Exit Poll». Il medesimo, assunto
da omissis, e' stato mantenuto nella stessa posizione di omissis da
omissis fino al gennaio 2018, quindi ancora per alcuni mesi dopo il
suo coinvolgimento nella citata operazione di polizia giudiziaria.
Peraltro e' stato rilevato dalla Commissione di indagine che il
omissis ha operato con modalita' illegittime in difformita' al
Regolamento sull'Ordinamento degli Uffici e Servizi del Comune di
Vittoria.
In altri termini, a differenza degli incarichi conferiti ai sensi
dell'art. 110 del T.U.E.L., al personale di omissis difettano i
requisiti propri dell'attivita' gestionale, intestati dalla legge ai
dirigenti dell'ente locale cosi' come espressamente declinati
nell'art. 107 dello stesso T.U.E.L. (funzioni e responsabilita' della
dirigenza).
Sono state evidenziate una serie di irregolarita' e di anomalie
afferenti le modalita' di inserimento delle istanze dei lavoratori,
la loro ammissione nelle varie categorie, l'impiego degli stessi.
Il dato particolarmente significativo rilevato e' che, dal 2010
al 2017, a fronte di 420 istanze di lavoratori soltanto 57 persone
risultano complessivamente impiegate e retribuite con i voucher.
Peraltro, per molti di tali soggetti si registra un impiego
reiterato negli anni, non essendo stati rispettati affatto, in
assenza di alcuna rotazione nelle chiamate, i principi di trasparenza
e imparzialita' della pubblica amministrazione.
Inoltre, piu' di un terzo (20) dei 57 lavoratori beneficiari dei
voucher e' stato impiegato pur in assenza di istanza per essere
ammesso al lavoro occasionale.
In particolare, e' stato evidenziato che 20 dei lavoratori in
questione non risultano inclusi negli elenchi dell'apposito atto
deliberativo e dunque sono stati impiegati in violazione di quanto
disposto nello stesso atto deliberativo.
Ancora, i 17 lavoratori che, dall'anno 2013 in poi, non sono
stati piu' occupati sono tutti esenti da irregolarita' amministrative
nell'impiego, immuni da precedenti penali, non frequentano
pregiudicati e non hanno legami parentali con soggetti
controindicati; mentre, invece, i 37 lavoratori utilizzati fino al
2017, anche piu' volte negli anni, sono caratterizzati da
irregolarita' amministrative nell'impiego, vantano pregiudizi penali,
taluni anche di particolare rilievo, frequentano pregiudicati di
spessore e hanno rapporti di parentela con soggetti legati alla
criminalita' organizzata.
E' stata anche messa in luce la «peculiare» attivita' posta in
essere subito dopo la conclusione delle elezioni amministrative del
giugno 2016; infatti, in data 30 giugno 2016, con determinazione del
omissis, e' stata impegnata la somma complessiva di euro 23.000,00
per l'acquisto di voucher.
Nei successivi mesi di luglio e agosto veniva registrata una
anomala procedura di acquisto di voucher per un importo complessivo
di euro 6.658,00, attraverso dei mandati nominativi emessi a favore
di unita' organiche allo omissis per la riscossione di somme non
superanti il limite individuale di euro 1.000 imposto dalla
tracciabilita' finanziaria e che venivano rendicontate il 29 dicembre
2016.
Tale somma veniva consegnata in contanti al omissis, il quale
provvedeva ad acquistare voucher telematici, incassati
successivamente da sei soggetti di cui due, omissis e omissis, dagli
accertamenti eseguiti, sono risultati avere stretti rapporti di
parentela con soggetti appartenenti alla locale consorteria mafiosa.
Tutte circostanze gravemente sintomatiche di condizionamento
evidenziate in un settore, quale quello socio-assistenziale,
fortemente connotato, oltre che da diffuse irregolarita', da una
oggettiva permeabilita' da parte di soggetti beneficiari di
emolumenti, parenti, conviventi o comunque legati ad organizzazioni
malavitose.
Affidamenti di lavori e servizi.
Dalla attivita' svolta, in materia di verifica degli affidamenti
diretti, la Commissione ha constatato che non appaiono rispettati i
parametri fissati dalla legge nell'affidamento dei vari servizi posti
in essere dal Comune di Vittoria, laddove il decreto legislativo n.
50 del 2016 prevede che il valore stimato dell'appalto deve essere
calcolato in osservanza dei criteri fissati all'art. 35 del Codice
dei contratti pubblici.
Cio', come piu' volte sottolineato dalla giurisprudenza e
dall'ANAC, al fine di evitare un artificioso frazionamento
dell'appalto, volto ad eludere la disciplina comunitaria.
E' stato evidenziato che tali affidamenti hanno riguardato il
servizio di raccolta, spazzamento, trasporto e conferimento dei
rifiuti solidi urbani differenziati ed indifferenziati, gia' gestito
da altro operatore economico, per cui il responsabile unico del
procedimento avrebbe dovuto programmare e stimare, al momento della
indizione della procedura di gara, il reale fabbisogno dell'ente per
la gestione dei servizi, ivi compresi i costi per lo smaltimento dei
rifiuti, per non incorrere in un frazionamento artificioso degli
incarichi, poi invece assegnati con affidamenti diretti in luogo
delle doverose procedure ad evidenza pubblica maggiormente
concorrenziali.
Gli affidamenti esaminati hanno messo in luce il frazionamento
degli stessi che, in un caso, sarebbe ammontato a un totale annuo
complessivo di 350 mila euro (e dunque ben al di sopra della soglia
di legge).
Peraltro, dagli accertamenti effettuati e' emerso che alcune
delle ditte affidatarie risultano essere state sottoposte a sequestro
preventivo per reati ostativi in materia antimafia.
Infine, non puo' non evidenziarsi la mancata attivita' di
controllo periodico da parte del Comune sulle imprese iscritte
nell'Albo delle ditte di fiducia, tant'e' che due imprese risultano
tuttora iscritte malgrado siano state colpite da provvedimenti
antimafia interdittivi, l'una con decreto del omissis, l'altra con
decreto del omissis, oltre al diniego della iscrizione nella c.d.
«white list» con provvedimento omissis.
La pianificazione urbanistica e l'abusivismo edilizio nel territorio.
E' stata osservata, da parte della Commissione di indagine, la
scarsa incisivita' dell'azione di contrasto al fenomeno
dell'abusivismo edilizio, apparsa in tutta evidenza nell'esame di
singole pratiche riconducibili a soggetti controindicati nei cui
confronti sono state accertate violazioni in materia di abusivismo
edilizio.
In relazione alle acquisizioni al patrimonio comunale di immobili
abusivi, dall'esame dei provvedimenti e' emerso che gli stessi
risultano adottati dal dirigente che, in via unilaterale, ha emesso
tale provvedimento, disattendendo in tal modo il disposto normativo
che prevede la competenza del Consiglio Comunale, non consentendo
cosi' di garantire il pubblico dibattito all'interno dell'aula
consiliare per procedimenti di tale rilevanza.
Peraltro, non risulta, per le pratiche esaminate, che sia stata
sottoposta al Consiglio Comunale la valutazione se l'immobile abusivo
rivesta un interesse generale per l'Ente locale, atteso che quando
l'immobile acquisito non riveste alcun interesse, esso dovra' essere
demolito.
Di contro, le verifiche effettuate hanno consentito di constatare
che almeno quattro abitazioni continuano ad essere occupate sine
titulo dai precedenti proprietari, ma molte di esse, insistendo nella
frazione balneare di Scoglitti, sono risultate non abitate,
probabilmente per l'effettuazione dei controlli nella stagione
invernale.
In merito a tali beni, l'eventuale occupazione sine titulo
comporta la mancata riscossione delle dovute sanzioni in caso di
abuso, agevolando oltremodo gli occupanti, non tenuti nemmeno al
pagamento dei tributi comunali. Pertanto, non solo l'Ente non ha
irrogato ai contravventori le dovute sanzioni con grave danno per le
casse comunali, ma non ha neanche attivato interventi sostitutivi di
riduzione in pristino, con l'ulteriore conseguenza che l'autore
dell'illecito e' rimasto totalmente impunito.
Il fenomeno delle occupazioni abusive degli immobili riguarda
anche gli alloggi popolari. Singolare che l'unico alloggio popolare
di proprieta' comunale e' risultato affidato al precedente
assegnatario sulla base di una semplice «dichiarazione» dell'allora
Sindaco pro tempore, mentre, in atto, risulta residente nell'alloggio
un nucleo familiare sebbene lo stesso ufficio comunale abbia
comunicato che allo stato non vi sono assegnatari.
La gestione dei rifiuti.
Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel territorio
comunale di Vittoria, nel corso del periodo decennale esaminato dalla
Commissione, presenta diffuse criticita' e disfunzioni, peraltro
riscontrate anche dall'Ufficio Speciale presso la Presidenza della
Regione Siciliana.
Sul piano strettamente amministrativo, e' stato messo in evidenza
come solo dal 17 novembre 2016 il Comune ha proceduto ad un
affidamento a terzi mediante procedura aperta, aggiudicata alla ditta
omissis.
Tuttavia, anche la procedura di gara aperta, che ha portato al
primo affidamento semestrale nei confronti della omissis, presenta
anomalie particolarmente significative.
In primo luogo, come si evince dalla deliberazione n. omissis del
25 luglio 2016, e' la omissis ad approvare il progetto del «Servizio
di raccolta, spazzamento, trasporto e conferimento allo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati compresi
quelli assimilati - «Servizio temporaneo», finalizzato alla scelta
dell'operatore economico mediante procedura aperta nelle more
dell'avvio della gestione ordinaria del Servizio con l'A.R.O, per la
durata di mesi sei.
Dunque e' omissis ad esprimersi su procedure e termini di gara,
laddove il Codice dei Contratti di cui al decreto legislativo n.
50/2016 fissa chiaramente i termini da rispettare e prevede
espressamente le procedure di evidenza pubblica da utilizzare nel
caso di appalti di servizi sopra soglia comunitaria.
Nell'approfondito excursus posto in essere dalla Commissione di
indagine e' stato, altresi', sottolineato che tale modus operandi e'
continuato anche in occasione dell'altra gara ad evidenza pubblica
per l'affidamento del medesimo servizio al omissis.
Infine, e' stata evidenziata una ulteriore grave criticita' in
relazione alla procedura di aggiudicazione del servizio ARO (7 anni),
come peraltro sottolineato dall'Ufficio Speciale presso la Presidenza
della Regione Siciliana che ha contestato al Comune di Vittoria di
avere omesso per oltre due anni e tre mesi le procedure di gara del
Piano di Intervento ARO, approvato in data 22 maggio 2015.
A tal proposito, la Commissione ha rilevato come l'ingiustificato
mancato svolgimento delle procedure di appalto del Piano di
Intervento con invio all'U.R.E.G.A. della documentazione per la
celebrazione della gara, risulta tuttora disattesa.
Se tali condotte, sotto l'aspetto procedimentale, sono da
ascriversi parimenti sia agli organi gestionali che a quelli di
indirizzo politico del Comune, sono state parallelamente evidenziate
le possibili refluenze, sul pano della permeabilita' a possibili
infiltrazioni della criminalita' organizzata, delle irregolarita'
procedimentali segnalate (termine breve e servizi analoghi), sul
servizio affidato alla omissis.
In particolare, la Commissione si e' interrogata sulle possibili
connessioni fra il termine breve di 15 giorni per la presentazione
delle offerte irregolarmente indicato nel bando di gara, in
esecuzione di un irrituale indirizzo dell'organo politico, e la
circostanza che solo un'unica impresa abbia presentato l'offerta
nell'ambito della gara e che sia stata proprio la omissis, il cui
legale rappresentante, omissis, poi tratto in arresto, da ultimo
nell'ambito dell'operazione «Gorgoni» del 28 novembre 2017, e'
risultato essere contiguo ad ambienti criminali di stampo mafioso sia
del catanese che del siracusano e destinatario, nel corso del
contratto, di ben due misure cautelaci e, di conseguenza, colpito da
interdittiva antimafia.
Peraltro, come gia' sopra precisato, il omissis e' stato al
centro dell'attivita' che ha portato, nel omissis, al recente
scioglimento per accertate infiltrazioni della criminalita'
organizzata del Comune di omissis.
In proposito, non puo' non evidenziarsi la singolare coincidenza
delle modalita' operative e delle procedure, che palesano condotte
illecite, tra quelle riscontrate presso il Comune di Vittoria dalla
Commissione ispettiva e quelle poste in essere dal medesimo omissis
nell'ambito dell'affidamento del servizio di igiene urbana presso il
citato Comune di omissis, come quelle che hanno consentito allo
stesso di ottenere ulteriori benefici economici grazie alla proroga
del servizio e al ricorso ai servizi suppletivi.
Infatti, per quanto riguarda l'attivita' svolta dalla omissis nel
territorio vittoriese, il medesimo, come risulta dalle
intercettazioni telefoniche ed ambientali, anch'esse riportate nella
relazione della Commissione, risulta ben addentro anche agli ambienti
criminali ipparini e vanta collegamenti con l'Amministrazione
comunale di Vittoria.
In particolare, nel corso delle citate attivita' di captazione
(conversazione con la moglie), il omissis riferiva dell'avvenuta
aggiudicazione dell'appalto evidenziando che detta aggiudicazione era
stata facilitata dal fatto che la sua impresa era l'unica ammessa
alla gara.
Inoltre sollecitato dalla moglie riferisce che l'appalto ha una
durata «di sei mesi piu' sei mesi».
Dette affermazioni comprovano la piena sovrapponibilita' con le
accertate anomalie del bando di gara aperta, che ha visto affidataria
la omissis: il termine breve di 15 giorni per la presentazione delle
offerte e il riferimento (pretestuoso oltre che illegittimo) ai
servizi analoghi che, di fatto, fanno dire al omissis che
l'affidamento avra' la durata di sei mesi piu' sei, pur avendo
partecipato ad un bando di gara semestrale.
Altre conversazioni intercettate hanno consentito di fare
emergere tutti quegli elementi esplicativi del modus operandi di
omissis che non prende iniziative imprenditoriali se non
preventivamente concordate proprio con il referente del omissis,
omissis, anche se tali iniziative erano state sollecitate attraverso
una «chiamata» diretta di un pubblico amministratore intenzionato ad
affidargli i servizi di R.S.U.
Questo assunto, come gia' precedentemente riportato, emerge
chiaramente dalla lettura della conversazione ambientale n. 4998
dell'8 agosto 2016, nel corso della quale omissis, nell'evidenziare
di essere stato investito da taluno dell'amministrazione del Comune
di Vittoria, per la fornitura del servizio di RSU, chiedeva di poter
parlare con omissis per ottenere la sua autorizzazione a spendere il
suo «nome» qualora dovesse essere chiamato in causa da qualche
esponente della consorteria mafiosa operante in quel territorio.
Lo stesso omissis spiegava che tale autorizzazione si rendeva
necessaria per scongiurare futuri atti minatori con danneggiamenti
dei propri mezzi impiegati per il servizio di R.S.U. in quel Comune,
e confida al suo interlocutore di avere individuato un soggetto che
funga da intermediario in ambito amministrativo locale, quindi
direttamente con il omissis, omissis, quest'ultima, che sembrerebbe
avere gia' avanzato richieste di assunzione presso la ditta omissis.
In effetti, risultano assunti dalla omissis, con contratto a
tempo indeterminato, omissis e omissis.
Sebbene nessun collegamento con un eventuale interessamento
diretto di componenti dell'Amministrazione Comunale sia stato
riscontrato, si ritiene di dover evidenziare che omissis, assunto
dalla omissis in data 23 gennaio 2017 con mansione di omissis, e'
figlio di omissis, anche lei dipendente a tempo indeterminato della
omissis, che ha legami di parentela con soggetti controindicati,
gravati da precedenti anche per associazione di tipo mafioso.
Per quanto concerne omissis, il medesimo risulta assunto dalla
omissis il 29 marzo 2017 quale omissis con un contratto di lavoro a
tempo determinato, trasformato in data 1° aprile 2017, dunque ad
appena due giorni di distanza, in contratto a tempo indeterminato.
Si sottolinea, inoltre, che ne' omissis ne' omissis risultano
transitati alla omissis da precedenti gestori del servizio di igiene
ambientale nell'ambito del comune di Vittoria, anche se omissis
risulta aver svolto attivita' lavorativa stagionale, come operatore
ecologico, presso omissis negli anni 2010, 2011 e 2012.
Con riguardo, poi, alla presenza di lavoratori controindicati in
seno alla omissis, transitati in quell'impresa dalla societa'
cessante per effetto della clausola di salvaguardia sociale, se da un
lato il omissis, con nota n. omissis del 12 ottobre 2016, intimava
alla stessa omissis di «effettuare ogni utile accertamento al fine di
escludere ogni forma di infiltrazione criminale nel nostro territorio
...», dall'altro, al di la' delle dichiarazioni di principio, non
risulta che siano stati chiesti alla ditta atti e/o documentati
elementi sui lavoratori che fossero risultati eventualmente
controindicati.
Soltanto successivamente agli esiti dell'operazione di P.G. «Exit
Poll», nell'ambito della quale era rimasto coinvolto anche un
dipendente della omissis (omissis), il omissis interessava nuovamente
quella societa', chiedendo «di voler porre in essere, con
immediatezza, ogni misura consequenziale che dia garanzia a
quest'Amministrazione della totale affidabilita' degli operatori
impegnati nello svolgimento del servizio pubblico, dandone
contestuale informazione alla stessa».
Sempre in relazione alla presenza di dipendenti aventi gravi
precedenti penali, anche attinenti alla criminalita' organizzata, lo
stesso omissis, con nota n. omissis del 24 gennaio 2018, interessava
la omissis, nuova aggiudicataria del servizio di raccolta,
spazzamento, trasporto e conferimento dei rifiuti, evidenziando la
«intransigenza della amministrazione su tutti i rapporti di lavoro in
essere al fine di escludere ogni forma di infiltrazione criminale».
Al riguardo, giova fare presente che il omissis si e' attivato
nei confronti della omissis soltanto dopo il richiamo di attenzione
da parte di questa Prefettura in ordine ad un soggetto, tale omissis,
gia' alle dipendenze della societa' cessante con rapporto di lavoro a
tempo indeterminato, che aveva riportato sentenza di condanna
definitiva per il reato di associazione di tipo mafioso.
Inoltre, trai lavoratori a tempo indeterminato della omissis, e'
presente omissis, condannato per associazione mafiosa ed estorsione,
gia' destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza
speciale di P.S., nonche' cognato dell'Assessore omissis.
Dunque, sia nel caso del dipendente tratto in arresto che in
quest'ultima circostanza, l'intervento dell'Amministrazione Comunale
di Vittoria si pone - piu' che su un piano di effettiva prevenzione e
di puntuale controllo - su una posizione di mera dichiarazione di
intenti.
In merito alle modalita' di affidamento del servizio di raccolta
e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la circostanza che e'
l'organo politico ad esprimersi su procedure e termini di gara,
laddove il Codice dei Contratti di cui al decreto legislativo n.
50/2016 fissa chiaramente i termini da rispettare e prevede
espressamente le procedure di evidenza pubblica da utilizzare nel
caso di appalti di servizi sopra soglia comunitaria, il termine breve
di 15 giorni impropriamente utilizzato per la presentazione delle
offerte ed il singolare ricorso ai «servizi analoghi» adottati sulla
base di non ben comprovati motivi di contingibilita' ed urgenza e
senza tenere conto degli indirizzi regionali in materia, si
configurano senz'altro come conseguenze di criticita' organizzatine e
strutturali radicate nel contesto territoriale e mettono in luce
l'assenza di incisive iniziative dei vertici politici idonee a
ripristinare la legittimita' dell'azione amministrativa.
Inoltre, dai fatti enunciati non sembra illogico trarre un
giudizio di probabile condizionamento dell'ente locale.
Sebbene non si evinca l'esistenza di rapporti con il omissis o
con altri omissis, dalle intercettazioni riportate a carico del
omissis non puo' escludersi che l'ente fosse del tutto impermeabile a
condizionamenti.
Pertanto, se anche il omissis non risulta direttamente
responsabile, tuttavia e' un fatto che l'amministrazione nel suo
complesso non ha posto rimedio alla situazione di condizionamento che
le strutture amministrative subivano.
La gestione dei beni confiscati.
La Commissione ha avuto modo di verificare che il «Regolamento di
assegnazione dei beni confiscati alla mafia di cui alla legge n. 109
del 7 marzo 1996», risalente al 2007, non e' stato modificato o
integrato e dunque non e' stato tenuto conto ne' delle variazioni
apportate dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante
il «Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione,
nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia»,
ne' tantomeno di quelle introdotte, per ultimo, dalla legge 17
ottobre 2017, n. 161, recante «Modifiche al codice delle leggi
antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme
di attuazione, coordinamento e transitorie del codice di procedura
penale e altre disposizioni ...».
L'unica modifica che risulta e' quella relativa all'art. 9 del
Regolamento circa la durata della assegnazione, variazione che viene
comunicata alle associazioni assegnatarie con la sorprendente
asserzione da parte del dirigente: «Naturalmente detta modifica e' da
sottoporre all'esame del C.C.».
La Commissione ha rilevato che tale modifica non e' stata
approvata dal Consiglio comunale.
Inoltre, non puo' sottacersi quanto emerso dalle risultanze
giudiziarie dell'operazione «Exit Poll» in merito all'immobile gia'
appartenuto a omissis, che comprovano il rischio concreto di un
utilizzo quantomeno «indiretto» da parte del medesimo, laddove viene
osservato che «sussistono gravi indizi in ordine alla conclusione di
un accordo elettorale tra omissis e omissis ed il omissis, in virtu'
del quale il omissis si sarebbe dovuto attivare per l'acquisizione di
voti in favore di omissis in cambio dello sgombero dell'immobile al
medesimo confiscato e della successiva destinazione dello stesso ad
un centro per disabili».
Tale fatto, acclarato dalle intercettazioni telefoniche, a
prescindere dai pronunciamenti giudiziari susseguitisi, costituisce
una circostanza particolarmente grave, in quanto gli stessi soggetti
preposti a garantire la legalita' - quale per l'appunto omissis ed il
omissis, poi eletto al Consiglio comunale - scenderebbero a patti, o
quanto meno agevolerebbero il convincimento di poter scendere a
patti, con un noto appartenente alla locale organizzazione criminale,
gia' proprietario dell'immobile, quasi a dargli o a fargli ritenere
di aver acquisito una nuova legittimazione sul bene, cosi'
vanificando l'essenza di tutta la complessiva strategia di
aggressione ai patrimoni illeciti.
Il Mercato Ortofrutticolo.
La dettagliata disamina effettuata dalla Commissione di indagine
ha consentito di evidenziare numerose e rilevanti criticita' e
ambiguita' nella gestione, da parte del Comune di Vittoria, del
Mercato ortofrutticolo, considerato uno dei mercati piu' importanti a
livello nazionale e che costituisce la realta' economica principale
del comprensorio vittoriese, configurandosi - per dimensioni e volume
di affari - come uno dei mercati piu' importanti a livello nazionale.
Analoga rilevanza economica ha l'indotto che ruota attorno alla
suddetta struttura mercatale, comprendente un elevato numero di
operatori economici con alle dipendenze migliaia di lavoratori,
impegnati nei settori della lavorazione e trasformazione dei prodotti
agricoli; del trasporto su gomma; della produzione di cassette,
pedane ed imballaggi; dello smaltimento, recupero e riciclo di
materiali plastici; della commercializzazione di fitofarmaci e
prodotti fitosanitari.
In tale contesto, il Mercato e' considerato come un elemento
«sensibile» ai tentativi di infiltrazioni delle organizzazioni
criminali, interessate all'enorme giro d'affari che ruota attorno ad
esso.
Le evidenze informative e processuali sul mercato ortofrutticolo
di Vittoria hanno, da una parte, confermato lo stretto legame tra
imprenditori mafiosi e soggetti affiliati alle famiglie vittoriesi,
dall'altra, aggiornato il livello di pericolosita' e di
interdipendenza tra le diverse matrici nel settore, fondate su
reciproche convenienze, che potrebbe costituire banco di prova per
collaborazioni di piu' ampio respiro.
Tale situazione avrebbe dovuto comportare la messa in atto di
iniziative efficaci finalizzate ad una sana gestione delle attivita'
mercatali volte a controlli stringenti e a continue azioni di
contrasto finalizzate ad impedire presenze non titolate all'interno
della struttura.
L'attivita' di accesso ha invece consentito di constatare che
tutte le criticita' e le ambiguita' spesso rilevate nel corso degli
anni sono rimaste sostanzialmente immutate nel tempo a prescindere
dalle Amministrazioni in carica.
Il Mercato e' infatti da sempre gestito e controllato unicamente
dal Comune di Vittoria, per il tramite dell'Ufficio Mercati, gia'
facente parte della Direzione omissis e incardinato, dal settembre
2016 in poi, nella Direzione omissis.
Ed invero omissis hanno tenuto comportamenti analoghi: da un lato
atti formali di impegno, disposizioni regolamentari e annunci di giri
di vite nel controllo del Mercato; dall'altro sostanziale continuita'
nell'inerzia, nella tolleranza, nel mantenimento dello status quo,
tanto utile a chi controlla di fatto in via occulta il giro
commerciale che gravita intorno al Mercato.
Tuttavia, nei fatti, emerge un'assoluta continuita' e omogeneita'
di comportamenti, in quanto omissis hanno dimostrato di disattendere
concretamente quanto annunciato.
Sintomatico e' quanto evidenziato circa la figura del Direttore
del Mercato.
Si tratta di un incarico di grande rilievo previsto dal
Regolamento ma vacante da anni, responsabile, nei confronti del
Comune, del regolare funzionamento del Mercato e dei servizi.
Tra i numerosi compiti attribuitigli, il Direttore accerta il
possesso dei requisiti per l'ammissione alle vendite e agli acquisti,
segnala al Comune le carenze, attiva tutte le forme di controllo
volte a contrastare ogni fenomeno, di devianza all'interno del
mercato, accerta che tutte le operazioni di compravendita vengano
eseguite in ottemperanza al Regolamento, adotta i provvedimenti
disciplinari piu' lievi, sovrintende e coordina il servizio di
vigilanza e di controllo degli accessi e delle attivita' di mercato
tramite la omissis.
Malgrado il Regolamento preveda che il Direttore del Mercato sia
individuato dall'Ente Gestore (il Comune), «tramite selezione
pubblica, nel rispetto della normativa vigente in materia», non
risultano indette selezioni pubbliche per l'assegnazione del posto di
Direttore di Mercato, talche' le relative funzioni sono rimaste in
capo al Dirigente competente e precisamente il omissis, e poi al
omissis.
Non puo' non rilevarsi, al riguardo, che il mancato adempimento,
da parte del Comune, dell'art. 6 del Regolamento - norma finalizzata,
attraverso un concorso pubblico, alla individuazione di una
professionalita' specifica che possa garantire in maniera ottimale e
in posizione di terzieta' i delicati compiti di gestione e controllo
propri del ruolo - lascia sussistere perplessita' sulle motivazioni
che conducono, di fatto, a voler riservare tali funzioni al omissis
competente per materia, tra l'altro sottoposto al particolare regime
dell'art. 110 del T.U.E.L.
Inoltre, l'Ufficio Mercati, sito all'interno del perimetro
dell'area mercatale, risulta allo stato costituito solo da quattro
persone in tutto: un Responsabile e tre dipendenti, di cui uno
risulta essere omissis dell'omonimo omissis, indagato nell'operazione
«Exit Poll» quale soggetto vicino alla locale consorteria criminale e
tramite della stessa con il omissis e con il consigliere omissis.
Appare fin troppo evidente che la natura, la complessita' e il
numero delle attribuzioni in materia di controllo non possa essere
minimamente assicurata da una quantita' cosi' esigua di risorse
umane.
Cio' che salta agli occhi e' la mancata predisposizione di
risorse umane, strumentali e finanziarie in grado di poter esercitare
una reale opera di controllo all'ingresso e all'interno del Mercato.
Affidare il controllo di una struttura cosi' complessa, cosi' estesa
e cosi' rilevante dal punto di vista economico, cosi' pesantemente
infiltrata dalla criminalita' organizzata a pochissime persone, con
controlli saltuari e senza idonei strumenti significa non solo
omettere il controllo ma anche disinteressarsi di cio' che accade
dentro le mura del Mercato e, in definitiva, tollerare e assecondare
la presenza criminale.
In particolare, per quanto riguarda la vigilanza ed il controllo
da parte del Comune sulle attivita' mercatali, a fronte di impegni
formali e nuove regolamentazioni, si deve registrare quanto meno la
completa incapacita' di porre in essere azioni di controllo e di
contrasto alla pure ripetutamente rilevata presenza della
criminalita' organizzata all'interno e all'esterno del Mercato.
Anche dal punto di vista della vigilanza da parte della omissis,
si deve registrare una certa insufficienza dei servizi.
Non risulta istituito un omissis, sebbene previsto nel
Regolamento, o altro organo specializzato dedicato ai controlli e
neppure che vi siano omissis o omissis che espletino questo servizio
in via continuativa.
E' evidente che tale organizzazione riduca la possibilita' di
accertare le irregolarita' e le devianze nelle attivita' ed escluda
la possibilita' di individuare comportamenti sintomatici della
presenza della criminalita' organizzata.
Per cio' che concerne l'esito dei controlli, risultano sanzioni
lievi a fronte di violazioni gravi ovvero procedimenti iniziati e mai
definiti.
Allo stesso modo, si rileva l'applicazione sempre e soltanto di
pochi giorni di sospensione dalle attivita' anche per fatti gravi e
ripetuti.
E' stato anche rimarcato l'assoluto non funzionamento del sistema
sanzionatorio, caratterizzato da complessita' e connotato da un
eccesso di discrezionalita' facente capo alla Commissione di Mercato
presieduta da omissis, che e' titolare, per le sanzioni piu' gravi,
di un parere molto significativo per l'autorevolezza politica
dell'organo che lo emette.
Non mancano, inoltre, forti ingerenze della politica sulla
gestione, in quanto, dopo il parere della Commissione, gia' di per
se' di natura spuria, sulla eventuale proposta di revoca e' chiamato
a decidere non il omissis, ma omissis.
C'e' da chiedersi a questo punto perche' il Comune di Vittoria
nel licenziare, poco piu' di un anno fa, il nuovo Regolamento nel
nome della le legalita' e del contrasto alle devianze all'interno del
Mercato, non abbia pensato, nonostante ben conoscesse queste
inadeguatezze, di introdurre un sistema sanzionatorio preciso e
rigoroso ed un procedimento altrettanto semplice e disgiunto da
valutazioni politiche, affidandolo a un organismo terzo e non
condizionabile.
Tra le varie carenze nei controlli, la piu' evidente e' quella
sull'accesso al Mercato, le cui modalita' di ingresso, pur
disciplinate rispetto al passato, non sono tuttavia in grado di
evitare l'ingresso di soggetti sconosciuti, anzi consentono a
chiunque di accedere facilmente. Paradossalmente, una delle maggiori
falle dei sistema di controllo degli accessi e' rappresentato proprio
dal cancello di ingresso ed uscita del omissis, la cui sede si trova
all'interno del perimetro dell'area marcatale, in posizione adiacente
al confine e in prossimita' del varco di accesso al Mercato.
In particolare la stessa Commissione di indagine ha rilevato che
tale cancello di ingresso, che dovrebbe essere ad uso esclusivo della
omissis e del pubblico che ha necessita' di accedere ai relativi
uffici, e' spesso aperto o viene aperto a distanza a semplice
richiesta senza controlli sull'identita' di chi chiede di entrare e
sulla sua effettiva destinazione. E' evidente che tale stato di fatto
consente a chiunque di fare ingresso al mercato con il proprio
veicolo o anche a piedi senza nessuna identificazione.
Appare quanto meno singolare che proprio omissis sia titolare
dell'unico varco di accesso al Mercato privo di sistemi di controllo
e di identificazione, utilizzabile praticamente da ogni persona che
dica semplicemente di voler accedere agli uffici omissis e,
addirittura, spesso lasciato aperto e liberamente fruibile.
Le suddette circostanze, peraltro riscontrate de visu dalla
Commissione di indagine, risultano essere state ripetutamente
segnalate dalla omissis al omissis e al omissis della Direzione
omissis del Comune.
Tuttavia, ad oggi, nessun rimedio e' stato posto alla grave
situazione sopra rappresentata, se si escludono gli annunci di
intensificazione dei controlli, fatti da omissis su stampa e
televisioni locali.
Tutto cio', ovviamente, vanifica completamente la capacita' di
controllo sugli accessi al Mercato, pure affermata e, anzi,
rivendicata da omissis come forma di prevenzione e, in definitiva,
conferma la persistente permeabilita' della struttura alla presenza
della criminalita' organizzata.
Di grande rilievo e' la costante ingerenza degli organi politici
nella gestione, nei controlli e nelle sanzioni, essendo riservate
alla omissis o al omissis funzioni tipiche della Dirigenza, quali
bandi per le gare, rinnovi delle concessioni, adozione delle
sanzioni, nomina delle Commissioni senza contare le ingerenze
improprie della politica, ad esempio quelle riscontrate in sede di
completamento della gara ad evidenza pubblica per i sei box vacanti.
Dall'esame della documentazione acquisita, la Commissione di
indagine ha rilevato che il omissis ha emanato una serie di atti
rientranti nelle competenze del omissis, quali ad esempio le nomine
delle Commissioni giudicatrici delle gare di assegnazione delle
concessioni dei posteggi.
Altri atti, rientranti nelle attribuzioni del omissis, sono stati
invece, adottati da omissis, quali ad esempio le assegnazioni dei
posteggi; le proroghe delle assegnazioni dei posteggi; le proroghe
della durata delle procedure ad evidenza pubblica ecc.
D'altronde, un organismo di indubbia rilevanza nella gestione,
quale la Commissione di Mercato, titolare di funzioni decisionali e
consultive nella gestione del mercato e dei relativi servizi, nella
concessione dei posteggi, nei procedimenti sanzionatori nei confronti
degli operatori, sulle modifiche regolamentari, sull'attivita' di
controllo sulla trasparenza e regolarita' delle attivita', e'
presieduta dal omissis (o da un suo omissis) e da omissis nominata.
Pur nella complessita' dell'organizzazione, traspare chiaramente
come le scelte gestionali e le strategie operative siano nel pieno
controllo del Comune e, per esso, della stessa omissis.
La Commissione ha evidenziato che, nel corso degli anni, la
concessione dei box non e' mai stata preceduta da una procedura
selettiva o altra forma di gara ad evidenza pubblica.
Nello stesso identico senso ha proceduto anche la omissis che -
dopo aver introdotto con il nuovo Regolamento del Mercato, nel
frattempo approvato, la durata quinquennale delle concessioni - ha
disposto di procedere con un «bando di rinnovo», evidentemente
riservato ai concessionari (deliberazione n. omissis del 30 dicembre
2016).
Dalla approfondita analisi della documentazione operata dalla
Commissione emerge con evidenza come il Comune di Vittoria, in oltre
quarant'anni, non abbia mai portato a compimento una sola procedura
ad evidenza pubblica, con cio' facilitando il condizionamento da
parte della criminalita' organizzata che puo' rapportarsi sempre con
i medesimi e ben conosciuti soggetti.
Molto significativa si presenta la gara per l'assegnazione di 6
box, iniziata il 10 febbraio 2015 con l'approvazione di un bando da
parte della omissis e, ad oggi, non ancora conclusa.
Nel corso della procedura sono state poste in essere plurime
minacce nei confronti di tutti i omissis, minacce rimaste anonime ma
che, per tempi, modalita' ed effetti, hanno rappresentato e
rappresentano tuttora un condizionamento nella gestione del Mercato,
che gli stessi destinatari delle minacce ritengono provenire da
ambienti criminali.
Non e' revocabile in dubbio che la vicenda costituisca un grave
condizionamento dell'attivita' amministrativa del Comune, per di piu'
di un'attivita' fortemente caratterizzata dal punto di vista
decisionale perche' destinata ad incidere, per la prima volta, in
maniera significativa sulla presenza degli operatori e su tutta
l'attivita' del Mercato ortofrutticolo di Vittoria.
Sembrerebbe che gli effetti delle gravi minacce ricevute nel 2015
perdurino ancor oggi.
Tant'e' che omissis, al pari della omissis, con motivazioni
formali ogni volta diverse, non e' stata in grado di nominare una
nuova Commissione e di chiudere la procedura e, anzi, cerca riscontri
alla possibilita' di revocarla.
Anche per cio' che riguarda il nuovo Regolamento, si riscontra,
da un lato, l'inidoneita' di alcune prescrizioni volte a garantire la
trasparenza e la prevenzione di condotte illecite e, dall'altro, la
mancata completa attuazione dello stesso.
Ed invero detta regolamentazione, di fatto, non assicura la
formazione lineare e trasparente del prezzo di compravendita dei
rilevanti guantitativi di prodotti ortofrutticoli che vi transitano,
danneggiando di conseguenza i produttori agricoli e gli acquirenti
finali, soggetti deboli della filiera produttiva.
Di conseguenza non consente l'emersione di ipotesi estorsive e/o
di lievitazione anomala dei prezzi di rivendita.
In definitiva, la macchina comunale di gestione e controllo del
Mercato si e' rivelata del tutto insufficiente a contrastare il
sistema di interessi economici illeciti ad esso correlato e concreti
elementi inducono a ritenere la presenza di taluni condizionamenti da
parte della criminalita' organizzata sulla gestione del Mercato e
sulle attivita' commerciali e la sussistenza di inerzie, debolezze,
omissione di vigilanza e controllo, incapacita' di gestione della
«macchina amministrativa» da parte degli omissis che si sono rivelati
idonei a beneficiare soggetti appartenenti alla criminalita'
organizzata.
Permeabilita' del Mercato ortofrutticolo alla criminalita'
organizzata.
Alla luce di quanto riportato nelle precedenti considerazioni in
ordine alla configurabilita' del reato di associazione per delinquere
di stampo mafioso in capo ai soggetti coinvolti nelle varie
operazioni di polizia nel vittoriese, si rafforza l'assunto che il
Mercato ortofrutticolo risulta essere a livello commerciale
condizionabile da societa' riconducibili ai sopracitati soggetti
controindicati.
Dal confronto tra quanto previsto dal regolamento del Mercato con
le dinamiche accertate in sede di accesso da parte della Commissione
di indagine, sono state evidenziate le seguenti anomalie:
non e' prevista la possibilita' concreta di identificare tutti
coloro che accedono al mercato anche a bordo di mezzi commerciali;
possibilita' di ingerenze di soggetti di dubbia provenienza,
tra i quali taluni di quelli gia' oggetto di provvedimenti cautelari
nell'ambito dell'operazione «Ghost Trash» a titolo di visitatori, ma
che in molti casi permangono quotidianamente all'interno in qualita'
di visitatori «mascherati», di fatto rappresentando gli interessi dei
gruppi criminali aventi interessi imprenditoriali all'interno
dell'area, senza alcun titolo formale per poter permanere e
partecipare con detta costanza alle contrattazioni e alle procedure
logistiche fra i box;
totale assenza di controllo degli accessi in corrispondenza del
cancello carraio nella disponibilita' del omissis;
totale carenza di personale operante nel settore sicurezza e
identificazione.
L'elemento essenziale da portare all'attenzione e' la totale
inerzia di fatto del omissis.
Di fatto sono state poste in essere misure formali, perche' nella
sostanza nulla e' variato rispetto alla storica gestione «colabrodo»,
se non un sistema di intensificazione delle identificazioni degli
avventori che consente un tracciamento di coloro che frequentano i
box avendone o meno titolo, ma non sufficiente a contrastare il
sistema di interessi economici ad esso correlato e in capo alte
consorterie mafiose, enucleate nell'ambito delle indagini della
Guardia di Finanza nell'operazione «Ghost Trash».
In tal senso si ravvisa una responsabilita' della omissis per due
ordini di ragioni:
nelle fasi antecedenti gli arresti di dicembre 2017, relativi
alla predetta operazione, soprattutto nel periodo di indagine che si
incardina temporalmente nella gestione omissis, i soggetti che
dimostrano forti interessi (con modalita' illecita) nell'indotto
economico mercatale risultano essere decisamente legati al «team»
omissis, soprattutto nella fase di raccolta voti per le imminenti
elezioni amministrative, come ben delineato nel paragrafo sulle
relazioni politica/mafia.
La loro ingerenza, nota a tutti i livelli, non e' mai stata
contrastata, anzi, nelle fasi di reperimento dei consensi vi e' stato
di fatto l'accordo tra le parti.
Risulta dunque determinante la conferma della condivisione dei
reciproci interessi, non rilevando, peraltro, il venir meno delle
esigenze cautelari sancito dal Tribunale del Riesame dovuto alla
mancanza dell'elemento soggettivo di appartenenza alla consorteria,
nonche' le perplessita' circa la sussistenza dei presupposti mafiosi
nell'indagine «Exit Poll» (ipotesi di mafia, invece, poi confermate a
seguito delle esecuzioni dell'operazione «Ghost Trash»);
la totale inerzia, sul piano fattuale e sostanziale (aldila'
delle iniziative cartolari assunte) della omissis, gia' vicino al
omissis come esplicitamente riportato in piu' passaggi dell'Ordinanza
di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catania,
laddove «omissis ... diceva a omissis di scatenarsi nella ricerca di
voti per omissis ...i omissis appoggiavano omissis, in virtu' di un
accordo politico con quest'ultimo finalizzato alla sconfitta di
omissis e alla conservazione della loro egemonia sulle decisioni
amministrative. L'accordo con il politico omissis, rappresentava il
punto cardine della strategia dei omissis».
Ed infatti, nonostante le plurime evidenze segnalate dagli enti
preposti alla vigilanza sulle ingerenze illecite nell'area mercatale,
nulla e' cambiato dalla gestione omissis, se non la modifica formale
di alcune norme comportamentali di accreditamento e identificazione.
Il rischio, per il quale resta concreto il pericolo di ingerenze
della criminalita' organizzata nelle fasi di formazione dei prezzi e
aggiudicazione dei box, e' che taluni esponenti certificati della
mafia vittoriese continuino ad influenzare le dinamiche mercatali con
la sola presenza in qualita' di visitatori.
Come denota la frequente presenza all'interno del MOF dei omissis
e dei omissis, questi ultimi figli del mafioso omissis, in atto
ristretto a seguito del coinvolgimento in Ghost Trash, cosi' come
rilevato dal sistema di registrazione degli accessi fornito dalla
omissis, con le medesime modalita' censite nelle indagini.
Tale rischio, concreto ed attuale in ambito Mercato, rimane saldo
anche nel presente contesto politico, essendo certificate le
relazioni tra lo staff omissis in continuita' con omissis, alla luce
della circostanza che l'ingerenza del omissis dimostrata in «Exit
Poll» e confermata dal Tribunale del Riesame, sia da riqualificare o
comunque da intendersi, in via precauzionale, di natura mafiosa, in
relazione a quanto successivamente certificato dal riesame «Ghost
Trash», che mette in relazione piu' indagini nel medesimo contesto,
allargando il quadro di riconducibilita' delle condotte mafiose e
confermando l'appartenenza del omissis, come promotore, alla
consorteria mafiosa.
Tutti gli elementi sopra illustrati hanno messo in luce diffuse
criticita' nei vari aspetti dell'attivita' amministrativa dell'Ente,
l'assenza di vere azioni di contrasto precipuamente nel settore del
Mercato ortofrutticolo, considerato come un target «sensibile» ai
tentativi di infiltrazioni delle organizzazioni criminali,
interessate all'enorme giro d'affari che ruota attorno ad esso.
Aldila' delle iniziative, meramente formali, assunte, tale
circostanza ha determinato un'evidente e prolungata soggezione degli
amministratori e della struttura al condizionamento illecito
integrante i presupposti di cui all'art. 143 T.U.E.L., potendo essere
sufficiente allo scopo anche soltanto un atteggiamento di debolezza,
omissione di vigilanza e controllo, incapacita' di gestione della
«macchina amministrativa» da parte degli organi politici che sia
stato idoneo a beneficiare soggetti riconducibili ad ambienti
controindicati (Cons. di Stato, Sez. III, n. 2895/13; TAR Lazio n.
10049/16).
Le medesime situazioni sono state verificate anche nel campo
dell'abusivismo edilizio e dell'evasione fiscale e connessa
riscossione mentre l'omesso controllo nel settore degli appalti ha
determinato la circostanza che nell'Albo di fiducia dell'Ente
risultano ancora iscritte due ditte destinatane di interdittivi
antimafia.
Diffuse le criticita' emerse nel settore della gestione dei
rifiuti sia sotto il profilo amministrativo che di quello ben piu'
rilevante della presenza costante di elementi di caratura criminale
di rilievo tra gli attuali lavoratori e tra i soggetti responsabili
delle varie ditte succedutesi nel tempo.
Altro elemento di criticita', la costante ingerenza anche degli
omissis nella attivita' gestionale dell'Ente, in vari ambiti, fra i
quali quelli attinenti al Mercato ortofrutticolo.
Non possono non essere altresi' sottolineate le risultanze
giudiziarie ampiamente riportate nel corso della presente relazione
che evidenziano come i soggetti che dimostrano forti interessi
illeciti, ivi compresi quelli nell'indotto economico mercatale,
risultano essere legati anche indirettamente al omissis e al omissis,
gia' consigliere dell'attuale consesso comunale, soprattutto nella
fase di raccolta di voti per le varie elezioni amministrative, come
delineato nel Capitolo XI, sulle relazioni politica/mafia, e la
continuita' politica con omissis.
A tale proposito e' stato evidenziato come, sotto tale aspetto,
l'Ente appaia permeatile sotto il profilo amministrativo e politico,
non essendo accettabile che un candidato al Consiglio comunale si
rivolga ad un soggetto «controindicato», legato alle consorterie
mafioso, per ottenerne il sostegno elettorale.
Conclusivamente, la doverosa attenzione verso il Comune di
Vittoria scaturisce, fra l'altro, dalla consapevolezza che tutti i
fenomeni criminali e le strumentali «distorsioni» di carattere
politico-amministrativo emerse, che involgono quell'Amministrazione,
di fatto esorbitano dallo stesso ambito territoriale per abbracciare
l'intero paese, considerato che i riflessi delle dinamiche
economico-criminali che riguardano il locale mercato ortofrutticolo -
uno dei mercati piu' importanti a livello nazionale unitamente a
quelli di Fondi e Milano, gestito e controllato unicamente dal
Comune, interessato da un enorme giro d'affari - non si fermano a
Vittoria.
Invero, le innumerevoli, ripetute e consolidate «distorsioni» di
carattere amministrativo non possono certo imputarsi ad una generica
e distratta «mala gestio» ma, piuttosto, ad una colpevole inerzia nel
porre in essere i necessari correttivi per allineare l'attivita'
amministrativa alle regole del buon andamento, dell'imparzialita'
dell'amministrazione ed al regolare funzionamento dei servizi (per
tutti la gestione del mercato ortofrutticolo) affidati
all'amministrazione comunale.
Infatti, la evidente continuita' delle omissis che si sono
susseguite omissis, dimostrata anche dalla prosecuzione negli
incarichi di numeroso personale amministrativo che permane ancora,
senza soluzione di continuita', negli stessi, identici, posti dai
quali, a seguito di operazioni di carattere giudiziario, sarebbe
stato opportuno quantomeno trasferire senza indugio, ma che, invece,
per una supposta professionalita' acquisita, viene mantenuto,
manifesta ancora di piu' la sostanziale prosecuzione degli interessi
comuni tra omissis.
Ne' possono avere valore talune iniziative adottate solo
formalmente (nuovo regolamento del mercato, richiami formali alla
ditta aggiudicataria del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti
di estromettere soggetti pregiudicati ecc.) per fugare dubbi su tale,
piu' che dimostrato, intento.
Si soggiunge infine che l'esame complessivo dei singoli settori
dell'Ente non solo evidenzia la sussistenza dei presupposti di fatto
richiesti dall'art. 143 T.U.E.L., ma sottolinea la sussistenza di una
significativa rete di collegamenti e vicinanze dalla quale puo'
dedursi l'esistenza del condizionamento da parte di soggetti ritenuti
contigui a consorterie malavitose.
Si tratta di elementi rilevanti che attengono a tutti gli aspetti
dettagliatamente analizzati da cui scaturisce un quadro indiziano
complessivo che presenta comunque elementi sufficienti a giustificare
lo scioglimento degli organi ordinari del comune di Vittoria.
Giova, in particolare, ricordare che per giurisprudenza
consolidata e' la semplice presenza di «elementi» su «collegamenti» o
«forme di condizionamento» che consentano di individuare la
sussistenza di un rapporto tra gli amministratori e la criminalita'
organizzata a giustificare lo scioglimento anche laddove non via sia
una puntuale dimostrazione della volonta' degli amministratori di
assecondare gli interessi della criminalita' organizzata o non
sussistano ipotesi di responsabilita' personali anche penali, degli
amministratori o dei funzionari.
Peraltro, il giudizio prognostico di verosimiglianza fondato
attendibilmente sulla logica del «piu' probabile che non», e'
applicatile anche allo scioglimento del Consiglio comunale che ha
funzione anticipatoria e non sanzionatoria (da ultimo, Cons. Stato,
III, n. 197/2016).
Alla luce di quanto sopra delineato e a conclusione
dell'approfondita analisi svolta, sono state acquisite dai componenti
del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica,
integrato come sopra detto, le sottoindicate valutazioni espresse da
ciascuno:
il Procuratore Aggiunto della D.D.A. di Catania, omissis, dopo
avere evidenziato il notevole interesse suscitato dai contenuti della
relazione della Commissione di indagine, dalla quale emerge
un'emblematica fotografia della realta' vittoriese, caratterizzata,
da sempre, da una forte presenza criminale, sottolinea come proprio
Vittoria, nell'immaginario collettivo, rappresenti una sorta di
«Capitale della mafia» e rileva come la puntuale e incisiva attivita'
della Commissione di indagine ne abbia confermato la presenza.
Al riguardo, condivide una sostanziale continuita' tra omissis
nella «mala gestio» del Comune sia per gli aspetti piu' marginali che
per quelli piu' consistenti, messi efficacemente in evidenza nel
corso della relazione svolta sugli esiti dell'accesso, come ad
esempio il servizio dei rifiuti, il Mercato ortofrutticolo dove, in
particolare per quest'ultimo, il dato di rilievo e' una persistente
presenza di soggetti controindicati, con tutte le conseguenti
criticita' (condizionamento del prezzo, allungamento della filiera in
danno dei produttori, ecc.).
Il omissis prosegue poi con un breve excursus dell'operazione
«Exit Poll», che secondo le risultanze della Direzione Distrettuale
Antimafia ha messo in luce la presenza di un accordo mafioso che ha
coinvolto gli omissis con la individuazione dell'ipotesi di reato di
cui all'art. 416-ter dei C.P. (scambio elettorale politico-mafioso)
sia per i omissis, sia per omissis e omissis, sebbene, poi, il
Tribunale del Riesame non abbia ritenuto di confermare le misure
cautelari.
A tal proposito, in relazione a quanto previsto espressamente
dall'art. 143 del T.U.E.L., il Procuratore, in deroga all'art. 329
del C.P.P., comunica che nei prossimi giorni verranno depositate le
conclusioni delle indagini relative ad «Exit Poll» e verra'
esercitata l'azione penale nei riguardi di omissis e di omissis,
ribadendo e confermando l'ipotesi delittuosa di cui all'art. 416-ter
del C.P., sottolineando, nello specifico, l'assoluto rilievo
criminale del predetto omissis, tratto in arresto, ed in atto
detenuto, per associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione di
polizia «Ghost Trash», intervenuta qualche mese dopo «Exit Poll».
Conclude, pertanto, il suo intervento manifestando profondo
apprezzamento per la notevole attivita' svolta ed esprimendo
favorevole avviso in ordine alla proposta di scioglimento degli
organi elettivi del Comune di Vittoria.
Il Procuratore della Repubblica di Ragusa, analizzate le ampie
risultanze dell'attivita' ispettiva, che ha approfondito tutti gli
aspetti della vita amministrativa dell'Ente, mette in evidenza come
talune circostanze denotino comportamenti di singolare arroganza da
parte di soggetti della struttura comunale. Dichiara pertanto,
anch'egli, il suo favorevole avviso per la proposta di scioglimento,
facendo presente che dalla pregevole relazione trarra' numerosi
spunti che saranno oggetto di successiva attivita' giudiziaria.
Il Questore di Ragusa, dopo essersi soffermato sulla natura
preventiva dell'attivita' svolta dalla Commissione, finalizzata a
verificare le possibilita' di un condizionamento dell'Ente, osserva
che l'accesso ispettivo, per i cui esiti manifesta particolare
apprezzamento, ha dimostrato una continuita' di «mala gestio» della
cosa pubblica tra omissis e omissis, sintomatica di possibili
infiltrazioni mafiose peraltro in un contesto ambientale connotato
dalla presenza di una «mafia storica». Rileva, pertanto, la
sussistenza di precisi indicatori di possibile permeabilita' del
tessuto politico-amministrativo dell'Ente ed esprime parere
favorevole alla proposta di scioglimento.
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri interviene affermando
che da quanto emerge dalla relazione e dai numerosi esempi di cattiva
amministrazione e' sicuramente rinvenibile il fumus della
permeabilita' dell'Ente a possibili forme di condizionamento,
esprimendo, nel contempo, favorevole avviso in merito alla proposta
di scioglimento.
Anche il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza si
associa a tale valutazione, non senza avere messo in evidenza e
censurato la mancata volonta' da parte dell'Ente di non svolgere
un'attivita' rigorosa in materia tributaria ove e' stata registrata
una notevole e diffusa evasione fiscale, unitamente alle incongruenze
verificate nell'ambito del Mercato ortofrutticolo di Vittoria.
Infine, il Capo Centro della DIA di Catania, sottolinea che gli
elementi di criticita' messi in luce nella esaustiva relazione
ispettiva - fra i quali la gestione dei rifiuti, quella dei voucher,
nonche' il Mercato ortofrutticolo, quest'ultimo considerato un
crocevia non solo per la mafia siciliana ma anche per le altre
organizzazioni malavitose operanti al di fuori dei confini regionali
('ndrangheta, camorra, ecc.) - costituiscono aspetti diretti e
penetranti di condizionamento e di permeabilita'
dell'Amministrazione. Esprime, pertanto, in relazione agli importanti
elementi emersi, piena e convinta condivisione in relazione alla
proposta di scioglimento.
La scrivente, preso atto anche dell'unanime, motivato, parere
favorevole manifestato dai componenti del Comitato circa la proposta
di scioglimento degli organi elettivi del Comune di Vittoria, ritiene
conclusivamente che allo stato degli atti emergono, ai sensi
dell'art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000, concreti, univoci
e rilevanti elementi - comprovati dalle risultante dell'unita
relazione - su collegamenti diretti o indiretti con la criminalita'
organizzata di tipo mafioso degli amministratori tali da determinare
un'alterazione del procedimento di formazione della volonta' degli
organi elettivi ed amministrativi.

Il Prefetto: Cocuzza