Giudiziaria Vittoria

Ecco perchè è stato sciolto il Comune di Vittoria. La relazione

Tre i buchi neri sottolineati nelle relazioni, ovvero il mercato di contrada Fanello, appalto rifiuti e incarichi dirigenziali ed elargizioni di "voucher" per famiglie bisognose.

Vittoria - E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la relazione della prefettura di Ragusa circa lo scioglimento per mafia del comune di Vittoria. Oltre 500 pagine in cui vengono spiegate le motivazioni della commissione prefettizia che ha lavorato sei mesi per verificare le condizioni di "agibilità democratica" dell'ente.

Nella relazione non vengono riporati nomi ma solo omissis, anche se viene specificato che l’indagine amministrativa è riferita agli ultimi dieci anni di attività a palazzo Iacono. La commissione, presieduta dal viceprefetto vicario di Ragusa Concetta Caruso, si è concentrata soprattutto sulla gestione del mercato, degli appalti dei rifiuti, sulle assunzioni e gestione del personale al comune, sulle contiguità tra esponenti politici e mondo della malavita con infiltrazioni di personaggi da tempo all’attenzione della magistratura, alla gestione dei beni confiscati alla mafia.

Nella relazione si legge che il comune di Vittoria "presenta forme d'ingenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l´imparzialità dell´amministrazione". Nella relazione, inoltre, si legge di "Una serie di condizionamenti nell´amministrazione comunale volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali".
"Diversi membri della compagine di governo e dell´apparato burocratico del comune - continua la relazione - annoverano frequentazioni ovvero rapporti di parentela o di affinità con persone controindicate o con elementi delle famiglie malavitose territorialmente egemoni".

La relazione prefettizia sottolinea i tre "buchi neri" della gestione del Comune di Vittoria: il mercato di contrada Fanello, appalto rifiuti e incarichi dirigenziali ed elargizioni di "voucher" per famiglie bisognose. "E' emerso che alcuni esponenti della consorteria mafiosa della 'Stidda', a vario titolo legati da rapporti di parentela o di vicinanza con amministratori comunali o dipendenti, sembrerebbero aver avuto la possibilità di influenzare scelte di governo con particolare attenzione alle numerose e consistenti omissioni nell’attività di gestione del mercato ortofrutticolo, governato dall’amministrazione comunale, all’interno del quale è stata dimostrata una consistente presenza delle consorterie mafiose nel settore dell’indotto commerciale delle forniture di imballaggi, dei trasporti e dello smaltimento dei rifiuti".