Cultura Anniversario

La nostra giornata uggiosa senza Lucio Battisti

E' stato autentico, vero, a costo di diventare scomodo

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Il 9 settembre di venti anni fa moriva a Milano Lucio Battisti. Le ricorrenze servono a fare il punto, e quando sono distanti dalla separazione da una persona, permettono di essere più lucidi nel ricordo. 

Cosa non ci piace della commemorazione contemporanea di Lucio Battisti? Non ci piace sentire parlare di diritti Siae, di percentuali sui guadagni delle canzoni scritte con Mogol, di veti alla riproduzione delle canzoni senza l'avallo -sempre negato- dalla vedova. E' sinceramente triste e deprimente che l'attualità della vicenda poetica di Lucio Battisti sia ridotta a una questione legale mai risolta con suo paroliere. 

Forse il figlio Luca, oggi quarantaseienne, potrebbe prima o poi prendere la situazione in mano e rompere questo ciclo di recriminazioni che hanno ridotto a un affare di notai e commercialisti il ricordo di suo padre. 

Battisti si è ritirato dalle scene nel 1982, 17 anni prima di morire, ovvero a 38 anni. Molti attribuiscono all'influenza della moglie questo cupio dissolvi, che tuttavia ha una sua dignità religiosa. Perchè mai l'artista, il cantante, in questo caso, dovrebbe esporre la sua vita, il suo corpo, alla scarnificazione degli ammiratori, dei fan?

Vale la musica, vale l'arte a comunicare. Del resto, Mina Mazzini, in quegli stessi anni, faceva scelta identica, lasciando alla sua voce e alle canzoni il compito di dire, di significare, di emozionare. In fondo Battisti ha fatto una scelta sacrale. Sacrale? Sì, sacrale. Si discute molto, nella filosofia delle religioni, su cosa sia Dio, su cosa sia il Sacro. Ebbene, sacro è ciò che è separato. E' sacro l'intangibile, il diverso, l'invisibile. 

Battisti aveva imparato la lezione di Gesualdo Bufalino. Ognuno di noi muore a se stesso tante volte nella vita. Ciò che eravamo a 17 anni, non siamo stati a 30, ciò che eravamo a 30 non siamo stati a 45. Si può morire da vivi, rinunciando a brani della propria vita pubblica, esposta, televisiva, concertistica, per ritornare in una dimensione privata, separata, sacra. 

Battisti è stato autentico e scomodo, e ha pagato un prezzo alto per questo. 

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Di questo senso, religioso, del suo non appartenere al mondo, oggi vorremmo si parlasse ricordando Lucio Battisti. Artista, cantante, autore, che ha rinunciato a se, inseguendo un proprio cammino, troncando rapporti forse malati, ma trovando linfa per vivere: appartato, nascosto, vero.