Cultura Impressioni di viaggio

Napoli, la bella ingiustamente sottovalutata. FOTO

Non solo arte. Napoli è il brulicare dei vicoletti di San Giacomo dei librai.

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Napoli - Una città fiera della sua decadenza, eccessiva, generalmente caotica, incredibilmente bella, straordinariamente accogliente. Non è facile descrivere le emozioni che questa città ingiustamente sottovalutata ci ha suscitato durante il nostro soggiorno. Napoli è una città davvero unica nel suo genere ed è un gioiello dell’arte e della cultura popolare italiana che spesso viene dimenticato a causa delle vicissitudini e dei fatti di cronaca che, purtroppo negli anni l’hanno attanagliata. Ma Napoli non si meritava questa fama, piuttosto dovrebbe essere onorata come si deve, perché è lei la vera regina d’Italia. Nessun’altra città italiana visitata fino ad ora (e sono tante), ha conservato quell’autenticità, quello spirito, quel carattere così come invece sembra averlo conservato Napoli. Esteriormente, Napoli vive di estremi: Vesuvio e mare, dai quartieri popolari del centro storico, a quelli decisamente più chic, come il Vomero. Ma l’anima della città è lì, fra quelle viuzze strette di San Giacomo dei Librai, a Spaccanapoli. Napoli è un’orgia di friggitorie, pizzerie, paninerie, trattorie, pasticcerie.

E quei locali non hanno tradito la loro anima per diventare qualcos’altro, magari di decisamente più attraente, ma a quel prezzo? A Napoli non abbiamo mai trovato la scritta “happy hour” e i bar sono caotici così come lo sono le strade di San Gregorio Armeno: entri, ordini un caffè, poi ti lasci tentare da una sfogliatella di frolla ed è così che un attimo di pausa diventa un momento di puro godimento. Napoli è il sontuoso Palazzo Reale, con le sue camere per i vicerè e i suoi affreschi che tolgono il fiato, è l’imponente Maschio Angioino ed è anche l’arte popolare delle statuine del presepe.  Se vai in via Toledo, puoi osservare la Napoli commerciale: è tutto un brulicare di voci, di urla in mezzo alla strada dei bambini capricciosi, di litigi fra innamorati che, però, non si risparmiano.

La passione di questo popolo gioioso è visibile anche in estremi mai ritrovati altrove e se da un lato ci sono due che litigano furiosamente, incuranti dei passanti, dall’altra trovi appoggiati ai muri, a qualsiasi ora, innamorati di qualunque sesso ed età intenti a scambiarsi effusioni romantiche. Anche l’abbigliamento è decisamente eccessivo: i ragazzi, anche giovanissimi, non hanno problemi a vestirsi in modo decisamente succinto e a sfoggiare tinte di capelli decisamente eccessive. Da un lato, dunque, la “modernità”, intesa come globalizzazione dei costumi, è arrivata anche a Napoli ma non l’ha scalfita nel profondo.

E’ solo un tratto esteriore, una moda passeggera se vogliamo. Napoli è una città che è pronta ad accogliere ogni genere di turista. Puoi fermarti sulla costa e decidere di effettuare un soggiorno piuttosto chic e costoso, ma puoi anche alloggiare in centro storico e approfittare dei prezzi decisamente popolari. La cosa interessante è che le proposte gastronomiche sono eccellenti, con materie prima di ottima qualità, a prezzi abbordabili e popolari. Incredibilmente, i sapori sono ancora quelli della tradizione e c’è poco cibo industrializzato in giro. Una cosa che Napoli dovrebbe migliorare è il trasporto pubblico e l’accesso ad alcuni quartieri ritenuti ancora “off-limits”.  La metropolitana, che al momento ha solo due linee, è decisamente affollata e non riesce a contenere il flusso di gente che ha bisogno di prenderla.

E’ evidente che la città chiede che vi siano altre linee, altre carrozze, altre stazioni. Abbiamo anche potuto riscontrare una grande apertura da parte della gente e un’invidiabile gentilezza, soprattutto da parte dei gestori di attività commerciali. Cosa assolutamente non scontata. Una sera, abbiamo anche assistito ad un gesto d’altri tempi: una ristoratrice, in via Toledo, intorno alle 10.30 si è recata da un barbone che stazionava in strada sotto i cartoni e gli ha offerto un piatto caldo. Un gesto di umanità, di un’umanità che sta scomparendo sotto chili di indifferenza e di cinismo.