Attualità Chiaramonte Gulfi

E qui comando io

A più di un anno dalla sua elezione e dalla nomina dei suoi assessori, il sindaco di Chiaramonte Gulfi continuia a mantenere per sé tutte le deleghe.

Chiaramonte Gulfi - A più di un anno dalla sua elezione e dalla nomina dei suoi assessori, il sindaco di Chiaramonte Gulfi continuia a mantenere per sé tutte le deleghe. Ha nominato i suoi assessori ma si guarda bene dal delegarli. Così il vice sindaco Paolo Battaglia, gli assessori Cristina Terlato, Carmelo Ragusa e Veronica Sammatrice non sanno di cosa occuparsi, vengono delegati all’ultimo momento dal sindaco, quando è impossibilitato, ad occuparsi della specifica materia.

Sì dirà: una gestione monoteistica che lascia poco spazio alla collaborazione. Henry Corbin nel suo libro ‘Il paradosso del monoteismo’ scrive: “il monoteismo è fin dall’inizio e per sempre minacciato da una doppia trappola: quella di una rinascita idolatrica che fa di Dio un ente tra gli enti, confondendolo nella storia e nella società, e quella di una trascendenza portata all’estremo che, senza mediazioni teofaniche, si tramuta in disperante nichilismo”.
Il sindaco Gurrieri è uomo della Prima Repubblica poco incline alla delega, ma far girare a vuoto 4 assessori appare davvero una scelta autolesionista. Ma ‘al qui comando io’ c’è poco da obiettare. Chiaramonte è cosa sua.