Attualità Cellulari

Yondr, la cover che neutralizza il cellulare

Il rivoluzionario sistema che blocca i cellulari in classe

E' una cover, si chiama Yondr, e neutralizza il cellulare quando siete in classe, in una riunione, in un luogo in cui è inopportuno distrarsi e giocare col telefonino. 

Yondr è il rivoluzionario sistema che blocca i cellulari in classe. Il Liceo Scientifico San Benedetto di Piacenza è stata la prima scuola in Italia a dotarsi dell'innovativo sistema tecnologico di nome ‘Yondr‘, sperimentato con successo in tanti college degli Stati Uniti, per limitare l’uso dei telefoni cellulari in classe. Si tratta di un semplicissimo sacchettino di neoprene (apparentemente innocuo), che però una volta chiuso non può essere riaperto dal proprietario dello Smartphone che (volontariamente) ce lo ha infilato, rendendolo così inutilizzabile. 

L'idea, semplice come tutte le idee geniali, è venuta a Graham Dugoni, trentenne di Portland che li ha autoprodotti e affittati e ora si gode il successo. Decretato soprattutto dalle star della musica, ma non solo.

La pletora di persone che a concerti e eventi di ogni tipo sta impalata con le braccia alzate e le mani a stringere il telefonino che riprende è un male che chiunque abbia frequentato tali eventi e concerti conosce bene. Un problema, o perlomeno un fastidio, per chi sta sul palco e anche per chi è spettatore e vorrebbe semplicemente godersi lo spettacolo. La soluzione è Yondr.

All'ingresso alle persone viene detto di infilarci il telefonino multifunzione, poi viene chiuso, e verrà riaperto solo all'uscita, o in una particolare area in caso di necessità di comunicazioni urgenti durante l'evento, dove può essere sbloccato e riaperto dal personale apposito: la capacità di ricevere c'è sempre, quindi in caso di vibrazione si può provvedere. Come nei meccanismi antitaccheggio, il blocco è magnetico e si può attivare e disattivare in un attimo.

Ma Yondr non è solo per i concerti: dalla sua creazione è stata usata anche in scuole (300 solo nel 2016), ristoranti, feste di matrimonio. E la condivisione può diventare un problema di privacy: uno dei motivi che ha spinto Dugoni a inventarsi la speciale custodia è stato vedere un video postato nel 2013 che ritraeva un ragazzo piuttosto ubriaco a un festival di San Francisco, postato dagli autori su YouTube a sua insaputa.

Per i molti che si lamentano per essere stati costretti a blindare il proprio telefono e a non documentare quello a cui stavano assistendo, c'è oggi un Dugoni pronto a giurare che quello che in realtà succede è che le persone sono costrette a essere libere di godere di quello che stanno vivendo. Con uno strumento semplice che potrebbe diventare un'arma di saggezza in mano a genitori di bimbi eccessivamente connessi, ma anche di partner maleducati al ristorante...