Attualità Scicli

Il letto dove dormono i Vip

Una vetrina carica di simbologie

Scicli - Non c'è personaggio famoso che visita Scicli che non entri da Rocciola Antiquity & Curiosity. 

Da questa fine estate, un letto campeggia nella vetrina dell’antiquario della città, uno dei negozi più belli di tutto il sud est siciliano a Palazzo Beneventano. Non è un letto qualunque, è un letto a barca, primo Impero -per essere pignoli-, matrimoniale, nello stile consueto francese, un po’ più stretto degli attuali matrimoniali.
Fu fatto realizzare su ordinazione nel primo quarto del secolo diciannovesimo in una Lombardia resa ormai francese dall’invasione di Bonaparte del 1796.
Ed è proprio ai tempi di questa meravigliosa opera, che prende piede la moda “Impero” anche in Italia.
Le linee di questo stile erano molto semplici in quanto le complicazioni della nobilità dello scorso secolo rappresentavano ormai il vecchio, il passato. A quei tempi la borghesia, che la sostituiva, preferiva l’azione, la forza intrinseca e caratteristica di questo stile, alla blasonata appariscenza barocca.

Nel contempo i materiali diventavano più ricercati e le proporzioni da lì in poi perfette.
Questo letto da centro a barca, in noce bionda, però non ha i decori della “grandeur” francese, ma -come è consuetudine lombarda- è minimalista. Vestito con un 8 metri di tessuto “giallo Africa”, manco a dirlo francese, di una delle più importanti case di Francia, “Nobilis Paris”, di cui l’antiquario conosce personalmente la proprietà, il tessuto è vintage degli anni 70/80. Ovviamente è realizzato in seta, con ricami, e adagiato sul letto in maniera da formare onde perpetue, un movimento continuo.

Sui due comodini, si fronteggiano in bella vista due cannoncini del 1870 del Regno d’Italia, a monito: “neanche le cannonate mi desteranno da questo magnifico e regale riposo”.
Ma dato che il diavolo fa solo le pentole, i coperchi sono rappresentati da quattro ufficiali in divisa del Secondo Reggimento della Fanteria navale Russa del 1812 ovviamente in scala, decorati alla maniera “matrioska”.
Insomma la bellezza è amore. Amore per i particolari.