Economia Comiso

Comiso, il quarto flop del bando per incentivare le rotte

Da due anni e mezzo è la solita solfa

Comiso - La notizia è eclatante. Per la quarta volta consecutiva (la quarta, sic!) il bando che metteva a disposizione milioni di euro per incentivare le compagnie aeree a volare dall’aeroporto di Comiso si è rivelato il solito flop.

Solo due compagnie, infatti, hanno presentato offerte rispettivamente per due lotti di 520 mila euro e di 400 mila euro. Ciò significa che rimarranno sul piatto e quindi non saranno spesi 7 milioni di euro che non evidentemente non hanno attratto le compagnie aeree low cost. Perchè? Il motivo è la scarsa appetibilità del bando. Ancora una volta. Da due anni e mezzo è la solita solfa. Qualcuno dovrà farsela la domanda in ordine ad un copione che sistematicamente conclama fallimenti su fallimenti nella incapacità di riuscire a spendere i soldi. Niente nuovi voli. Comiso nella programmazione della prossima estate non esiste. Vero è che l’aeroporto di Comiso paga lo scotto altissimo di essere uno scalo di proprietà pubblica. Infatti, le Compagnie aeree preferiscono negoziare con aeroporti di proprietà privata per una snella e veloce contrattazione e per non avere nessun vincolo normativo che li stringa nella morsa delle regole rigide del sistema.

Gli attori che si esibiscono in questi giorni in raffinati esercizi lessicali dovrebbero piuttosto riferire che non si trovano cavalieri bianchi perchè la Centrale Unica di Committenza o Stazione appaltante (ex Provincia, Soaco, Comune di Comiso, Trinakria Sud) non tocca il cuore delle low cost, inciampando nel dogma del burocratese che non conosce appieno le dinamiche, per non usare eufemismi urtanti, delle compagnie aree.

La crisi identitaria dello scalo è certamente legata ad un business model confuso, che deve essere modificato in fretta. Che ben venga la proposta avanzata dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, che immagina per tutti gli aeroporti siciliani solo due società di gestione.

“Spero che almeno ci sia una società unica per la Sicilia Orientale e una per quella Occidentale in modo che si possa andare sul mercato ed essere appetibili ai privati- ha ammesso il Presidente Musumeci- , che mi risultano essere più di uno interessati a poter entrare nei processi di privatizzazione degli aeroporti. È chiaro che gli aeroporti non possono e non devono vivere, anzi sopravvivere, col denaro pubblico". "Pensiamo - ha concluso Musumeci - all'organizzazione ed alla capacità di poter affrontare le compagnie aeree le quali, se ci vedono divisi, è chiaro che impongono le leggi anche con spregiudicatezza, le loro leggi".
Non c’è da perdere ulteriore tempo. La situazione va capovolta in fretta per mettere l’Aeroporto di Comiso al centro dello sviluppo turistico che sta investendo tutti i centri del Val di Noto.

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