Economia Rosolini

Un oncologo francese studia l'olio di Rosolini

E molisce nel frantoio Nobile

Rosolini - Studi e di ricerche sulle proprietà dell’oliva. L’oncologo francese Philippe Lagarde è venuto in Sicilia per darsi alla produzione di un olio di altissima qualità. L'illustre medico ha deciso di investire in Sicilia acquistando una proprietà biologica in territorio di Rosolini. 

L’olio d’oliva è ricco di polifenoli e antiossidanti che sono un dono prezioso ma per la salute ma nessuno sa che all’interno dell’oliva ci sono sostanze “secondarie” , più importanti degli stessi polifenoli. Lo squalene ad esempio è una di esse, un potentissimo antiossidante. 

La moglie del dottor Lagarde, Pajot Josiane Aline Odette, medico omeopata, cura i suoi alberi attraverso l’omeopatia. E' “la donna che parla agli alberi”, che li cura con passione, sintonia ed estremo rispetto. Pare che proprio l’omeopatia sia il segreto della loro ottima resa che, anche nelle annate più sfavorevoli, non è mai scesa sotto l’11 %. Testimone di questo il giovane Emanuele Nobile, proprietario dell’Oleficio che ha scelto di inaugurare l’inizio della molitura lavorando l’olio dei signori Lagarde, esempio massimo di qualità.

La chiesetta bizantina dentro l'oleificio

L'oleificio ospita anche una basilica paleocristiana del IV-V sec. d.C. Di questo importante monumento ipogeico si sono occupati archeologi di rinomata fama internazionale, da P. Orsi ad A. Messina a L. Agnello. Nel cuore dell' antico borgo feudale, attraverso il portale seicentesco, la cui immagine costituisce il logo dell' etichetta sulle bottiglie dell' olio, si accede al cortile del Palazzo Platamone.

Questo portale affiancato dalla torretta campanaria, appartenne alla residenza estiva dei feudatari; la famiglia cioè che ottenne nel 1712 l'autorizzazione ad edificare la città con il benestare delle autorità netine. Ormai del Palazzo Platamone, sito sul costone roccioso, non rimane quasi niente.

Interamente scavata nella roccia, la basilica bizantina si mostra al visitatore ancora nella struttura originaria, anche se non più integra. Alcuni preesistenti ipogei funerari, ricavati nella roccia calcarea, hanno dato origine all' intero impianto basilicale a tre navate. Nella navata di destra si conservano, infatti, ancora alcuni arcosolii d' epoca bizantina.

Le tre navate della basilica sono delimitate da otto campate di archi a tutto sesto che poggiano su massicci pilastri quadrati che conferiscono maestosità al monumento. 

Rimane ancora un mistero "chi" abbia concepito e costruito questo monumento. Si suppone che le influenze architettoniche e religiose di matrice orientale, in esso realizzate, siano di origine siro-palestinese, portate da una delle tante comunità monastiche che giunsero dal vicino oriente in Italia meridionale e presenti nel territorio della futura Rosolini. Con l' arrivo degli Arabi, questo luogo così suggestivo venne denominato, trattandosi di una chiesa, "Garu As-Salabin" (pronuncia Rusalibin) ossia "La Grotta della Croce".

Col tempo la pronuncia si trasformò in "RUSALINI", forma dialettale dell' attuale ROSOLINI, dando così il nome definitivo all' intero borgo che nel frattempo si andava formando.