Lettere in redazione Vittoria

Nessuna rissa in quel negozio vicino via Roma a Vittoria

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Vittoria - In data 8 ottobre 2018, alle ore 23:02, sul sito Ragusanews.com e sulla corrispondente pagina facebook, è stato pubblicato un articolo, a firma della Vostra redazione, dal titolo: Rissa tra extracomunitari a Vittoria. Hanno distrutto un negozio nei pressi di Via Roma.
Il corpo del pezzo descriveva «si sono menati fra di loro, e nel prendersi a botte hanno distrutto un negozio di oggetti usati. Scene da Bud Spencer e Terence Hill in un negozio nei pressi di via Roma. Il titolare dell’esercizio commerciale è finito all’ospedale non perché partecipa alla rissa, ma per lo stato di shock»
L’articolo è stato poi condiviso per decine di volte sul social network facebook sia dalla Vostra redazione che dagli utenti del social. Ha racconto, inoltre, decine di commenti e 5768 visualizzazioni e letture.
Tutt’oggi, l’articolo risulta essere pubblicato sia sul sito www.ragusanews.com, sia sulla corrispondente pagina facebook.
Ciò posto, occorre in questa sede evidenziare come la notizia appaia infondata e assolutamente priva di riscontro.
La signora BARONE MARIA, infatti, titolare della ditta individuale MERCATOPOLIS, (individuata attraverso descrizione della sua ubicazione e tipologia di attività svolta) non ha mai subito quanto da Voi descritto.
Alcuna lite o rissa si è verificata presso la predetta attività commerciale, né alcun ricovero ha subito la signora BARONE. Infatti, seppure l’attività commerciale non appaia citata nell’articolo a vostra firma, i riferimenti – ubicazione e tipologia di attività– risultano essere indicatori univoci e idonei a ricondurre la notizia alla attività commerciale della signora BARONE, unica a Vittoria ad occuparsi di usato.
L’infondatezza dei fatti descritti nell’articolo a Vs firma, sarebbe emersa se solo l’autore dell’articolo e/o il Direttore del giornale avessero adeguatamente verificato la fonte e accertato la sua corrispondenza al vero anche mediante riscontro richiesto alle FF.OO. Se così avessero agito, avrebbero accertato che, in detta data, alcuna rissa in attività commerciale si è consumata nell’intera città di Vittoria.
Così non è stato!!
Per contro, la condotta diffamatoria, assunta in violazione degli obblighi deontologici e delle elementari regole di esercizio della professione giornalistica, ha causato alla mia assistita un danno ingente derivante dalla ingiustificata lesione della propria immagine e reputazione commerciale. Senza contare le inutili preoccupazioni e patemi d’animo suscitati nei familiari della signora BARONE allarmati dalla lettura di un suo presunto ricovero in ospedale.

A quanto sopra descritto, si aggiunga che la signora BARONE è costretta ancora oggi a subire i negativi effetti della notizia e a smentirne – certamente con meno incisività e diffusione – la veridicità. Infatti, da un lato molti clienti – avendo letto della distruzione del negozio – hanno manifestato preoccupazioni poiché hanno ritenuto fossero andati distrutti anche i beni depositati in conto vendita; dall’altro alcuni di essi hanno scelto di non frequentare più la sua attività ritenendola pericolosa e mal frequentata.
Quanto descritto nell’articolo in oggetto e gli univoci riferimenti alla attività della signora BARONE – cui non è seguita alcuna rettifica – hanno gravemente compromesso l’immagine e la reputazione commerciale della mia assistita e della sua attività commerciale. Reputazione e immagine costruita in anni di attività con moltissime difficoltà stante la fisiologica diffidenza nei confronti di un negozio dell’usato.
In ragione di quanto sopra, con la presente SI INVITA E DIFFIDA RAGUSANEWS S.R.L.C.R. – in qualità di società titolare del sito di informazioni www.ragusanews.com, testata registrata presso il Tribunale di Ragusa – a rimuovere dal sito e dalla corrispondente pagina facebook la notizia per come descritta e i riferimenti alla attività di cui è proprietaria la signora BARONE oltre che voler procedere alla pubblicazione della rettifica per come in premessa.