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No alle nuove sale da gioco, gli utenti si rivolgono al mondo online

In Sicilia è un mercato che vale, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili che si riferiscono al 2016, 4,2 miliardi di euro

Il sindaco di Pozzallo ha dichiarato guerra al gioco d’azzardo. Con una ordinanza sindacale del 16 ottobre scorso, infatti, Roberto Ammatuna, primo cittadino del centro in provincia di Ragusa, ha deciso di dare una stretta all’offerta di giochi, slot e scommesse all’interno del territorio comunale.

Il provvedimento del sindaco, emanato come misura di contrasto al sempre più emergente fenomeno della ludopatia e del gioco patologico, vieta, come si legge nell’ordinanza, “sino all’entrata in vigore di apposite disposizioni comunali e/o legislative di regolamentazione della materia”, l’apertura di nuove sale gioco anche oltre i limiti di distanza (500 metri) dai luoghi sensibili come scuole, chiese e zone di aggregazione giovanile stabiliti dalla normativa in materia. Di fatto, a Pozzallo non solo non si potranno più aprire sale giochi e centri scommesse, ma per quelle esistenti, il sindaco ha anche previsto una regolamentazione, in senso più restrittivo rispetto a quelli oggi in vigore, degli orari di apertura al pubblico.

Quello del gioco d’azzardo in Sicilia è un mercato che vale, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili che si riferiscono al 2016, 4,2 miliardi di euro. È questa la cifra spesa complessivamente dai siciliani in gratta e vinci, slot, scommesse sportive e lotterie varie nel corso dell’anno. Poco più della metà di quella somma è stata “bruciata” nelle oltre 21 mila slot machine e videolottery installate sul territorio. Nel comune di Pozzallo, sempre in slot, ciascun cittadino ha speso in media 274 euro nel 2016, per un totale complessivo di 5,35 milioni di euro.

Al di là delle cifre, quelle che destano preoccupazione sono però le ricadute sociali del gioco d’azzardo a cominciare dai sempre più diffusi casi di gioco patologico che si traducono spesso da un lato in drammi personali e familiari e dall’altro in maggiori spese a carico delle strutture sanitarie che sono chiamate ad intervenire.

Resta da verificare se il provvedimento del Sindaco di Pozzallo avrà come risultato quello di incidere effettivamente sul volume del gioco d’azzardo o se gli utenti, visti i divieti, non preferiscano migrare dal gioco fisico a quello online, dove l’offerta è disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte e senza alcuna restrizione o quasi. Migrazione in parte già avvenuta, secondo quanto emerge da una ricerca dell’Osservatorio gioco online del Politecnico di Milano. Nel 2016 sarebbero stati, infatti, quasi 17 milioni gli italiani che hanno giocato sulle piattaforme online spendendo in totale più di un miliardo di euro, con una crescita del 25% rispetto all’anno precedente. Una penetrazione che appare inarrestabile e che è sicuramente favorita dalla diffusione capillare dei moderni smartphone e tablet diventati ormai, secondo quanto scrivono i ricercatori del Politecnico, “il principale canale di gioco mobile”.