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L'ora legale? Favorisce l'infarto

Quando l’orologio va portato avanti di un’ora, in primavera, e solo in chi ha già il cuore a rischio

Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre, precisamente alle ore 3, abbiamo spostato tutti gli orologi indietro di un'ora. E' tornata infatti l'ora solare. 

La novità, scientifica, è che l'ora legale favorisce l'infarto. L'ora solare, invece, lo scongiura. Stando ai dati raccolti su circa 88mila casi d’infarto, nel momento del cambio dell’ora primaverile il rischio di guai cardiaci sale di circa il 5-20 per cento rispetto al solito.

Colpa della difficoltà ad adeguarsi al nuovo ritmo, ma non c’è da preoccuparsi troppo: «Il rischio è relativamente basso e soprattutto riguarda le persone che hanno già un’elevato pericolo di infarto», tranquillizza Roberto Manfredini, il cronobiologo dell’Università di Ferrara che ha scoperto la correlazione fra infarti e ora legale.

Lo studio è stato pubblicato sull’European Review for Medical and Pharmacological Sciences proprio nei giorni in cui alcuni deputati del Parlamento Europeo avevano chiesto di abolire l’ora legale; l’Europa ha votato no e tutto resta uguale, ma alla luce dei dati analizzati da Manfredini la richiesta europea di rivalutare la questione e i possibili danni per la salute da ora legale non appare così peregrina. Il cronobiologo infatti ha esaminato i dati di sei grosse ricerche che complessivamente hanno coinvolto circa 88mila casi di infarto in Europa e negli Stati Uniti, tutte molto rigorose, arrivando alla conclusione che il cambio d’ora primaverile aumenta del 5-20 per cento la probabilità di un infarto nei primi giorni successivi all’introduzione del nuovo orario. Il problema sarebbe meno marcato invece in autunno, quando le lancette degli orologi vengono riportate indietro di un’ora. Manfredini però sottolinea che «Il rischio sale solo in chi ha già un’alta probabilità di disturbi cardiaci, chi è in forma non deve preoccuparsi».