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Ragusa, il Pd: Cassì e il manuale Cencelli

Bandi su misura

Ragusa - “Siamo veramente molto contenti che il nostro sindaco sia un uomo di legge e che sia capace di utilizzare “ad hoc” le norme adattandole alle proprie scelte e non al contrario. Pazienza se ogni tanto le utilizza in modo conflittuale o se contraddice se stesso ed il proprio indirizzo politico disponendo ed avallando atti e provvedimenti che hanno tutto il sapore delle scelte precostituite e non di quelle di azione amministrativa efficace, efficiente ed economica. Ma delle tre “E” forse si sono dimenticati tutti. Ora è il tempo delle “A” e delle “F”, amici e fedelissimi della politica, che nulla hanno a che vedere con la gestione trasparente ed obiettiva di un ente, che, ricordiamo al sindaco, non è il suo studio professionale, ma una Amministrazione pubblica, che deve rendere conto a tutti delle scelte”. A dirlo il segretario cittadino del Pd di Ragusa, Peppe Calabrese, e il capogruppo del partito al Consiglio comunale, Mario Chiavola, a proposito della nomina di due dirigenti.

“Facciamo un piccolissimo passo indietro – spiegano i due esponenti dem – per riassumere una vicenda la cui spavalderia è talmente tanta da lasciare interdetti tutti, anche noi, che in tantissimi anni di opposizione ne abbiamo viste di tutti i colori. Con interrogazione del consigliere Pd Mario Chiavola si chiedeva perché, in presenza di posti vacanti, non si fosse effettuato lo scorrimento obbligatorio per legge della vigente e corposa graduatoria di dirigenti economisti già selezionati per titoli ed esami nel 2014, anziché precedere a selezione pubblica per assunzione a tempo determinato (art. 110 Tuel) di n.1 dirigente dei servizi finanziari e contabili e di n.1 dirigente amministrativo/tributario. L’amministrazione non ci ha ancora degnato di risposta, seppur obbligata a farlo per legge, e ha concluso le procedure di assunzione. Nessun giudizio sui prescelti, uno dei quali era già stato ampiamente nominato sulla stampa locale, l’altro, probabilmente, è stato un ingresso dell’ultimo minuto considerato che il favorito era un idoneo della graduatoria 2014 ma in posizione assai lontana dai migliori, e che, nell’interrogazione, il Pd aveva evidenziato specificamente tale circostanza. Buon lavoro ai dirigenti sperando che facciano gli interessi della città e non di altri. Ma andiamo avanti con il racconto. In settembre l’ente pubblicava un avviso di selezione per l'assunzione a tempo pieno e determinato di un istruttore amministrativo, categoria giuridica C, posizione economica "C1" da assegnare alle dirette dipendenze del sindaco ai sensi dell’articolo 90 del Tuel, per “l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge”.

L’avviso pubblico era privo di qualsivoglia requisito di studio, di formazione e/o di particolari meriti se non la previsione di un generico “diploma di maturità”. Penserete che il sindaco per scegliere il top per il suo staff prescrivesse una selezione ed una valutazione dei candidati molto seria, invece no. La scelta avveniva ad “insindacabile giudizio del sindaco”. Ci chiediamo: ma come? A simpatia? Per la bella presenza? Niente di tutto questo, la scelta (vedi un po’), è ricaduta su di un collaboratore personale del sindaco già indicato dagli organi di stampa come prescelto. Auguri al nuovo dipendente che con il suo curriculum professionale, i suoi meriti e la sua esperienza lavorativa negli enti locali saprà spendersi al meglio nell’esprimere con forza il proprio supporto all’azione di indirizzo politico e controllo dell’azione amministrativa. Anche su tale vicenda il Pd ha presentato interrogazione al sindaco, chiedendo tra l’altro perché, considerata la genericità dei titoli richiesti ed il profilo professionale non dirigenziale e non direttivo, non si fosse rivolto esclusivamente al personale dell’ente senza aggravio sulle spese del personale. A tutt’oggi, nessuna risposta”.

“Ma non finisce qui – aggiungono ancora Calabrese e Chiavola - questa amministrazione ci stupisce all’infinito contraddicendo se stessa e le decisioni sinora assunte, che hanno sapore clientelare e profumano di illegittimità lontano un miglio. Sull’albo leggiamo: “Approvazione bozza di protocollo tra “Asp di Ragusa e Comune per utilizzare la graduatoria concorsuale vigente per profilo di assistente sociale - cat d1 approvata dalla cessata Ausl 7 di Ragusa”, graduatoria del lontanissimo 2008. Nella determina il segretario generale, firmatario, sostiene di avere verificato che agli atti del Comune non esistono graduatorie approvate vigenti dalle quali attingere per i profili interessati sostenendo che le Amministrazioni sono obbligate ad utilizzare le graduatorie vigenti per concorso a tempo indeterminato anziché indire nuove procedure concorsuali a tempo determinato e dice anche che nel caso in cui il Comune non disponga di graduatorie proprie deve utilizzare graduatorie a tempo indeterminato di altre amministrazioni. Senza parole. Speriamo emerga l’assoluto e indiscriminato uso strumentale ed elusivo delle norme di legge per reclutare personale già prescelto. Che lo facciano pure, ma con la responsabilità di assumere direttamente, senza utilizzare procedimenti di evidenza pubblica che di pubblico non hanno nulla e neanche di evidente. Per adesso divertiamoci con il toto assistenti sociali, chi sarà il fortunato prescelto per il quale l’amministrazione, negando se stessa e tutti i procedimenti finora attivati, si inventa una ulteriore, alquanto dubbiosa, procedura di reclutamento? Noi chiederemo lumi agli organismi sovraordinati e competenti in materia di trasparenza e controllo sugli enti locali facendo la nostra parte come sempre. “A ciascuno il suo… concorso”, direbbe un amato scrittore della nostra Sicilia. Ma questa è cultura. Lasciamola a chi non fa politica”.