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Moscato: contro lo scioglimento per mafia, ricorro al Tar del Lazio

Una guerra inutile. Lo scioglimento non voleva colpire Moscato

Vittoria - L'ex sindaco di Vittoria Giovanni Moscato farà ricorso al Tar del Lazio, contro il Viminale, per lo scioglimento per mafia del Comune di Vittoria. La notizia è stata data stamani dall'avvocato Moscato in conferenza stampa. 

Moscato ha definito il decreto del Consiglio dei Minsitri, controfirmato da Mattarella, "iniquo, illogico, contraddittorio e in alcuni tratti addirittura paradossale”. Moscato ritiene che la sua azione amministrativa contro la criminalità gridi vendetta, e a tal proposito ha raccolto delibere, determine, atti amministrativi in genere, in grado di dimostrare, a suo giudizio, che lo scioglimento è iniquo.

A sottoscrivere il ricorso al Tar l'ex sindaco e gli assessori e i consiglieri in carica alla data del 27 luglio, giorno della mannaia del governo Conte sul Comune. 

"In questi mesi siamo rimasti in silenzio, lontani dalla ribalta mediatica, senza clamore e soprattutto senza vittimismo.
Ma in questi mesi abbiamo voluto analizzare il decreto di scioglimento, ogni singola accusa, ogni singolo sospetto.
In questi mesi abbiamo raccolto l’immensa mole di atti amministrativi, tutti limpidi e leciti, validi e mai annullati da nessuna autorità.
Il provvedimento di scioglimento dovrebbe avere alla base un’accertata infiltrazione criminale all’interno della macchina amministrativa tale da influenzarla, condizionarla e ridurla a suo servizio ma tutto questo non si evince dal decreto di scioglimento.
La relazione pone una serie di dubbi che sarebbero potuti dissolversi con un’attenta e approfondita analisi degli atti prodotti dall’amministrazione Moscato in nemmeno due anni di attività di prevenzione, di rivoluzione amministrativa, due anni nei quali io stesso ho subito numerose minacce da parte di soggetti imputati x reati mafiosi, due anni di attività di contrasto alla criminalità con provvedimenti sanzionatori o di diniego che hanno fatto perdere alla criminalità organizzata milioni di euro, due anni di collaborazione con le forze dell’ordine, due anni di fatti e non di parole. Ebbene, il decreto non tiene conto minimamente di tutto ciò e macchia in maniera indelebile uomini, amministratori e soprattutto la città e i vittoriesi tutti.
Nel ricorso viene analizzato, censurato ogni singola addebito.
Ci sembra doveroso informare la Città che aveva democraticamente eletto un Sindaco che la stessa relazione prefettizia dichiara essere estraneo a rapporti con consorterie criminali.
È nostra intenzione far conoscere alla Città, con atti e documenti alla mano, la verità che contrasta nettamente con i contenuti di un provvedimento iniquo e ingiusto.
Lo dobbiamo ai vittoriesi e alla dignità di tutti noi".

Il ricorso è inutile, dato che lo scioglimento per mafia non punisce Moscato, ma una temperie politica poco limpida, che il Tar del Lazio sancirà come esistente e quindi fondante del decreto di scioglimento per mafia.