Cultura Poesia

Guccini battuto da Benigni. Con la mirra e la birra

La rima amare e Schopenhauer

Le sfide tra Francesco Guccini, Umberto Eco e Roberto Benigni, a suon di ottonari, o ottavini toscani, sono quanto di più goliardico ed epico la cultura contemporanea ci abbia regalato. 

Nelle sfide in ottava rima si improvvisa e il primo lascia al secondo il compito di rimare con parole che siano difficili da abbinare in rima. Durante un duello, una volta Guccini lasciò a Benigni un binomio impossibile: "mirra" e "birra", ben sapendo che non ci sono altre parole italiane che finiscono in "–irra".

Guccini assaporava la vittoria, quando Roberto tirò fuori dal cilindro che se Pirro, re dell’Epiro, fosse stato donna, si sarebbe chiamato "Pirra".

Umberto Eco si introduceva da abusivo in questi dopocena, e una volta disse a Guccini -che credeva erroneamente essere stato suo alunno- che aveva avuto coraggio a far rimare "parole amare" con "Schopenhauer". Guccini corresse il professore Eco, dicendo che alla fine non era stato poi così bravo, visto che amare e Schopenhauer non fanno rima, ma solo una banale assonanza. 

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