Appuntamenti Tv

La Rai manda in onda alcuni documentari sulla Sicilia e Isole

Eolie e non solo

Arriva in tv, in pillole di documentario, in onda su Rai3 e Rai Storia, ma anche con cinque lunghi speciali di approfondimento sempre su Rai Storia, la bellezza dei 54 siti italiani che l’Unesco ha riconosciuto patrimonio dell’Umanità.

Immagini, musica e testi originali Rai per un progetto ambizioso e complesso, portato avanti di concerto con il ministero della Cultura, che punta «a far conoscere anche agli italiani lo straordinario patrimonio di arte, cultura, saperi e paesaggi d’Italia», spiega l’ad di Viale Mazzini, Fabrizio Salini.

La sollecitazione è arrivata dal Mibac, impegnato in questi mesi, chiarisce accanto a Salini il sottosegretario Lucia Borgonzoni, nella battaglia per non perdere il primato da sempre esibito nella lista Unesco. «La Cina con 53 siti ci tallona, ci spiacerebbe proprio essere superati», incalza il sottosegretario leghista che si augura di vedere i filmati Rai «sugli schermi di Ferrovie dello Stato e nelle scuole». Ma per proteggere con efficacia i nostri siti e «valorizzarli al meglio, bisogna innanzitutto conoscerli», sottolinea il sottosegretario. Da qui l’idea, fa notare il direttore di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, di puntare - accanto agli speciali di 50 minuti già confezionati guardando anche al mercato estero - «su un formato particolare, con mini film di due o tre minuti, perché volevamo rendere la bellezza virale».

In tutto 54 piccoli docu da mandare in rete ogni giorno su Rai3 alle 16, prima di Geo, e poi il sabato alle 11, la domenica alle 10.30, oltre che tutti i giorni in prima serata su Rai Storia alle 21.10. Nel pacchetto della campagna ci sono anche cinque veri e propri film, in onda dal 26 novembre al 24 dicembre ogni lunedì alle 21.10 su Rai Storia, con un racconto più lungo, in questo caso organizzato intorno a un singolo tema, dall’«L'ozio del potere», che conduce il telespettatore in un viaggio tra le ville, le delizie, i sollazzi reali (dalla romana Villa Adriana alle Ville Medicee, da Oplontis alle Residenze sabaude) ai “Paesaggi Culturali”, ovvero quelli rimaneggiati dall’uomo, come succede con i vigneti del Piemonte, le agricolture della Val d’Orcia, il Cilento, le Cinque Terre. Dai “Luoghi di scambio interculturale” (come la Villa del Casale di Piazza Armerina ma anche i percorsi arabo normanni di Palermo o i monumenti paleocristiani di Ravenna). E ancora, dai “Siti Naturali” (dalle Dolomiti alle Eolie o le Faggete secolari) agli “Elementi del patrimonio immateriale”, come l’Opera dei pupi, la Falconeria, la pizza.

Nella foto di Luigi Nifosì, Lipari. 

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