Economia Catania

Catania, stretta su B&B e case vacanza non dichiarati

Maggiori controlli dei vigili urbani potenziando pure la collaborazione con la Gdf

Catania - L’amministrazione Pogliese ha già pronto il nuovo regolamento per la tassa di soggiorno che estenderà anche alle case alloggio l’obbligo di pagare la tassa turistica. Lo aveva annunciato lo stesso sindaco durante l’intervento in Consiglio sulla dichiarazione di dissesto.

Inoltre l’amministrazione conta di stipulare un protocollo d’intesa con Airbnb, principale portale di vendita on line per le locazioni brevi (in città sono presenti circa 600 strutture) e la creazione di un link per segnalare in maniera anonima le strutture irregolari. Si punta anche a potenziare i controlli in collaborazione con la Gdf.

Nel 2017, nel primo trimestre, nelle casse comunali sono entrati dalla tassa di soggiorno per i pernottamenti turistici, 174mila euro, poi saliti a 276mila nel secondo trimestre, a 249 mila nel terzo trimestre (luglio-agosto e settembre, quando le presenze sono ovviamente di più) per scendere, nell'ultimo trimestre, a 219mila. Ma il dato più sorprendente arriva nel 2018. Nel primo trimestre gli incassi, rispetto al 2017, sono addirittura in calo e si assestano a 151mila euro, per poi salire a 231mila euro nel secondo trimestre (anche questo in calo rispetto al 2017 nonostante le tanto sbandierate notizie che in città si era registrato un forte incremento turistico), per poi schizzare in alto a 502mila auro nel terzo trimestre (quello tradizionalmente più gettonato per le vacanze). I numeri, ovviamente, mettono in risalto una evasione fiscale della tassa in tutti i trimestri presi in esame. In percentuale il terzo trimestre del 2018 ha invece fatto registrare un più 105% di entrate rispetto allo stesso periodo 2017.

La crescita vertiginosa nell'ultimo trimestre 2018 delle entrate dai pernottamenti trae origine da un incremento dei controlli.