Attualità Ragusa

L'ex provincia di Ragusa candidata al dissesto?

Personale in agitazione

Ragusa - In seguito all’incontro avuto col Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, le delegazioni provinciali delle Rappresentanze Sindacali di FP-CGIL, CISL , UIL e Assostampa manifestano preoccupazione per le sorti dell’Ente, che in assenza di ulteriori risorse finanziarie, non potendo chiudere il Bilancio di previsione, sarà costretto a dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente.

L’incontro è stato utile anche per tracciare il percorso delineatosi negli ultimi mesi, tra “viaggi della speranza” a Palermo, visite Istituzionali del Presidente della Regione Siciliana e incontri, fino adesso, infruttuosi con la deputazione Iblea, ma anche l’assenza di prospettive per l’Ente che fino ad oggi ha rappresentato un riferimento istituzionale concreto per tutti i cittadini del territorio Ibleo.
E’ proprio dalla visita istituzionale del Presidente della Regione, On. Nello Musumeci dello scorso 9 ottobre vogliamo partire, evidenziando l’assoluta sovrapponibilità delle odierne dichiarazioni del Commissario Salvatore Piazza, rispetto a quelle rese dal governatore siciliano. Nell’occasione il Presidente della Regione, ha avuto parole di apprezzamento nei confronti dell’attività dell’Ente, ma manifestò dubbi rispetto all’accorata richiesta dei presenti, in testa lo stesso Commissario Piazza, che si sarebbero aspettati, visti gli apprezzamenti, un atteggiamento più collaborativo rispetto alla legittima aspettativa dei presenti che invocavano un intervento della Regione teso a neutralizzare gli effetti disastrosi del prelievo forzoso, così da permettere l’approvazione del bilancio di previsione 2018.
Purtroppo le dichiarazioni del Presidente Musumeci, hanno sortito l’effetto di gettare nello sconforto i presenti e ancor di più i dipendenti intervenuti, che nel contesto sono stati informati dell’improbabilità di un ipotetico ripianamento del bilancio dell’Ente, anzi ricevettero l’accusa di essere rimasti a gongolarsi sulla certezza delle soluzioni demandate alla Politica, smorzando quindi l’entusiasmo e la speranza posta nei confronti del Governatore Regionale, che da ex Presidente della Provincia di Catania, conosce bene l’importanza che l’Ente di area vasta ancora oggi ricopre nel territorio, ma anche perché l’argomento Province è incluso nel suo programma elettorale.

D’altronde la richiesta di poter chiudere il Bilancio di Previsione 2018-2020, avanzata dal ‘vertice’ dell’Ente, dai lavoratori, dai sindacati e dai cittadini di questa Provincia e fin troppo legittima e lo è anche perché stiamo parlando di una realtà amministrativa sana ed equilibrata, tant’è che in atto, non si configurano debiti fuori bilancio, non ci sono ritardi nei pagamenti delle fatture e fino ad oggi anche il personale dipendente è stato regolarmente retribuito, con la sola eccezione degli arretrati contrattuali, ma in questo caso siamo di fronte ad una discutibile e impropria scelta gestionale, stante il carattere facoltativo dell’accantonamento, di contro il Libero Consorzio di Ragusa continua ad operare in modo proficuo nell’interesse della collettività Iblea, nel pieno rispetto dei canoni di efficacia ed efficienza amministrativa e in controtendenza a quanto invece avviene nelle altre Provincie, aree metropolitane comprese, che presentano una condizione finanziaria incontrollabile, con ricadute negative sul territorio e sui dipendenti che in esse operano.
Le politiche e le prospettive di rilancio del territorio, non possono basarsi sulla speranza di ricevere un contributo per ripianare ed approvare i Bilanci, che vengono intaccati fortemente dal prelievo forzoso e quindi sottratte le indispensabili risorse per la gestione dell’Ente. Occorrono nuovi strumenti, occorre una nuova Politica capace di vedere lontano e di garantire la piena tutela delle realtà sane del nostro territorio.
Purtroppo il grido di allarme del Commissario Piazza, destinato a sensibilizzare la deputazione Iblea, in atto, non ha ricevuto alcun risposta, non si comprende se per scarsa sensibilità o perché la situazione politica-finanziaria è talmente complessa da non poter garantire, un seppur minimo riscontro alla legittima richiesta del rappresentante dell’Ente.
Neppure le ipotesi di risanamento configurate nei continui viaggi a Palermo presso gli Assessorati di riferimento hanno dato buon esito, con la conseguenza di gettare nello sconforto i lavoratori dell’Ente, che temono giustamente per le loro retribuzioni, ma anche per le conseguenze disastrose di un possibile dissesto, che imporrebbe di certo una rivisitazione della dotazione organica dell’Ente, con possibili conseguenze sulla mobilità del personale dipendente.

Non possiamo stare a guardare rispetto allo stato comatoso delle Istituzioni preposte alla soluzione della problematica finanziaria dell’Ente. Per quanto ci riguarda, le scriventi OO.SS, hanno già attivato i rispettivi presidi Regionali, chiedendo di dare ampia risonanza alla problematica di che trattasi, in merito alla locale vertenza, intendiamo attivare azioni sindacali concrete atte a sensibilizzare quanti hanno a cura le sorti del libero Consorzio Comunale di Ragusa e dei servizi resi alla collettività.
Per quanto sopra dichiariamo sin d’ora lo stato di agitazione del personale dipendente dell’Ente, preannunciando un’assemblea dei lavoratori nella quale verranno decise le ulteriori azioni sindacali da intraprendere, invitiamo la Deputazione Regionale e Nazionale ad un maggiore protagonismo sulla vicenda, facciamo appello al Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, di attivare tutte le azioni possibili per mettere in sicurezza l’Ente ricercando soluzioni, anche estreme, pur di mantenere in equilibrio finanziario l’Ente.
 

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