Cronaca Pozzallo

Undici tonnellate di hashish su una barca a vela fermata in alto mare

L'operazione della Guardia di Finanza di Ragusa: in manette i due bulgari componenti dell'equipaggio

Pozzallo - Il Comando Regionale della Guardia di Finanza Sicilia, in cooperazione con il Comando Operativo di Pratica di Mare ed il Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma, ha portato a termine, grazie al coordinamento internazionale garantito dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga italiana con le Autorità spagnole, un’importante operazione che ha permesso di assestare un altro durissimo colpo al narcotraffico nel Canale di Sicilia.

Questa volta sono stati i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo e di Ragusa, insieme a quelli della Tenenza e della Sezione Operativa Navale di Pozzallo a mettere le mani su un ingente quantitativo di hashish pari ad oltre 11 tonnellate, occultato a bordo di un natante intercettato in mare dalle unità aeronavali del Gruppo Aeronavale di Messina.

L’attività è il frutto di un’attenta collaborazione di Autorità nazionali ed internazionali ed innanzi tutto dei buoni rapporti di collaborazione sviluppati in seno all’Europol tra gli Organi di Polizia che si occupano di contrastare il dilagante fenomeno dei traffici illegali di sostanze stupefacenti via mare, frutto anche delle situazioni di instabilità politica di alcune aree del Nord Africa, divenute veri e propri “hub” per i traffici illeciti nel Mediterraneo.

Da tempo le attenzioni degli esperti antidroga di Spagna, Francia, Italia e Grecia si sono indirizzate a cercare un modello di collaborazione che possa colpire le organizzazioni internazionali nel momento di maggiore vulnerabilità, durante la rotta delle imbarcazioni cariche di hashish dal Marocco verso oriente.

Nel caso dell’operazione oggi presentata, le circostanziate informazioni fornite nella giornata del 23 u.s. dagli investigatori della Greco Galizia e dell’Udyco Central Brigada Estupefacentes spagnole, reparti specializzati nel contrasto ai traffici illegali della criminalità organizzata, propagate dall’Esperto per la Sicurezza della D.C.S.A. presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid, sono state infatti attentamente sviluppate dal Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, che prima con i propri mezzi aerei e poi con quelli navali, ha individuato dall’alto e sorvegliato la barca a vela “Leucothea”, un monoalbero di 19 mt. battente bandiera olandese.

Ottenuta l’autorizzazione dello Stato di bandiera, tramite la D.C.S.A., che in materia di contrasto al traffico di stupefacenti svolge, tra l’altro, per conto del Ministero dell’Interno l’essenziale attività di coordinamento verso l’estero, a 70 miglia marine a sud – ovest delle coste siciliane l’abbordaggio da parte del Pattugliatore Multiruolo P.01 “Monte Sperone” del Gruppo Aeronavale di Messina, in condizione meteo-marine impossibili. Nonostante il mare forza 7, un team specializzato di sei finanzieri è salito a bordo, bloccando i due membri di equipaggio bulgari e prendendo il comando dell’imbarcazione che i due trafficanti hanno tentato di affondare insieme al carico.

Il natante è stato successivamente rimorchiato fino al Porto di Pozzallo per verificare e accertare i dati dello stesso e dell’equipaggio nonché quantificare lo stupefacente trasportato.

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È stata immediatamente organizzata una task force costituita da oltre 30 militari del G.I.C.O. di Palermo, del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Ragusa, della Tenenza di Pozzallo, e del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma per l’approfondito controllo al momento dell’attracco.

Giunta nel porto di Pozzallo, scortata dalle Unità Navali del Corpo, l’imbarcazione a vela è stata attentamente perquisita rinvenendo 407 tipici sacchi di iuta contenenti otto differenti qualità di hashish, di cui alcune contraddistinte da suggestivi loghi o nomi, come una “croce verde” o il famoso motore di ricerca “google”, disseminati in ovunque.

Le Fiamme Gialle, dopo aver preso contatti con la Procura della Repubblica di Ragusa, hanno sequestrato l’imbarcazione, la sostanza stupefacente trasportata e la strumentazione di bordo utile alla ricostruzione della reale rotta seguita. I membri dell’equipaggio, K. I. classe 76 e G. G. classe 78, entrambi di nazionalità bulgara sono stati successivamente tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa.

La sostanza stupefacente sequestrata destinata ai consumatori europei, avrebbe potuto fruttare, al dettaglio, circa 100 milioni di euro.

La “Leucothea” è la terza imbarcazione che viene sequestrata nel Canale di Sicilia da questa estate dopo la “Quest” e la “Remus”, tutte con equipaggi europei.

Con l’operazione “Libeccio International” il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo è partner dal 2013 della Joint Operation Task “Rose of the Winds” con Spagna (operazione “Urca”), Francia (operazione “Exo7”) e Grecia (operazione “Cleopatra”) patrocinata dall’Europol.
Da allora, anche grazie all’impiego del dispositivo aeronavale del Corpo, dotato di unità navali e velivoli in grado di effettuare un’accurata ricerca degli obiettivi in acque internazionali, sono stati sequestrati stupefacenti per un valore stimato complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro, 11 navi ed arrestati oltre 100 narcotrafficanti.

Proprio nelle scorse settimane, la Guardia di Finanza è stata invitata con gli altri membri della JOT dai responsabili dell’Osservatorio Europeo sul consumo delle Droghe “European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction” di Lisbona, che a livello europeo è il massimo Organo di Studio ed Analisi del fenomeno con importanti poteri consultivi e propositivi presso la Commissione Europea, per riferire circa l’incidenza del traffico di droghe nel Mediterraneo, la cui evoluzione desta sempre maggiori preoccupazioni tra gli esperti.

L’operazione in esame rappresenta un esempio di come una stretta cooperazione sul piano internazionale e la sinergia delle diverse componenti che costituiscono la struttura portante della Guardia di Finanza assumano fondamentale importanza per garantire un approccio sempre più efficace al contrasto dei traffici illeciti lungo le rotte del mediterraneo.

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