Cronaca Paternò

Paternò, celebrati i funerali dell'uomo che ha ucciso la sua famiglia. FOTO

Don Salvatore Alì: "Mai rimanere soli con se stessi, mai chiudersi nei propri problemi"

  • https://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/15-12-2018/1544898443-1-paterno-celebrati-funerali-uomo-ucciso-famiglia.jpg&size=500x500c0
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/15-12-2018/paterno-celebrati-funerali-uomo-ucciso-famiglia-100.jpg
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/15-12-2018/1544898443-1-paterno-celebrati-funerali-uomo-ucciso-famiglia.jpg

Paternò - Celebrati oggi pomeriggio, in una gremita chiesa dello Spirito Santo a Paternò, i funerali del 34enne Gianfranco Fallica, l'uomo che ha ucciso lo scorso week-end all’interno della propria abitazione di via della Libertà – con una pistola – la moglie Cinzia Palumbo e i due figlioletti Daniele e Gabriele, togliendosi poi la vita con la stessa arma.

A celebrare le esequie, in presenza di parenti ed amici, padre Salvatore Alì. Un quarto d’ora di omelia, quella del parroco, durante la quale sono state pronunciate parole di conforto ma anche di condanna per il gesto. Preghiera, quella di stasera, che per volere dei familiari di Gianfranco Fallica è stata innalzata in memoria anche di Cinzia Palumbo e dei piccoli Daniele e Gabriele.

Due i punti su cui l’omelia di padre Alì è stata incentrata: silenzio e preghiera. «Di fronte a questi eventi, di fronte a queste tragedie, la cosa più intelligente e sensata che possiamo fare è il silenzio» ha detto dal pulpito il sacerdote. «Ogni parola è superflua. Tutti siamo peccatori e, proprio perché peccatori, soggetti alla tentazione. Il silenzio ci porta a non esprimere giudizi ma soltanto a pregare».

Parole dure e di condanna, da parte del sacerdote, anche nei confronti di quanto accaduto. «Quello che è successo è un atto tragico, è un atto innaturale, è un atto violento che va condannato. È innaturale perché i genitori danno la vita ai figli, non la tolgono. Dobbiamo pregare e operare affinché non accadano più di questi fatti». Infine, padre Alì, ha voluto dare un monito sulla vicenda: «non bisogna rimanere chiusi in noi stessi, quando la vita ci fa passare attraverso momenti difficili, quando la vita ci fa attraversare montagne che sembrano invalicabili. Bisogna avere sempre il coraggio di chiedere aiuto, perché chiedere aiuto non è una vergogna, è fortezza. Oggi grazie a Dio ci sono tanti mezzi e strumenti attraverso i quali possiamo essere aiutati a superare le nostre difficoltà».

I funerali della moglie e dei figli di Giancarlo, sono stati celebrati nel pomeriggio di ieri all’interno della chiesa di Santa Barbara, in forma separata rispetto a quelli del presunto omicida.