Economia Ragusa

I gilet gialli a Ragusa sono gli azionisti di Banca Agricola

Rivogliono indietro i soldi delle azioni, che però non hanno mercato

Ragusa- I gilet gialli fanno la loro comparsa in Italia, e a Ragusa, segnatamente. Sono gli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, che non riescono a vendere, e a collocare, le loro azioni nel mercato azionario secondario. 

Salvo Rando, che a Modica ha fondato un comitato spontaneo di azionisti che vogliono disfarsi delle azioni e riavere indietro i loro soldi, ha indossato qualche sera fa, in una affollata riunione a Villa Orchidea, a Comiso, un gilet giallo, per rappresentare plasticamente il senso di una protesta profonda. 

Dall'estate a oggi le azioni sono passate da un valore di libro di 117 euro a un valore di 99 euro, con una perdita netta di valore, in quattro mesi, di 18 euro ad azione. Ma il problema è che le azioni non si vendono, e la Banca non può riacquistarle. Tanti azionisti, che per decenni hanno considerato, e giustamente, le azioni Bapr come denaro contante, oggi si trovano nella situazione paradossale di aver investito centinaia di migliaia di euro in azioni che non possono liberare, monetizzandole. 

Medici, avvocati, farmacisti, grandi imprenditori, piccoli risparmiatori, che hanno investito la loro buonuscita, il loro salvadanaio, in Bapr hanno un capitale immobilizzato, che nessuno vuole comprare. 

Il report delle aste delle ultime settimane è più esplicito di qualsivoglia commento o valutazione: nell'asta del 14 dicembre sono state vendute 110 azioni soltanto; il 7 dicembre sono state vendute 235 azioni, il 30 novembre 377 azioni, il 23 novembre 183 azioni, il 16 novembre 630 azioni (ed è record!), il 9 novembre 340 azioni. 

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Ma a voler vendere sono centinaia di persone, con un portafoglio azionario corposo e mummificato. 


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