Lettere in redazione Ragusa

Una via del centro di Ragusa chiusa al traffico e trasformata in parcheggio

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un residente

Ragusa - Preme segnalare una situazione di grave disagio che permane ormai da lungo tempo in centro a Ragusa. Si tratta della chiusura al traffico del breve tratto di via Mario Rapisardi che congiunge il corso Vittorio Veneto con il corso Italia. Tale chiusura obbliga quanti si trovino nella zona sotto la via Roma ed abbiano bisogno di raggiungere in macchina o moto il corso Italia, la via Ecce Homo o il ponte San Vito o magari dirigersi verso Ibla, vale a dire tutte direttrici importanti e trafficate, ad un inopinato giro a U attraverso buona parte del centro storico. In pratica chi si trova su via Rapisardi e volesse proseguire sulla stessa (per esempio verso il parcheggio sotterraneo di piazza Matteotti) è forzosamente dirottato sino all'altezza di via Mario Leggio. Si tratta di una modifica della viabilità che aumenta in maniera significativa il traffico e la congestione proprio nel segmento di corso Vittorio Veneto che interseca la zona pedonale intorno alla Cattedrale, zona in cui il flusso di veicoli dovrebbe essere alleggerito e reso più scorrevole anziché inutilmente aggravato.

Sembrerebbe che alla base di tale chiusura vi sia l'esigenza di mettere l'edificio della Prefettura al riparo da eventuali incursioni motorizzate di persone animate da intenti malevoli. Pur ammettendo che in passato, per un breve periodo, possa esservi stato il ragionevole timore circa il prodursi di tali eccezionali eventi, non è dato sapere se l'attualità e serietà di tale pericolo siano state oggetto di verifica e rivalutazione nel tempo, e si fa comunque fatica ad immaginare che, a distanza di anni, il rischio permanga immutato al punto da giustificare una modifica così gravosa della viabilità odinaria a danno di cittadini e utenti della strada. Ad ogni modo è evidente che il posizionamento di una semplice transenna mobile, che persino un bambino potrebbe spostare, non è idoneo a neutralizzare alcun tipo di rischio. Si tratta chiaramente di una misura temporanea che per mera inerzia è diventata definitiva, senza che la stessa risponda ad alcuna funzione di protezione da a lcunché.

Che non vi sia in realtà, nella stessa valutazione dei competenti organi, nessuna pressante esigenza di sicurezza o ordine pubblico è confermato dal fatto che il tratto di via Rapisardi in questione è ormai diventato area di parcheggio selvaggio, in una sorta di laissez faire a beneficio di pochi privilegiati. Succede infatti che la transenna dal lato del corso Italia venga spostata in modo da lasciare entrare liberamente in via Rapisardi ogni sorta di veicoli privati (compresi furgoni) che vanno poi a sostare proprio nella zona impercorribile ai comuni cittadini, a quanto pare senza incorrere in nessuna sanzione nonostante la striscia gialla. Quella che dovrebbe essere una zona di sicurezza diventa così un parcheggio abusivo. Continua tuttavia ad esservi una transenna che impedisce l'accesso a via Rapisardi dal lato di corso Vittorio Veneto. In tal modo si realizza il peggio del peggio: la viabilità è inutilmente gravata da una lunga deviazione che non risponde a nessuna esige nza di sicurezza dal momento che il tratto di strada da "proteggere" è in realtà, appena ci si sposti dall'altro lato, aperto al traffico e addirittura al parcheggio di pochi fortunati che, non si capisce in virtù di quale titolo, hanno di fatto licenza di fare quel che vogliono, mentre tutti gli altri sono costretti ad una lunga e scomoda diversione (e ad utilizzare i parcheggi a pagamento). L'impressione è che ci si trovi di fronte, più che ad un abuso, ad una beffa perpetrata o comunque tollerata proprio da chi dovrebbe perseguire il pubblico interesse.

Tale situazione crea un diffuso malcontento presso i residenti ed esercenti del centro storico, nonché presso chiunque abbia a transitarvi, come è facile constatare facendo un rapido giro in centro e raccogliendo qualche opinione. Qualora poi vi fosse una effettiva esigenza di protezione rispetto a paventate incursioni esterne, andrebbe presa in considerazione la possibilità di installare delle colonnine a scomparsa (o un dispositivo simile) all'ingresso della Prefettura, un sistema di certo più sicuro del posizionamento di esili transenne che cadono regolarmente per terra non appena vi sia un po' di vento.

Si auspica che le istituzioni direttamente coinvolte, vale a dire la Prefettura e il Comune, diano prova di sensibilità civica e si adoperino per far cessare quanto prima tale fonte di inutile disagio oltre che di poco decorosa anarchia, ripristinando la normale viabilità su via Rapisardi e restituendo la stessa ai cittadini.