Cronaca Catania

I Vulcanologi: Etna, non finisce qui

Un contesto tettonico molto complesso e fragile ed è per tale motivo che l’evoluzione appare quanto mai incerta

Catania - Una violenta attività esplosiva dai crateri sommitali, con copiose emissioni di lava nella desertica Valle del Bove e colonne di cenere accompagnate da intensi boati; una marcata deformazione del suolo prima a livello sommitale, poi sul fianco orientale, soprattutto intorno a quota 1.700 metri. Cronaca di una eruzione annunciata. 

L’Etna dà sfogo all'energia accumulata in lunghi anni di ricarica. I vulcanologi parlano di effetto domino, che continua tuttora. Il riassestamento delle faglie si traduce a sua volta nel rilascio d’energia che noi osserviamo, e subiamo, sotto forma di terremoti.

Risalendo lungo i condotti centrali, il magma è arrivato fino in superficie dando vita a un’intensa attività stromboliana dal cratere di Sud-Est alla cui base si è aperta una frattura che si è allungata all'interno della Valle del Bove: qui, sempre nella mattinata di lunedì, si sono attivate più "bottoniere" (fessure effusive ed esplosive) dalle quali la lava è sgorgata copiosa, riversandosi sul fondo della Valle. Quarantotto ore dopo, tali fessure in apparenza sembrano aver esaurito la loro foga, ma le telecamere termiche ci dicono che l’area è ancora incandescente ed è possibile che la lava si sia ingrottata.

Nel frattempo, quietatosi il Sud-Est, l’attività esplosiva è emigrata all'interno della Bocca Nuova da dove emerge un’alta colonna piroclastica che sta provocando la ricaduta di cenere in tutta l’area pedemontana, arrivando sino a Catania e causando non pochi disagi al traffico aereo.

Altro è la deformazione del suolo in atto da più di 24 ore sul versante orientale, in particolare nella zona di Piano del Vescovo, a quota 1.700. La pressione del dicco all'interno dell’edificio vulcanico continua e per questo motivo nonsi può escludere l’apertura di bocche a quote più basse.