Giudiziaria Siracusa

Inquinamento rada di Augusta, giornalista assolto, benché morto

L'avvocato non ha dichiarato la morte dell'imputato

 Siracusa - “Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste”. Con questa formula totalmente liberatoria la Corte di Cassazione, nella tarda serata di giovedì, 17 gennaio 2019, ha assolto definitivamente dal reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa Gianni D’Anna, giornalista e direttore di Augustaonline ed ha annullato le due sentenze di condanna in primo e secondo grado inflitte dal Tribunale e dalla Corte d’Appello di Messina. Una vittoria piena per il giornalista, scomparso improvvisamente il 19 dicembre scorso a 61 anni, nei cui confronti però il processo in Cassazione ieri si è svolto regolarmente. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Nino Cacia non ha, infatti, formalmente dichiarato la morte dell’imputato e il processo si è svolto per volontà della famiglia che ha voluto così onorare fino alla fine la memoria del loro caro, rinunciando alla dichiarazione di estinzione del reato per morte del reo, che pure era possibile e chiedendo, dunque, che venisse giudicato.

Con la sentenza, di cui si attendono le motivazioni e con la quale si estinguono anche gli effetti civili della condanna, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine ad una vicenda che si trascina da oltre dieci anni, da quando nel dicembre 2007 D’Anna fu denunciato dal magistrato di Siracusa, Maurizio Musco, all’epoca ex sostituto procuratore a Siracusa, per diffamazione a mezzo stampa aggravata per aver aggiunto l’aggettivo “vergognoso” alla notizia della richiesta di archiviazione per alcuni filoni del processo “Mare rosso”, avanzata dalla procura di Siracusa e accolta poi dal Gip. La vicenda era quella dell’inquinamento della rada di Augusta e dell’inchiesta che, nel 2001, portò anche all’arresto di diverse persone e scosse l’intera provincia di Siracusa.

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