Economia Nuovi lavori

Papà che lavoro faccio? Il contadino. Di canapa legale

Come si diventa canapicoltore?

Giovani disoccupati in cerca di lavoro. Anche in Sicilia, nell'ultimo anno e mezzo, alcuni si sono inventati contadini. Per produrre canapa legale. Ma quali sono le precauzioni da prendere per non incorrere in problemi con la legge?

Bisogna seminare una varietà di canapa iscritta nel Catalogo Europeo delle sementi. In tale catalogo vengono iscritte solo varietà che, seguendo la procedura regolamentata dall’Ue, contengono una quantità di THC inferiore allo 0,2%.
Poi bisogna avere la fattura di acquisto del seme e il cartellino che ne attesti la certificazione. Il cartellino viene rilasciato dall’Istituto Pubblico incaricato dallo Stato in cui il seme è stato prodotto.
Quindi bisogna dare comunicazione alla più vicina stazione delle Forze dell’ordine della propria attività. 

Ma come si diventa canapicoltore?

La prima cosa da decidere è che tipo di attività si vuole avviare: se si è cioè più interessati a coltivare canapa le cui fibre possono essere lavorate per la realizzazione di prodotti tessili, cosmetici ecc.

L'alternativa è il seme di canapa che può essere utilizzato nel mercato alimentare.

Quindi bisogna passare alla scelta del terreno. La pianta della canapa si adatta a quasi tutti i terreni, ma predilige quelli profondi, leggeri e di medio impasto. Per la semina (che avviene in primavera) occorre:

preparare il terreno come per i cereali utilizzando una seminatrice da frumento;  disporre le piante a una distanza di 15/20 cm l’una dall’altra. 
Se seminate correttamente, le piante di canapa non necessitano di alcun trattamento diserbante e richiedono davvero poca manutenzione. Ma occhio all’acqua: il nemico numero uno della canapa è il ristagno che può causarne la morte, soprattutto nella fase iniziale.

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Fatta la semina, occorrerà aspettare il tempo della maturazione per procedere alla raccolta che avviene a fine agosto. Le piante falciate vengono lasciate nei campi a “macerare” per 30/40 giorni (ma a volte anche più a lungo) fin quando non appaiono completamente essiccate. A quel punto, se si è interessati a utilizzarne le fibre, si raggruppano in “steli di canapa” (o balle), mentre se si è interessati a utilizzarne il seme, questo viene raccolto e messo immediatamente ad essiccare a bassa temperatura.

I fiori e le foglie (la cui percentuale di THC non può superare lo 0,2%) vengono utilizzati per la preparazione di birre e caramelle, mentre gli oli essenziali sono presenti in molti profumi messi in commercio. Ma anche la THC ha un suo uso farmaceutico e viene impiegata per la preparazione di medicinali che curano (tra le altre cose) gli spasmi e gli attacchi di asma. Per quanto riguarda il seme di canapa, invece, se ne fa solitamente un uso alimentare. Ma non solo: dalla spremitura del seme decorticato si ottiene un olio utilizzato per la realizzazione di cosmetici, detergenti per il corpo e detersivi, ma anche di lubrificanti e combustibili.

Quanto alle fibre, anticamente impiegate nella tessitura di vele per le imbarcazioni, esse permettono oggi di affacciarsi ai più diversi mercati. Le fibre di canapa sono infatti molto richieste dalle industrie tessili (che le utilizzano per realizzare prodotti di ogni tipo: dai capi di abbigliamento alle imbottiture per materassi), ma anche da quelle edili. E qualcuno faticherà a credere che alcune fibre della canapa vengono impiegate per la realizzazione di pannolini, pannelli isolanti, mangimi per ruminanti e lettiere per cavalli!