Economia Ragusa

Donnafugata Resort, la seconda asta il 18 febbraio

Le richieste della famiglia Arezzo

Ragusa - La Donnafugata Resort srl è stata dichiarata fallita nel maggio 2018. E il 18 febbraio prossimo si terrà la seconda asta per aggiudicare a un nuovo gestore la struttura turistica con relativo campo di golf. 

Alla prima asta l’unica azienda che ha partecipato è stata poi esclusa per motivi burocratici. All'asta va la gestione, ma il problema è trovare un acquirente che compri la struttura che si trova all’interno di un parco di 240 ettari e può contare su 202 camere e suite, otto sale riunioni per un totale di 900 metri quadrati di spazio dedicato a riunioni ed eventi, un centro benessere e fitness e soprattutto due campi da golf a 18 buche: il Parkland, firmato da Gary Player e immerso tra ulivi e carrubi fino alle pendici di Ragusa, ed il Links, progettato da Franco Piras , che si affaccia sul mare e si trova tra due grandi valli con due laghi.

Condizioni fissate per il contratto d’affitto biennale: 32mila euro mensili e una fidejussione bancaria di cinque milioni. 

Il fallimento della Donnafugata Resort srl di cui è legale rappresentante l’imprenditore Bruno Petruzzo -spiega sul Sole 24 Ore Nino Amadore- è stato depositato dalla famiglia Arezzo (Orazio e Maria Felice, eredi di Francesco deceduto nel 2013) al Tribunale di Ragusa nel giugno del 2017: un contenzioso la cui origine va ricercata nel contratto di vendita e affitto degli immobili stipulato a suo tempo tra la famiglia Arezzo e la Donnafugata Resort. Contratto stipulato nel 2004 e poi modificato due volte (il 28 febbraio e il 21 aprile 2008) che prevedeva, tra l’altro, l’adempimento della Donnafugata Resort a titolo di corrispettivo di una serie di obblighi «di fare» che secondo la famiglia Arezzo (supportata anche da un lodo arbitrale) non sono mai stati rispettati. Obblighi che riguardavano, tra le altre cose, interventi relativi al complesso Casa Carnala, al campo da golf executive e l’utilizzo dei fabbricati rurali. I fratelli Arezzo sostengono di aver anticipato le spese necessarie per l’esecuzione delle opere (di tutte) per un totale di 30 milioni (iva inclusa). Diversa la stima che viene fatta dalla Corte d’appello di Catania, cui si è rivolto Petruzzo presentando ricorso contro il fallimento (che è stato respinto a dicembre dell’anno scorso): per i giudici etnei il controvalore monetario degli obblighi del fare ammonta a 13 milioni. Una sproporzione rispetto ai bilanci della Donnafugata Resort srl non ritenuti in condizione di garantire alcunché. E dunque destinata al fallimento.

La curatela ha preso possesso dei conti correnti e c’era una liquidità di 1,5 milioni.