Cultura Scicli

La supplica del Castellano di Scicli

Si era rivolto al re per chiedere l’esenzione d’imposta e di donativi per i suoi “compagni” cioè per i soldati che facevano parte della guarnigione di stanza ai castelli

Scicli - Ferdinando il Cattolico, re di Sicilia e d’Aragona, scrive al castellano di Scicli Martino de Prades in risposta a una sua supplica.
La lettera è inoltrata al Viceré di Sicilia Giovanni Lanuzza il 13 marzo 1500 e da questi è fatta tradurre dal castigliano al siciliano perché fosse notificata al supplicante.
In buona sostanza era accaduto che il Prades, castellano dei due castelli di Scicli, il grande e il piccolo, si era rivolto al re per chiedere l’esenzione d’imposta e di donativi per i suoi “compagni” cioè per i soldati che facevano parte della guarnigione di stanza ai castelli.
E’ un documento importante perché da una sua attenta lettura si possono ricavare preziose informazioni sullo stato della milizia e sul genere di difesa in quel tempo.
Al Castello Grande erano distaccati otto “compagni”, cioè militari, mentre al Castello Piccolo ce n’erano quattro, la metà.
I Compagni erano chiamati “di soccorso” quindi potevano configurarsi come degli eterni “riservisti”, pronti e “con le armi in mano” per far fronte in qualsiasi momento a ogni minaccia che arrivasse dal mare. Erano anche disponibili a correre in aiuto degli altri militari posti a difesa dei castelli della Contea di Modica, soprattutto del castello di Modica e di quello di Ragusa o della torre di Chiaramonte o del Caricatoio di Pozzallo, quest’ultimo ubicato nella marina.
Martino de Prades rivolge le sue lamentele direttamente al re per far cessare una molestia da parte degli esattori del Fisco della Contea. In continuazione, infatti, ai militari sciclitani erano richiesti tributi non pretesi, invece, dai militari di stanza agli altri castelli comitali.
La lettera di Ferdinando il Cattolico fa giustizia al Castellano di Scicli, uniformando così la politica fiscale impositiva della Contea di Modica e comminando delle aspre sanzioni e pene per chi si fosse ostinato a non rispettare la sua volontà.
La dice lunga, allora, l’equivoco storico plurisecolare che vuole considerare in Sicilia la Contea di Modica come un “regnum in regno”, un territorio anarchico e indipendente dal resto dell’Isola. Questo malinteso, alimentato prima da Bernardo Cabrera e, ad arte, dai suoi successori, perdurò fino al 1703, data in cui la Contea fu confiscata dal re di Spagna Filippo V all’ultimo conte Giovanni Tommaso Enríquez de Cabrera, reo di alto tradimento.
I castelli e il territorio della contea erano pur sempre demaniali, dunque! Sottoposti in ultima analisi al controllo e alla vigilanza regia e, per riflesso, a quella del Viceré.
Il conte, in effetti, era solo un concessionario e un gestore, come succedeva in Castiglia o come accadeva ad altri feudatari siciliani.
Lo dimostra questa lettera, lo attestano altri interventi di Ferdinando a gamba tesa sul territorio, provocati da suppliche del Conte Federico Enríquez de Cabrera, miranti a reprimere una diffusa e arrogante criminalità comitale che impediva agli esattori del Conte la normale riscossione dei censi e delle gabelle.
Il re Cattolico più di una volta era intervenuto, in realtà, per ristabilire l’ordine e la legalità.
Così si spiega anche il secolare disinteresse dei Conti di Modica per la manutenzione dei vari castelli della Contea, limitando i loro interventi in linea di massima a opere di ordinaria amministrazione e a qualche riparazione necessaria soprattutto durante il periodo della loro lunga assenza.
La Storia, quella vera scritta attraverso i documenti ufficiali, come sempre corregge gli errori degli storici del passato e di quelli del presente. Anche questa volta l’ha fatto senza tema di essere smentita.
Segue testo trascritto:
1º Julij
Martinus de Prates Castellanus

Mattheus Denaro, judex terre Xicli
Mattheus de Melphis regius publicus notarius
Martinus de Prates castellanus castillorum magni et parvi terre Xicli.
Ferdinandus dey gratiam Rey Castelle, Aragonum, Sicilie, Granate, etc.../ Vicerex in ditto Sicilie regno mag/co gubernatorj eiusque locutenentj et alijs officialibus Comitatus Mohac prefate terre Xichlj presentibus et personijs cuiusquibus presentes fuerint protestatj qsiliario et fidelibus regijs dilectis salve:
Cum granj querela nj e stato exposto per lu nob/ martino de prates Castellano di li Castelli di xichli chi ab aunqui essendo custumato lj duj castellj di xichili per esseri propinqui a la marina di quilla distantj trj miglia vel circa havirj lu Castellu grandi octu compagnj di succurso et lu castellu pichulo qattro et sia jntanto jpsi Castellj dudichi compagnj li qualj foru et su franchi di donativj onni altro pagamento per respecto a lu bisogno semprj si trovano cu lj armj jn mano jn defensionj di dictj Castellj et maxime di li altrj Castellj di montangna di questo qontato gaudino talj privilegjo e jnmunitatj tanto magno lu dìvino gaudirj lj dittj Castelli di marina pi lu regio servitio e benfatto universalj di quisto qontato ebbenj, gratia la ditta antiqua observancia, lj dittj xij compagnj nominati di succurso viz m/r antonj cappitta, m/r masi la cultrera e m/r masi paterno m....aturj(moraturi, ndt) et altri jn lu ditto numero di xij eletti pi li castellanj di sti Castellj qua prope ad supplicationj di zo (ciò, ndt)fatta havimo provisto et per la presenti vi dichimo et comandamo di gratja a li ditti xij qompagnj di succurso di lj ditti Castellj observarj la ditta francheza et jnmunitatj cussi comu antiguis si costumava et comu gàudino li altri Castellj di quisto qontato et non li molestarj ne permictirisi siano molestatj ne angariatj ad solutionj ne pagamento alcuno sub pena mille florenorum regio fisco aplicata.
Dat/ panhormj xiij marcj iijª Ind. 1500
postea dat/ a li ditti Castellj di gran farj darj la carcerj et prixunia pro ut prom/ erat sub pena preditta... ut exponentur.
Dat/ in eadem urbe die 1º ap/lj
Johannes di Lanucza, Dominus Vicerex


CREDITI
Archivo General de Simancas
Archivio di Stato di Ragusa, sezione di Modica
Archivo Histórico Nacional
Carioti Antonino, Notizie storiche della Città di Scicli, ed. a cura di Michele Cataudella, vol. I e vol. II, Comune di Scicli, 1994
© Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, dei contenuti del presente articolo. Ogni loro eventuale citazione è subordinata all’autorizzazione previa dell’Autore.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1550499437-3-sagra-seppia.gif