Cronaca Ragusa

Raddoppiano i reati venatori nel ragusano

Ragusa - In provincia di Ragusa sono quasi il doppio i reati in mabito venatorio rispetto all’anno precedente. Nel complesso, la Polizia Provinciale di Ragusa ha denunciato all’Autorità Giudiziaria n. 56 cacciatori (21 prima dell’apertura della caccia e 35 in piena stagione venatoria) per le ipotesi di reato che vanno dall’esercizio della caccia con mezzi vietati (furetto, richiami elettroacustici ed altro) all’abbattimento di specie non cacciabili (fringillidi, cornacchie grigie, strillozzo), all’abbattimento di specie in periodo non consentito, furto o tentato furto venatorio, esercizio della caccia in area protetta. In un caso si è proceduto all’arresto del bracconiere per porto in luogo pubblico di arma clandestina. Sono stati sequestrati 40 fucili, 3026 cartucce a pallini, 12 richiami elettroacustici, 9 furetti, n. 15 trappole e n. 22 gabbie per la cattura rispettivamente di conigli e uccelli, ed ancora bastoni, fari, reti per uccellagione, funi e altro materiale ancora. Sono state inoltre contestate n. 21 infrazioni amministrative la maggior parte per la mancata annotazione dei dati di caccia sul tesserino o per superamento del limite del carniere o per caccia in ATC non autorizzato. Va rilevata l’aumentata presenza di cacciatori maltesi nella nostra provincia, che in diversi casi hanno esercitato l’attività venatoria in violazione della relativa normativa”.

Il nucleo di Polizia venatoria ha inoltre esteso la vigilanza anche alla pesca nelle acque interne della Provincia per la salvaguardia delle specie ittiche. L’attenzione è stata rivolta alla diga S. Rosalia ed al fiume Irminio, dove maggiore è la presenza di pescatori. I numerosi controlli hanno portato alla contestazione di n. 33 violazioni amministrative al regolamento provinciale per l’esercizio della pesca sportiva con il sequestro di n. 47 canne da pesca, n. 40 mulinelli, ami, esche e guadino