Economia Ragusa

Eni, a Ragusa via allo smantellamento del centro sperimentale

Il lento e inesorabile depauperamento del polo industriale ibleo

Ragusa - Cominciate stamane le attività di smantellamento dell’ex centro sperimentale polimeri ospitato all’interno dell’area industriale Eni, Versalis di contrada Tabuna.
Era il 1994 quando Enichem decise di chiudere le attività del centro di eccellenza per la ricerca sui polimeri, con trasferimento delle attività presso il polo industriale di Ferrara.

Iniziava così, dunque, il lento e inesorabile depauperamento del polo industriale ibleo da parte di Eni, privando “la provincia iblea di un'importante struttura scientifica d'avanguardia, indispensabile anche per non interrompere il lavoro di ricerca applicata alle problematiche ambientali del territorio, preminente fra tutte quella sul riutilizzo del materiale plastico”.

Così scrivevano alcuni deputati del territorio ragusano in una interpellanza a risposta scritta al Ministro Gnutti, leghista, titolare del dicastero dell’industria, del commercio e dell’artigianato nel primo Governo Berlusconi. Era il 19 maggio del 1994 e i deputati dell’area iblea evidenziavano come tale chiusura avesse potuto rappresentare “l'inizio di una manovra tendente a creare difficoltà allo stabilimento di produzione dell'Enichem (poi divenuto Polimeri Europa, Versalis, oggi) struttura produttiva economicamente attiva, che costituisce l'asse portante del depauperato polo industriale ibleo, comportando un aggravio di costi per l'ente, privando la provincia di Ragusa di notevoli risorse intellettive, scientifiche, tecnologiche e culturali considerato il livello qualitativo raggiunto dal Centro ricerche incluso in un polo produttivo che tra occupati, indotto e terziario dà lavoro a più di mille lavoratori”.

La chiusura del Centro Sperimentale Polimeri di Ragusa, unico nel campo degli studi sul riciclo delle materie plastiche e tecnologia dei polimeri, rappresentò la perdita secca di un patrimonio d'eccellenza non solo per Ragusa ma per l'Italia intera, come testimoniano i brevetti partoriti in quei laboratori e venduti da Eni in tutto il mondo; per poi ricordare anche gli innumerevoli riconoscimenti della comunità scientifica internazionale sul centro di ricerca Enichem di Ragusa.

Circa dieci anni fa l’area del centro sperimentale poliefine fu ceduta da Eni a privati, forse a titolo gratuito, per scorporarla dal contesto produttivo dell’allora Polimeri Europa.

 Si disse che il centro venne chiuso per problemi economici, per un riassetto dei costi, e per un rilancio delle attività industriali. In realtà, Eni aveva deciso di abbandonare lentamente il territorio ragusano.

Basta guardare ai dati occupazionali: Eni, presente in provincia di Ragusa con le attività di Enimed e Versalis, in 25 anni perde oltre 700 posti di lavoro. Dai 1.000 addetti del diretto e dell’indotto del 1994 oggi la forza lavorativa si attesterebbe, infatti, sulle 300 unità, complessive.

A Ragusa il rilancio del petrolio e della chimica inizia e finisce con una dismissione. Senza bonifiche?