Attualità Pachino

Ecco perchè è stato sciolto il Comune di Pachino

Proposta la “sospensione all'impiego durante l'intera gestione commissariale dell'ormai ex comandante della Polizia municipale e dell'addetto ai servizi cimiteriali”

Pachino - Sono state rese note le motivazioni della Prefettura di Siracusa che hanno portato il Consiglio dei Ministri a deliberare lo scioglimento del Comune di Pachino affidando la gestione a una commissione straordinaria.

“Nel corso dell’indagine sono emersi concreti e rilevanti elementi che dimostrano in maniera inequivocabile l’esistenza di un forte condizionamento da parte della criminalità organizzata nei processi decisionali, sia politici sia amministrativi, del Comune di Pachino con pregiudizio degli interessi della collettività”. 

Oltre allo scioglimento del Consiglio comunale, “per ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente” è stata proposta la “sospensione all’impiego durante l’intera gestione commissariale dell’ormai ex comandante della Polizia municipale e dell’addetto ai servizi cimiteriali”, oltre allo spostamento di due vigili urbani dallo stesso comando.

La relazione dell’ex prefetto Giuseppe Castaldo ha fatto riferimento alle operazioni Maschere Nude – con il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Paolo Bonaiuto e dei consiglieri comunale Massimo Agricola e Salvatore Spataro e quindi “compiacenze” dell’amministrazione – e Maschere Nude 2. Su entrambe le operazioni è emerso il condizionamento delle dinamiche economiche del territorio da parte del boss Salvatore Giuliano.

A fronte dei rapporti tra amministratori e dipendenti con personaggi di spicco della criminalità organizzata, il prefetto nella relazione sottolinea come neanche la nuova amministrazione comunale abbia “frapposto alcun argine” dal punto di vista politico e amministrativo, con i consiglieri di minoranza risultati determinanti nell’approvazione di alcune delibere finanziarie del Consiglio comunale.

Il sindaco Roberto Bruno paga perché non ha predisposto iniziative di contrasto o di reale opposizione al fenomeno criminale, subendo un forte condizionamento nei processi decisionali. L’omessa attivazione di meccanismi di difesa sia in ambito politico (accettando il sostegno dei consiglieri collegati alla criminalità organizzata), sia in ambito amministrativo in settori nevralgici quali l’urbanistica, la Polizia municipale, l’erogazione dei sussidi ha reso il Comune “decisamente permeabile a condizionamenti esterni e all’infiltrazione mafiosa”.