Cronaca Sicurezza nei cieli

L'italia ha chiuso lo spazio aereo al Boeing 737 Max

Al 12 marzo si contavano 344 Max 8 in servizio più 27 Max 9, a cui si aggiungono 14 bimotori che si trovavano negli hangar per altre ragioni. Dei velivoli, 97 hanno livree cinesi, poi seguono gli Usa (72) e il Canada (40).

 Roma - Anche l'Italia ha chiuso lo spazio aereo al Boeing 737 Max. Air Italy ne ha tre (più due in arrivo). Alitalia nessuno. 

Il nostro Paese si unisce a Regno Unito, Francia e Germania annunciando di aver bandito tutti i voli nel suo spazio aereo dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. Lo stesso hanno già fatto le autorità di Australia, Singapore, Cina, Indonesia e Malaysia. Anche l’agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) «sarebbe pronta a seguire questa decisione», bloccando tutti i voli dei Boeing 737 Max 8.

E a rompere il fronte comune con gli Usa nel trasporto aereo era stata anche l’Australia, che si allinea alla Cina sul Boeing 737 Max, quello precipitato domenica mattina in Etiopia: l’autorità locale dell’aviazione civile ha deciso di proibire al nuovo esemplare del colosso Usa dell’aerospazio di volare nel suo territorio fino a nuovo ordine e fino a quando non sarà fatta luce sulle cause che hanno portato al disastro di domenica scorsa.

La mossa dell’Australia restringe così ancora di più lo spazio aereo in cui il 737 Max vola questi giorni, come anche gli apparecchi in servizio. Sono almeno 24 le compagnie che hanno deciso di lasciare a terra 140 i velivoli — nella variante Max 8 — tra Asia, Africa e Sud America, pari al 40,7 per cento sul totale dei jet di questo tipo in attività. Intanto il presidente Usa Trump ha scritto in un tweet: gli aerei «stanno diventando troppo complicati per volare. I piloti non sono servono più, ma piuttosto scienziati informatici dell’Mit».