Lettere in redazione Modica

L'affitto dell'alberghiero a Modica, la lettera di un imprenditore

Riceviamo e pubblichiamo

Modica - E’ incomprensibile che il Commissario Straordinario del libero Consorzio Comunale di Ragusa dott. Salvatore Piazza si ponga oggi un problema che da anni avrebbe avuto una razionale soluzione.

Infatti, a seguito di una gara scaturente da un avviso pubblico di manifestazione di interesse per la locazione di immobili ad uso scolastico a Modica - indetto dalla Provincia di Ragusa a fronte della dichiarazione di inagibilità degli edifici condotti in locazione per scuole a Modica - un costruttore modicano proponeva il suo edificio, l’unico con i requisiti richiesti nel bando stesso: antisismicità della struttura, ubicazione, sviluppo in orizzontale, classe energetica ad alto risparmio, aperture antipanico , vetri antiinfortunistica, mantenimento della spesa prevista in bilancio. Non va sottaciuto che l’ immobile ubicato nel Viale degli Studi in Modica veniva offerto dal costruttore detto allo stesso canone richiesto nel bando .
Epperò la provincia con nota del 06.10.2015 comunicava al costruttore di “sospendere l’assunzione di decisioni sull’ immobile proposto“.
Non convince che la P.A. provinciale si lasci sfuggire l’unica reale occasione di utilizzare un edificio scolastico “ nuovo” ubicato nella sede richiesta.

Va ancora reso noto a chi legge che la Provincia ha preferito mantenere gli alunni in edifici già dichiarati INAGIBILI, non antisismici, anche con coperture in eternit, attigui alle antenne elettromagnetiche, sebbene esistesse una seria e concreta alternativa volta ad offrire sicurezza agli studenti, circostanza trascurata ed ignorata dalla classe politica ed amministrativa. E deve essere reso noto anche, che in caso - non auspicabile - di calamità o danni, la responsabilità degli organi competenti per l’ edilizia scolastica si attenua quando l’ ente non ha altre scelte, ma si aggrava ed è inescusabile quando l’alternativa di cui si ha consapevolezza è esistente ma è stata irragionevolmente scartata. Portare a conoscenza della collettività tali fatti rende responsabili e complici quei genitori e la comunità modicana tutta che rimane silente sull’argomento.

Concludo citando Renzo Piano:La città che funziona – scrive Renzo Piano – è quella in cui si dorme, si lavora,ci si diverte e soprattutto si va a scuola ! ..,.. perché mentre si può decidere di non visitare un museo … sui banchi di scuola ci siamo stati tutti, ci vanno tutti e ci dovranno andare tutti!!!” Occuparsi di edifici scolastici – ribadisce l’ Architetto – è un rammendo che ancora prima che edilizio è sociale”.

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