Fitness e salute Il ferro

Anemia in età matura: corri subito ai ripari

L'anemia non è un disturbo legato solo all'età fertile della donna. Se viene diagnosticata in menopausa, spesso rivela un disagio più profondo, una sorta di esaurimento dell'energia vitale

Anemia in età matura. Il problema, dovuto a una carenza di ferro, compare spesso dopo i 40 anni. Si manifesta con stanchezza fisica e mentale, con pelle e unghie fragili. La soluzione è nella dieta giusta e nelle virtù di una pianta povera, l’ortica.

Già ne soffrivi da ragazza o, in maniera inaspettata, la carenza di ferro è comparsa intorno ai 40-45 anni. Quello che spesso non si dice è che l'anemia non è un disturbo legato solo all'età fertile della donna. Se viene diagnosticata in menopausa, spesso rivela un disagio più profondo, una sorta di esaurimento dell'energia vitale.

Ferro, il minerale indispensabile

L'anemia più comune o sideropenica, letta come disturbo fisiologico, è causata da una carenza di ferro, minerale che contribuisce al trasporto di ossigeno verso organi e tessuti. Il ferro è indispensabile per la sintesi di emoglobina (la proteina che trasporta l'ossigeno nel sangue), mioglobina (la proteina ''impalcatura'' dei muscoli'') e collagene (proteina strutturale): ecco perché, quando manca, la pelle appare più spenta e opaca. Inoltre, è fondamentale per la corretta sintesi di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina: se ne giova il sistema nervoso e migliora la resistenza allo stress.

Cosa dice la psicosomatica

A livello simbolico l'anemia che si manifesta con stanchezza cronica, debolezza e pallore ci ''parla'' di una difficoltà a far emergere la propria parte attiva. In particolare nella donna matura, e in mancanza di cause di natura organica, l'anemia spesso simboleggia una brusca fermata che la invita a recuperare forza vitale (ferro), grinta, fermezza nell'affrontare la vita.

Quali i sintomi da osservare

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Già una carenza moderata di ferro, non in situazione di anemia, può provocare affaticamento fisico e mentale, abbassamento della soglia del dolore, pallore, difficoltà nel sonno, palpitazioni, mal di testa, scarsa attenzione oltre a irritabilità, cali dell'umo­re, unghie e capelli fragili, disturbi gastrointestinali e vulnerabilità alle infezioni, dal momento che il ferro è essenziale anche per il sistema immunitario.

Quali sono le cause più frequenti

La mancanza di ferro può avere diverse cause. Spesso è dovuta a un regime alimentare non equilibrato (se non ben bilanciate, le diete vegetariana e vegana possono portare a un deficit di questo minerale), o a problemi di assorbimento (dovuti ad alterazioni gastrointestinali) o a malattie infiammatorie croniche e disfunzioni endocrine. Se gli esami del sangue confermano che hai il ferro un po' troppo basso, questi sono i consigli da seguire per 1-2 mesi, prima di fare un ulteriore controllo.

Il rimedio numero uno. E’ il succo di ortica

A differenza di molti farmaci a base di ferro, l'ortica (Urtica dioica) - in particolare il suo succo - non pesa sullo stomaco e non dà nausea. E dunque l'integratore ideale per soddisfare il fabbisogno quotidiano di ferro nella donna matura in quanto è straricca di clorofilla, il colorante verde che conferisce alla pianta notevoli proprietà antianemiche.

Apporta anche acido folico, che stimola la produzione di globuli rossi, silicio, utile al sistema immunitario, e vitamine A, C e K, ricostituenti. L’ortica è un gran depurativo perché alcalinizza il sangue e aiuta a espellere le scorie acide che favoriscono infiammazione, cistiti, calcoli e artrite.

Per una cura d'urto, richiedi in erboristeria del succo d'ortica biologico e prendine un cucchiaio al giorno la mattina prima di colazione, diluito in un piccolo bicchiere d'acqua. Fai cicli lunghi, anche di 2-3 mesi, sospendi 30 giorni e poi ripeti. L’ortica è ottima anche fresca, aggiunta a zuppe e a frittate e puoi assumerla sotto forma di infuso rimineralizzante.

Cosi ne fai scorta a tavola. I cibi che garantiscono il ferro

La carne rossa (soprattutto fegato e frattaglie) è l’alimento che in assoluto contiene più ferro biodisponibile. Ne sono ricchi anche il pesce azzurro ( in particolare tonno e salmone, ma anche sardine e acciughe), i molluschi, i crostacei, e il tuorlo d’uovo. Tra i vegetali, non farti mai mancare le verdura foglia verde (spinaci, broccoli, catalogna, cicoria, valeriana, rucola, radicchio e prezzemolo), i legumi (fagioli, lenticchie, soia, ceci, fave, piselli), la frutta secca ed essiccata (in particolare albicocche disidratate, fichi e datteri). Anche i cereali contengono ferro, soprattutto avena, grano saraceno, miglio e segale. Attenzione speciale merita l’amaranto: è particolarmente indicato per le donne in quanto è ricco di proteine (16%) facilmente assimilabili e minerali. Aggiungilo a tutte le tue minestre o gustalo in fiocchi, a colazione. Altri alimenti ricchi di ferro sono il lievito di birra, il cacao amaro, le fave (che apportano anche acido folico e vitamine del gruppo B).

I trucchi per non disperderlo

Con la cottura il ferro diminuisce: quindi evita bolliture prolungate, fritture ad alte temperature, e preferisci la cottura al vapore e, quando possibile, l’alimento crudo. Anche l’eccesso di fibra presente nei pasti limita la biodisponibilità del ferro. Per assimilare meglio il farro presente nei vegetali basta aggiungere, al pasto, una fonte di vitamina C. Ecco perché è corretto condire gli spinaci con il limone oppure associare legumi e prezzemolo o broccoli nello stesso pasto. Anche peperoni, pomodori, agrumi, fragole, mirtilli, kiwi (per il loro elevato contenuto in vitamina C) sono consigliati per migliorare l’assorbimento di ferro. Poiché il calcio interferisce con l’assimilazione di ferro da parte dell’organismo umano, meglio limitare il consumo di latticini insieme alla carne, che è fonte di ferro.