Dimagrimento Dieta

Riduci (un po’) le calorie e la vita si allunga

Gli studi sono chiari: la restrizione calorica rigenera le cellule e prolunga la giovinezza. Anche imitare l’assunzione di cibo di 8-12 ore è in grado di mantenere il corpo più sano

Avere un po' di fame fa bene. A dirlo è Luigi Fontana, medico e scienziato impegnato da anni nello studio di come si possa vivere più a lungo, restando giovani. Sono sue alcune delle ricerche più avanzate sui benefici del semi-digiuno e della restrizione calorica. Professore ordinario di Medicina e scienze nutrizionali all'Università di Brescia e alla Washington University di St. Louis dove codirige il Programma longevità e salute, Fontana non ha dubbi: "Dalle nostre ricerche emergono chiari i benefici della diminuzione delle calorie consumate" . La medicina moderna conferma ciò che gli antichi sapevano. Su un'iscrizione nelle piramidi vi era questa frase: "Gli uomini possono vivere con un quarto di quello che mangiano; sugli altri tre quarti vivono i dottori".

Una forma di cura

Al contrario, il senso di fame stimola la secrezione di grelina, un ormone antinfiammatorio. Questo meccanismo è oggetto di studi, che stanno valutando la restrizione calorica come una terapia sia nei confronti di patologie tumorali, sia come strumento anti invecchiamento. Si parla più precisamente di “restrizione calorica senza malnutrizione”, che prevede di ridurre del 20-40% le calorie assunte, garantendosi vitamine e minerali necessari. Gli studi condotti da Fontana hanno messo in luce che questa pratica ha letteralmente ringiovanito il cuore delle persone, diminuendo i fattori di rischio cardiovascolare. Se queste forme “estreme” prevedono l'affiancamento di un medico, è possibile adottare modalità più praticabili.

Conta anche quanto mangi

Sembrerebbe poi utile concentrare l'assunzione delle calorie in poche ore. È un modo di alimentarsi chiamato time-restricted feeding e consiste nel mangiare, ad esempio, in un lasso di 8-12 ore, terminando ad esempio alle 16 e lasciando così una lunga ''finestra di digiuno '' . "Una delle cose peggiori che possiamo fare - spiega Fontana - è mangiare in continuazione. Ridurre l'eccesso calorico e mangiare in un arco limitato di tempo e qualcosa che, se non ci sono particolari problemi di salute, è alla portata di chiunque. Per ottenere i benefici an­ tiage di questa forma di alimentazione - conclude Fontana - anche la qualità della dieta conta. L'alimentazione deve prevedere un abbondante consumo di verdure, crude o cotte, cereali integrali e legumi".

Il menù che puoi seguire una volta alla settimana

È semplice provare a mettere in pratica una forma di restrizione calorica, con una finestra di digiuno di 16 ore. Ecco uno schema da seguire una volta alla settimana:

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Colazione alle 8: una tazza di fiocchi di cereali integrali e del latte di soia, con 5-6 mandorle; un frutto; tè o caffè.

Pranzo alle 13: un piatto di riso integrale e legumi condito con un cucchiaio di olio e una porzione di verdure cotte.

Entro le 16: è questo l'ultimo pasto della giornata, che può essere rappresentato da una porzione di pesce con delle verdure oppure da una minestra di legumi.

L'alternativa con sole verdure

Puoi ottenere i benefici della restrizione calorica senza stravolgere la tua quotidianità. Una delle soluzioni può essere quella di mangiare, una volta alla settimana, solo verdure: pranza e cena con vegetali non amidacei cotti e crudi (escludi quindi cereali, patate, legumi ma anche carote, rape, zucchine) conditi con olio extravergine d'oliva (tre cucchiai in tutta la giornata). Negli altri giorni della settimana mangia normalmente, scegliendo alimenti sani.

I vantaggi che si ottengono:

Ridurre le calorie assunte e praticare i digiuno breve con regolarità, ad esempio due o tre volte la settimana, consente di ottenere alcuni importanti benefici.

Eccone alcuni tra i più significativi:

riduzione del peso corporeo

diminuzione delle molecole proinfiammatorie in circolazione nell'organismo;

prevenzione di patologie come il diabete di tipo 2; grazie ad una migliore funzionalità dell’insulina;

miglioramento dei livelli di grassi nel sangue come colesterolo e trigliceridi, con una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari.