Attualità Monete alternative

L'Italia imita l’abbraccio di Malta alle Criptovalute

Uno studio del ministero dello sviluppo ha dichiarato che in Italia c’è un boom di startup con un background tecnologico

Da tempo è un fenomeno che insegue una scia di successo che non sembra destinata a fermarsi, inculcando questo nuovo termine tra le parole più ricercate su internet in mezzo mondo, Italia inclusa. Parliamo del comprare Bitcoin e investire in questo nuovo fenomeno di massa – un termine diventato ricorrente e che rimbalza di bocca in bocca tra gli entusiasti che incitano all’acquisto di questa valuta virtuale, divenuta molto costosa nel primo trimestre dello scorso anno.
Dato il suo grado di popolarità crescente ed un mercato completamente privo di regole, i governi di tutto il mondo hanno cominciato ad interrogarsi sul potenziale dei Bitcoin e di come integrarli alla vita di ogni giorno.
Da quel momento, il numero di valute connesse – direttamente ed indirettamente al Bitcoin – ha cominciato a crescere, producendo decine di monete alternative fatte per semplificare alcuni processi nella vita di ogni giorno. Queste monete si chiamano altcoins e sono, generalmente, scambiate su apposite piattaforme di scambio per criptovalute.
L’unica incognita del mercato era però rimasta immutata: come regolamentare un mercato con un potenziale immenso e tutelare sia il governo che coloro i quali acquistano queste criptovalute? Malta è stato il primo governo a livello mondiale a fornire una soluzione a questo problema, creando un pacchetto di leggi semplici e comprensive per coloro che lavorano in questo business. Per il governo maltese, questa mossa implica che molte aziende impiegate nel settore si muoveranno presto nel suo territorio, portando ulteriore beneficio all’economia locale, in forte crescita negli ultimi dieci anni.

Quali sono le soluzioni promosse dal governo Italiano?
La realtà nascente delle criptovalute, porterà – con molta probabilità – ad un netto impulso all’economia di Malta, creando nuovi posti di lavoro e opportunità per i residenti locali. Per questa ragione e per il continuo crescere di startup nazionali legate al mondo delle criptomonete, in Italia si stanno studiando le carte per creare una regolamentazione capace di offrire un porto sicuro a coloro impiegati nel settore.
Uno studio del ministero dello sviluppo ha dichiarato che in Italia c’è un boom di startup con un background tecnologico che, senza una struttura sulla quale fare affidamento, potrebbero presto guardare all’estero in caso il nostro paese non presenterà entro pochi mesi una regolamentazione in grado di sostenerne lo sviluppo e la crescita in modo concreto.
In alcune recenti interviste, i rappresentanti di governo hanno annunciato che le trattative continuano per mettere in pieni le linee guida di quella che sarà – a loro detta – una rivoluzione informatica guidata dal nostro paese, la quale, includerà anche le criptovalute.
Al momento, siamo in attesa di conoscere quali saranno le mosse del governo, certi che prenderanno in considerazione quanto già fatto da Malta durante lo scorso anno, in modo da migliorarlo e renderlo applicabile alle leggi in vigore nel nostro paese, spesso troppo restrittive e burocratiche in alcuni ambiti. Le premesse per costruire uno stato che guidi la rivoluzione del Bitcoin ci sono – le idee anche – basta solo la buona volontà del governo per fare sì che l’abbraccio alle criptomonete accada il prima possibile.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1553784712-3-piccolo-principe.jpg