Lettere in redazione Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte, il teatro è abusivo?

Lo dice il mancato sindaco Gaetano Iacono

Chiaramonte Gulfi - Gentile Redazione,
siamo rimasti attoniti nell’apprendere la notizia, finora tenuta nascosta, che – con nota prot. n. 3002 del 06/12/2018 indirizzata al sindaco del Comune di Chiaramonte Gulfi e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Ragusa – la Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Ragusa sulla base del D.L. 42/2004 ha ordinato l’immediata sospensione di tutti i lavori svolti dal Comune per trasformare l’ex Chiesa di S. Francesco, già sala convegni L. Sciascia, in sala teatrale.

La nota recita testuali parole: “da notizie giornalistiche si è appreso della realizzazione di lavori per la trasformazione in sala teatrale dell’ex Chiesa di S. Francesco, sottoposta a vincolo monumentale in forza del D.L. 42/2004. Considerato che non risulta agli atti di quest’Ufficio alcun progetto relativo all’intervento di cui sopra; Visto che il bene immobile risulta sottoposto a tutela; Considerato che i lavori non sono stati preventivamente autorizzati da quest’Ufficio, si ordina ai sensi dell’art. 28 comma 1 del D.L. 42/2004 e s.m.i. l’immediata sospensione di tutti i lavori che potrebbero arrecare pregiudizio al monumento”.
Siamo, quindi, difronte al fatto che il sindaco Gurrieri ha trasformato una ex Chiesa sottoposta a vincolo monumentale in sala teatrale addirittura senza autorizzazione e senza aver nemmeno presentato il progetto alla Soprintendenza: una realizzazione abusiva, quindi, costata circa 200.000 euro; un capolavoro con annesso reato perseguibile dalla legge. E pensare che il 3 dicembre nell’aula consiliare durante la presentazione della stagione teatrale il sindaco si vantava di aver realizzato la sala teatrale in poco più di quattro mesi rispettando tutte le norme vigenti in materia (pag. 27 de La Sicilia del 04/12/2018). Per di più, ha invitato addirittura alla prima serata teatrale del 07 dicembre anche gli esponenti delle Istituzioni provinciali.
Solo il 13 dicembre, dopo lo svolgimento del primo spettacolo teatrale e a seguito dell’ordine di sospensione dei lavori, il Comune invia alla Soprintendenza il progetto di trasformazione della ex Chiesa S. Francesco a sala teatro. Ebbene, la Soprintendenza con nota prot. 334 del 12 febbraio 2019 comunica al Comune di Chiaramonte Gulfi di approvare il progetto alle seguenti condizioni: “che entro 60 giorni venga smontato il palco autoportante che occupa l’intera superficie dell’area absidale, in quanto inibisce la visibilità e godibilità del bene monumentale”. Il Soprintendete conclude ricordando al sindaco “che i trasgressori della legge incorrono nelle sanzioni previste dall’art. 169 del D.L. 42/2004”.
Siamo, dunque, difronte ad una questione preoccupante e di inaudita gravità per la Città: in primo luogo perché è impensabile che un sindaco possa realizzare una struttura teatrale in un monumento sottoposto a tutela come l’ex Chiesa di S. Francesco senza avere l’autorizzazione della Soprintendenza; in secondo luogo in quanto non era mai accaduto a Chiaramonte che una importante Istituzione come la Soprintendenza segnalasse l’azione di un sindaco alla Procura della Repubblica; in terzo luogo poiché l’amministrazione ha speso circa 200.000 euro per realizzare una sala teatrale abusiva e che per essere regolarizzata dovrà essere privata dal palco. In definitiva, Chiaramonte ha perso quella che era la migliore sala convegni degli iblei e si è ritrovata ad avere un teatro senza palco, un teatro senza i requisiti di un teatro, un teatro dove non si può fare teatro.

E pensare che dal 2010 esiste un progetto di riuso e rifunzionalizzazione a cine-teatro dell’ex Chiesa dell’Annunziata da decenni riqualificata a sala teatrale. Un progetto che si avviava attraverso una convenzione Comune-Diocesi (cosi come hanno fatto alcuni Comuni Iblei) e si finanziava in parte con la stessa cifra spesa per scempiare l’ex Chiesa di S. Francesco, in parte con il contributo della Diocesi di Ragusa perché l’immobile è sua proprietà ed ha bisogno di consolidamenti, e per la restante somma si poteva attingere al finanziamento previsto dalla Regione Siciliana per ristrutturare i teatri.
Ecco, un’amministrazione capace, lungimirante e rispettosa della legge non avrebbe mai creato una sala teatro abusiva, ma con la stessa cifra avrebbe realizzato un cine-teatro all’Annunziata che sarebbe stata un’opera bellissima, all’avanguardia e utile per la crescita sociale e culturale della Città.

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