Attualità Exit poll

Ucraina: il comico Zelensky è eletto presidente con il 73 per cento

Lasciando il suo avversario al 27

Mosca - Non è una sorpresa la schiacciante vittoria alle elezioni ucraine dello sfidante senza esperienza, senza precedenti politici e che fino a ieri la presidenza della repubblica l’aveva vista solamente in tv. Ma è stata proprio l’interpretazione in una serie televisiva del ruolo di un insegnante diventato inaspettatamente presidente a portare Vladimir (o, meglio, Volodymyr, come si dice a Kiev) Zelensky, l’attore, al successo.

Aveva dominato il primo turno, schiacciando il presidente eletto e umiliando la ex eroina della rivoluzione arancione del 2004 Yulia Tymoshenko. Al ballottaggio oggi ha travolto Petro Poroshenko, il re della cioccolata che pure nel 2014 era stato votato dagli ucraini sull’onda della «rivoluzione di euromaidan», quella che aveva cacciato via l’uomo di Mosca Viktor Yanukovich il quale aveva tentato di rallentare l’avvicinamento del paese all’Europa.

Zelensky ha riportato il 73% dei voti, secondo i primi exit poll, lasciando il suo avversario al 27. Dati che, ovviamente, dovranno essere rivisti alla luce dello scrutinio dei voti reali ma che assai difficilmente potranno cambiare sostanzialmente. Così dopo Viktor Yushchenko, che nel 2004 costituì la grande speranza del Paese (assieme alla Tymoshenko primo ministro) di voltare pagina e dopo la lunga parentesi di Yanukovich, la più importante ex repubblica sovietica dopo la Russia torna a sognare.

A differenza di Poroshenko e degli altri candidati in lizza al primo turno (erano ben 39), Zelensky non ha fatto promesse concrete, non ha preso impegni scritti, tanto da essere stato accusato ferocemente dai suoi avversari per questo. Un attore comico, si è detto, un personaggio del tutto inadeguato a guidare l’Ucraina. Ma proprio la sua mancanza di promesse gli lascia le mani libere. Ha giurato, come tutti hanno sempre fatto sulla scena politica, di difendere il sacro suolo del Paese, ma non ha mai detto di non voler trattare concretamente con i separatisti del Donbass e con il Grande Nemico della porta accanto, quel Vladimir (Vladimir, alla russa) Putin col quale prima o poi vanno fatti tutti i conti da questa parte del mondo.

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