Cultura Una faglia antica

Il terremoto del 1542: una preziosa cronaca

Il racconto del Notaio Terranova

Il 30 novembre 1542, un giovedì, giorno della festa di Sant’Andrea, alle due della notte, ora d’Italia, un forte terremoto seminò distruzione a Scicli e nel Val di Noto.
Lo testimonia una preziosa e quasi sconosciuta cronaca da me notata in un bastardello del Notaio Terranova di Scicli di cui qui di seguito do una mia trascrizione.
In essa il Notaio lamenta danni in alcune proprietà sue e in chiese e palazzi della città.
Racconta che il sisma durò “cum suo maximo impetu et tremore” per lo spazio di un miserere.
Molte rupi e “timpe” si abbatterono –scrive- sulla Cava “magna” detta di Santa Maria la Nova soprattutto una “timpa” detta “lo castelluccio” poco distante dalla scala detta di lo Muccuso.
Il Notaio precisa che il terremoto provocò in città solo danni materiali alle cose. E di questo loda e ringrazia il Signore, la Vergine Maria e tutti i Santi del Paradiso.
Con calligrafia diversa e in un secondo momento il documento ci restituisce un’altra informazione su una replica del sisma avvenuta il 3 dicembre, una domenica, alle 22, ora d’Italia.
Quest’altra scossa a Scicli provocò ancora danni materiali alle case. Altrove rase al suolo il castello di Licodia facendo danni alle abitazioni in quelle terre.
Sul terremoto del 1542 avevo già scritto un precedente saggio dal titolo “Il terremoto del 1542 nel Val di Noto” pubblicato l’11 febbraio 2016 su questo stesso giornale on line www.ragusanews.com.

Qui di seguito la trascrizione del testo:
ASM. Terremoto Scicli 1542 not. Terranova Bartolomeo n. corda 435/anni 1542-1545, vol. n. 23
Sciendum est in hac terra xichili in anno presenti prime Ind. 1542 de mense novembris die jovis ultimo ditti mensis quo die celebratur festum sancti andree apostoli ad horas duas cum dimidia noctis fuit mirabile et spaventosum terremotum in ditta terra xichili mohac et in pluribus alijs terris huius regni Scicilie: Jn qua terra xichili dittum terremotum perduravit cum suo maximo impetu et tremore per spatium unius miserere: et ceciderunt alique domus et ultra alique parite murorum domorum: et quam plures muri domorum et arcus ecclesiarum perforati et conquessati: et specialiter cecidit quoddam ortagium domorum mej infrascrip/ not/ Bartholomej de Terranova situatum super muro porticalis ipsius egregi in qon/ta cursus: similiter ceciderunt rupes et timpe in maxima multitudine in cava magna appellata di Santa maria la nova contra seu affacho la timpa chamata lu castelluzo parum distans Scale vocate di lo muccuso versus dittam terram xichili et ex provisione divina intercedente gloriosa maria eius matre qui ..vunt et semper et in secula seculorum laudetur non fuit secuta mors nec dannum alicuius hominis et iterum laudetur Deus eiusque pijssime matr/et omnes Sancti celestis militie vale/ amen.

Die dominico iij decembris prime ind. 1542 ad horas xxij jterum fuit terremotum validum et maximum et cecidit castilluccium et cecidit coperticum porticatus mei preditti not/ et murum jnter muros cammere magne et dicti porticalis quam plures domus ditte terre sicli et totius comitatus moach specialiter castellum terre lichodie quoque fuerit nullius [quam pl]ures partes specialiter d/niorum ditte terre.
CREDITI:
Archivio di Stato di Ragusa sezione di Modica (ASM). Notai.
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