Cultura Siracusa

Troiane, gli alberi del Friuli, il ritorno di Maddalena Crippa

Maddalena fu una indimenticabile Medea

Siracusa - Seconda serata, al teatro greco di Siracusa. In scena Le troiane di Euripide, spettacolo allestito dalla regista e attrice francese Muriel Mayette-Holtz, direttrice dell’Accademia di Francia a Roma e membro della Comédie-Française. 

Un bosco morto che torna a vivere non può non emozionare. Stefano Boeri ha realizzato questo.

Sono alberi spezzati da una tempesta di vento nei monti della Carnia, lo scorso ottobre.

Rendono la desolazione, la terribile furia che li ha strappati alla terra ma che recuperati, per magia, sono in qualche modo vivi, presenti quasi a ricordare che le tragedie ambientali insieme alle tragedie che riguardano la storia dell’uomo costringono a riflettere sulle responsabilità di ciascuno di noi.

Troia è ormai caduta e le donne vengono assegnate come schiave e concubine ai vincitori. Il futuro alle troiane non riserva che dolore e miseria. Abbandonate dagli dei, sembra che non siano più neanche esseri umani. Dice l’araldo Taltibio ( Paolo Rossi mirabile, disinvolto, emozionante) ad Andromaca, quando le strappa il figlio: “pensa che sei prigioniera e a noi non manca la forza per affrontare una donna sola”, quasi a volerle impedire di piangere per la morte imminente del bambino. Questa pretesa è assurda e fa emergere le contraddizioni e la follia di chi crede che la forza da sola basti a piegare per sempre un essere umano.

Ecuba (una Maddalena Crippa che davvero tocca il cuore) assiste al circolo infinito di violenza e di rovina. Ma trasmette anche tanta dolcezza, come il Coro del resto.

Apre il dramma Poseidone (Massimo Cimaglia) che afferma: “stolto è l’uomo che distrugge città, perché uccidendo gli altri è se stesso che condanna alla rovina, col tempo”!

La traduzione efficace ed essenziale di Alessandro Grilli ha una degna compagna di viaggio, che è la musica di Cyril Giroux.

La chitarrista è Fiammetta Poidomani.

Con uno studiato effetto di luci e di colore si chiude questo spettacolo nel quale i vincitori sono giudicati dalle stesse donne troiane che hanno deciso di portarsi a letto. Il punto di vista è quello dei deboli.