Lettere in redazione Ragusa

Se palazzo Tumino diventa il Tribunale di Ragusa

Ci scrive l'avvocato Carmelo Scarso

Ragusa - Il silenzio è complice necessario delle iniziative riservate, soprattutto di natura pubblica, fino a quando non arrivano al punto di non ritorno. Infatti, tutto procede, in via riservata, per destinare il Palazzo Tumino ad ospitare l'attività giudiziaria dell'attuale Palazzo di Giustizia di Ragusa, che va definitivamente chiuso.

Che ci sia una regia istituzionale dietro le quinte, che stia dirigendo le operazioni e dettando i tempi, è intuibile.
In questo contesto la missiva e l'invito del Presidente del Comitato pro-Tribunale di Modica, Avv. Enzo Galazzo, al Sindaco di Modica perché soprassieda a destinare i locali del dismesso Tribunale, è destinato a cadere nel nulla.
Pensate un po'. La ulteriore iniziativa del Sindaco di Modica (le prime sono fallite per ragioni di antieconomicità) di impegnare i locali per altre attività, darebbe via libera al Sindaco di Ragusa ad acquisire la disponibilità del Palazzo Tumino per trasferirvi tutte le attività giudiziarie.
Fantasie?
Mettiamola così. Il Sindaco del Comune di Ragusa procede:
1) all'acquisto da parte del Comune di Ragusa del Palazzo Tumino;
2) a dare in comodato gratuito al Ministero della Giustizia mq 6.000 circa di locali per destinarli ad attività giudiziaria;
3) ad affittare al Ministero, ad integrazione, altri mq. 2,500/3.0000 circa o più di locali del palazzo acquistando, che consentirebbe l'introito di un adeguato canone (magari nella misura necessaria per pagare annualmente il prestito della Cassa Depositi e Prestiti).

Tutto ciò sarebbe possibile, però, violando l'art. 10 (Clausola di invarianza) del D.Lgs. 7 Settembre 2012 n. 155, dettato in tema di riforma della geografia giudiziaria, ergo di soppressione dei cosiddetti Tribunali Minori, che così recita: “Dal presente provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All'attuazione si provvede nell'ambito delle risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.
Ma, si sa: il silenzio copre queste ed altre disposizioni di legge in barba al contribuente. In ogni caso, chi se ne frega del contribuente, oggi?

Non c'è che dire: piano silenzioso e sotto traccia ben congegnato. Mi sorprende, pur tuttavia, l'iniziativa poco accorta del Sindaco di Modica, che, ove avesse un seguito, creerebbe i presupposti e le condizioni reali di una mancanza di alternativa territoriale circoscrizionale per allocare le attività giudiziarie (oggi il territorio dell'ex Tribunale di Modica fa parte della circoscrizione di Ragusa) a costo zero ed esente di onerosissimi costi, oltre che di acquisto, di adeguamento, che sarebbero indispensabili per rendere i locali del Palazzo Tumino utili e fruibili.
Se così è, consiglierei al Sindaco del Comune di Ragusa di andare a leggere le vicende del Palazzo Tumino, soprattutto quelle finanziarie e bancarie risalenti alla Cassa Centrale di Risparmio V.E..
Ne sono sicuro, ne prenderebbe le distanze.