Giudiziaria Venezia

Lo sciclitano finto bigliettaio a Venezia

Francesco Statello, 56 anni

Venezia - Per recuperare biglietti dell’Actv da rivendere, riciclavano ticket già utilizzati oppure sottraevano, utilizzando una scusa, quelli appena acquistati alla biglietteria automatica da ignari turisti. I ticket venivano poi rivenduti a chi doveva salire in vaporetto. Un meccanismo che aveva creato un danno all’Actv. In tre sono finiti a processo e l’altro giorno il giudice ha pronunciato la sentenza. Sette mesi di condanna per Francesco Statello, 56 anni, di Scicli, accusato di due truffe, e cinque mesi per Salvatore Mercaldi, foggiano residente a Marghera, 53 anni (avvocato Francesca Lacchin), che invece doveva rispondere di minacce. Per il terzo imputato, Marco Senatore, 39 anni di Chirignago (avvocato Mauro Serpico), accusato inizialmente di minaccia a pubblico ufficiale, ovvero una verificatrice dell’Actv, poi riqualificato in minacce, il giudice ha disposto la declaratoria di non doversi procedere per carenza di querela nei confronti dell’imputato. Statello dovrà risarcire il danno ad Actv Spa, costituitasi parte civile con l’avvocato Marco Vianello, liquidato in 3 mila euro, oltre a 3.500 euro di spese legali.

Il pm Massimo Michelozzi, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri, aveva chiesto condanne più severe: 2 anni per Statello e 1 anno e 6 mesi per Mercaldi. Ora la sentenza potrà essere impugnata in appello dalle parti.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, Statello avrebbe venduto biglietti Actv per l’autobus che erano scaduti a due turiste che invece erano regolarmente in possesso del ticket giusto per salire in vaporetto. Quanto alle minacce, Senatore si sarebbe rivolto a un controllore donna di Actv dicendole che conosceva i suoi dati e dove abitava, e che qualora lo avesse sanzionato per la vendita abusiva di biglietti, gliela avrebbe fatta pagare.

E di minacce era accusato anche Mercaldi, che se la sarebbe presa con altri due controllori donne: «Io vi conosco, so tutto di voi», avrebbe detto loro. E ancora: «Ci sono tra virgolette altri compagni nostri drogati e alcolizzati che non guardano in faccia nessuno, vengono così, con i coltelli». 

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