Cultura Modica

I Grimaldi di Modica, protagonisti e suggeritori

Lo pseudonimo non è anonimato

Modica - Da quando ho pubblicato l’esito delle mie ricerche sulla famiglia Grimaldi di Modica sono stato oggetto di feroci critiche e ho visto il mio lavoro sbeffeggiato e, nella migliore delle ipotesi, volutamente ignorato.
Com’è ormai noto e perfettamente conclamato, Agostino Grimaldi (1520-1596), capostipite dei Grimaldi di Modica, era un Caser al quale il padre, lui sì di umili origini genovesi, inspiegabilmente aveva cambiato il nome e non veniva da Genova ma da Medina del Campo (Spagna).
Non mi aspettavo ovviamente corone di alloro e cori di osanna per aver riportato alla luce una verità così scomoda ben occultata per secoli con millanterie varie come un inconfessabile segreto di famiglia.
Non mi sarei però aspettato che persone o Enti che immaginavo di un certo prestigio e per questo insospettabili avessero ancora, a dispetto dei documenti ufficiali e inoppugnabili della Corona di Spagna da me esibiti, dato fiato a tromboni sfiatati per mantenere in piedi una così grossa menzogna quale è stata la pretesa rivendicazione di un’inesistente parentela tra i Grimaldi/Caser di Modica e i Grimaldi di Monaco.
E’ di qualche giorno, per esempio, una velata allusione a un “sedicente” dibattito scaturito a Modica dalle notizie da me pubblicate sui Grimaldi/Caser.
A farla è la rivista di araldica dal titolo “Nobiltà” in un saggio in essa contenuto a firma Gionata Barbieri dal titolo: “L’Ordine Costantiniano, la Casa d’Alba e i temi geopolitici ed angelologici nella Modica del 1821”.
L’Autore, a pag. 205 della Rivista, illustra un opuscolo, rinvenuto dal prof. Giuseppe Barone presso l’archivio della famiglia De Leva compreso tra i fondi dell’Archivio di Stato di Ragusa, sezione di Modica, dal titolo: “La Fede Cristiana Trionfatrice. Sul paganesimo combattuto, e destrutto per le Eroiche virtù Cristiane, e Glorioso Martirio dei preclari Santi Giorgio, ed Ippolito ecc…”
Barbieri afferma nel suo scritto di aver avuto notizia di questa “importantissima scoperta” leggendo l’articolo di Giuseppe Barone da un giornale on line www.corrierediragusa.it da lui consultato il primo settembre 2018. Del giornale on line dà addirittura l’url completo.
A parte qualche grossolana inesattezza già riscontrabile nella prima pagina dell’articolo tipo “biblioteca De Leva” e non “archivio de Leva”, lascia davvero molto perplessi l’abbaglio preso dall’Autore circa la stampa del documento oggetto della sua trattazione. Sarebbe bastata una lettura un po’ accorta della foto del frontespizio da lui stesso pubblicata in seno al suo articolo per capire che il documento era stato stampato a Caltagirone dall’ “impressore” del Senato di quella città nel 1821 e non come erroneamente affermato dal Barbieri a pag. 206 “Il testo fu stampato in Caltagirone su mandato dell’Illustrissimo Senato modicano” (sic!).

Ad ogni modo, mentre nell’ultima pagina (211) del saggio, Barbieri non esita ad affermare testualmente che “Invece i Grimaldi di Modica, aristocratici di origine genovese ma trasferitisi in Sicilia, furono tra i maggiori finanziatori della cerimonia (descritta nell’opuscolo, ndr) secondo usi e tradizioni dal sapore feudale-signorile, e le insegne della città ligure rimandavano alla patria primigenia di questa famiglia”, alla nota n. 12, apposta in calce al suo scritto, l’Autore dà conto “per dovere di cronaca” di “un dibattito molto sentito e partecipato” a Modica alludendo ai documenti autentici e inoppugnabili da me ritrovati negli archivi spagnoli in aperto conflitto con certe teorie (per l’Autore sacrosante) formulate da qualcuno circa una supposta parentela dei Grimaldi di Modica con i Grimaldi di Monaco. A tale scopo Barbieri riporta l’url di tre miei articoli, consultati tutti nella stessa data (4 marzo 2019) e cioè:
1)“I Grimaldi una galassia siciliana”
2) “I Grimaldi/Caser di Modica e la storia”
3) “Agostino Grimaldi alias Caser e la carta bollata”.
Purtroppo nella citazione di Barbieri il giornale on line sul quale abitualmente scrivo www.ragusanews.com diventa inspiegabilmente il Corriere di Ragusa senza che nulla possa avere giustificato tale confusione.
Pretestuosamente lo stesso afferma, poi, di non poter attribuire valore storico scientifico agli articoli miei sopra citati per una loro giusta valutazione perché “volutamente anonimi” in quanto firmati solo con il nick: “Un Uomo libero”.
Peccato che l’Autore si sia perso altri pezzi da me scritti sui Grimaldi/Caser con lo stesso nick sempre sullo stesso giornale on line Ragusanews o, forse, non li avrà ritenuti degni di citazione!
Ebbene, voglio ricordare a Barbieri che, secondo l’autorevole Dizionario Oli-Devoto, “anonimo” s’intende uno scritto che sia “intenzionalmente o fortuitamente mancante del nome o della firma”. Ma non è questo il caso. Io posso farmi chiamare “Un Uomo libero” o anche “Pinco Pallino” oppure “Uno Qualunque” senza peraltro essere anonimo, dunque! Altra cosa sarebbe stata se in calce ai miei articoli non fosse apparsa firma alcuna. D’Annunzio usava vari pseudonimi anche da redattore del quotidiano “Tribuna” (Duca Minimo, Mab Svelt, ecc…) e Pessoa addirittura ne utilizzò moltissimi senza che entrambi, per fortuna, siano mai stati ritenuti anonimi! Tra l’altro il mio è un nick registrato. Sarebbe bastato contattare la Direzione del giornale on line Ragusanews per avere il mio recapito e richiedermi tutte le spiegazioni necessarie.

Ancora, il Barbieri sinceramente mi ha deluso –lui così bravo e attento a scovare on line gli articoli miei e quelli del prof. Barone! – pare ignorare proprio il pezzo con cui annunciavo la presentazione del mio libro sui Grimaldi/Caser dal titolo “Giuseppe Grimaldi cavaliere dell’Ordine di Nostra Signora di Montesa” pubblicato come sempre a firma “Un Uomo libero” sul giornale on line Ragusanews il 15 giugno 2018. Lì, in quel libro, avrebbe trovato nome e cognome del suo autore, foto di documenti oltre a un bellissimo copyright.
Per la verità i miei saggi on line sono stati tutti protetti da copyright, anche se ultimamente il Prof. Giuseppe Barone ha fatto pubblicato notizie in essi contenute nella sua “Storia mondiale della Sicilia” edita per i tipi di Laterza, omettendo in Bibliografia la citazione sia del giornale nel quale sono stati pubblicati sia del mio pseudonimo.
Sotto quest’aspetto devo riconoscere a Barbieri una modernità sconvolgente perché cita i miei articoli (magari sbagliando l’attribuzione del giornale on line) a dispetto di chi non li cita affatto pur attingendo alle notizie in essi contenute.
Tuttavia questa vicenda malinconica mi ricorda una pièce teatrale nella quale il suggeritore spesso si confondeva con il protagonista al quale suggeriva per un’equivoca inversione delle parti. Ci sarà anche in questo caso un suggeritore?
La Storia -si sa- ha i suoi tempi ma soprattutto ha le sue verità le quali, emergendo con prepotenza nei momenti più inaspettati e meno opportuni, guastano talvolta i piani di chi vorrebbe a tutti i costi piegare la Ricerca a un mero personale e inaccettabile capriccio.