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Dieta: è vero che il chitosano abbassa il colesterolo e fa dimagrire?

Ha la capacità di legare i grassi impedendo che si accumulino formando gli antiestetici depositi sottocutanei

Il chitosano è un polisaccaride che viene estratto dalla chitina, il principale componente dello scheletro dei crostacei marini. E’ una sostanza che viene pubblicizzata come coadiuvante della dieta dimagrante per il suo potere di contribuire alla riduzione del peso corporeo e al controllo del colesterolo. Il chitosano infatti ha la capacità di legare alle sue molecole quelle di grasso impedendone l'accumulo. Ma è davvero così? E come va assunto?

In questo articolo ti spiegheremo cosa c’è di vero sul potere dimagrante del chitosano e come puoi assumerlo per avere un aiuto in più nella dieta e perdere peso rapidamente.

Cos’è il chitosano e perché fa dimagrire
Il chitosano è un polisaccaride lineare, composto da D-glucosamina e N-acetil-D-glucosamina. Queste sostanze, che sono parte dell’esoscheletro, proteggono crostacei e insetti conferendo la caratteristica durezza e resistenza dei gusci, dei carapaci e delle corazze.

Il chitosano viene sintetizzato grazie alla deacetilazione delle chitine, con una soluzione acquosa basica. La chitina si trova, in natura, nell'esoscheletro di crostacei marini come granchi, gamberi. 

Il chitosano viene impiegato nelle diete ipocaloriche per la riduzione del peso corporeo, perché ha la capacità di legare i grassi impedendo quindi che si accumulino formando gli antiestetici depositi sottocutanei.
I gruppi amminici del chitosano a forte polarità positiva attirano i gruppi carbossilici a carica negativa dei grassi, come colesterolo e trigliceridi. Questi legami elettrolitici che si formano tra chitosano e grassi non tendono a legarsi con l’acqua, quindi non vengono digeriti dagli enzimi dell’apparato digerente e non possono essere assorbiti per via intestinale. Quindi vengono eliminati con le feci.

La relazione tra chitosano e colesterolo
La capacità del chitosano di assorbire i grassi, favorendone l'eliminazione, viene sfruttata in molti prodotti destinati alle persone che vogliono perdere peso con elevati livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue. Il chitosano infatti favorisce l'equilibrio tra massa grassa e massa magra muscolare e riequilibra il colesterolo buono in relazione a quello dannoso.

Cosa dice la scienza sul chitosano
Tuttavia, l’Efsa, cioè l’ente per la sicureza alimentare, nella sua quinta serie di valutazioni delle indicazioni “funzionali generiche” sulla salute ha negato l’autorizzazione a scrivere nell’etichetta dei prodotti dimagranti a base di chitosano la dicitura “riduce il peso corporeo”.
Bocciata anche la relazione tra ingestione dell’integratore e la velocità di transito intestinale.
I pareri negativi dell’Efsa sono dovuti al fatto che mancherebbero prove scientifiche certe sull’effetto dimagrante del chitosano.
È stata invece autorizzata la dicitura che si riferisce all’effetto del chitosano sul colesterolo e cioè che “Il consumo di chitosano aiuta a mantenere normali le concentrazioni di colesterolo-LDL nel sangue”.

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 Gli integratori naturali a base di chitosano non devono essere assunti in gravidanza o allattamento perché possono contenere tracce di mercurio, piombo, rame, ferro ed arsenico o altri metalli pesanti. Inoltre è assolutamente sconsigliato l’uso in caso di allergia alimentare ai crostacei.
Sempre l’Efsa raccomanda che, per avere effetti benefici sulla ridsuzione del colesterolo cattivo, il prodotto a base di chitosano deve essere accompagnato dall'informazione secondo cui gli effetti si ottengono con l'assunzione giornaliera di 3 grammi di chitosano.