Giudiziaria Ragusa

Borsellino, indagato l'ex capo della Procura di Ragusa Carmelo Petralia

Indagine a Messina, notificata esecuzione accertamenti tecnici

Ragusa -  Non è più a carico di ignoti l'indagine della Procura di Messina sul depistaggio dell'inchiesta sulla Strage di via d'Amelio costata la vita al giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. I pm della città dello Stretto hanno iscritto nel registro degli indagati alcuni magistrati del pool che indagò sull'attentato: sarebbero gli ex pm in servizio Carmelo Petralia ed Annamaria Palma.

Agli indagati e alle persone offese oggi la Procura ha notificato l'esecuzione di accertamenti tecnici irripetibili. I magistrati indagati rispondono di concorso in calunnia, aggravato dall'avere favorito cosa nostra. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia.

I due pm indagarono sulla strage di via d’Amelio e sono oggi indagati per concorso in calunnia aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. All’epoca erano entrambi pm di Caltanissetta. Ventisette anni dopo la strage che uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta ci sono quindi due magistrati accusati del depistaggio dell’inchiesta. La notizia dell’inchiesta è diventata pubblica perché l’ufficio inquirente della città sullo Stretto ha notificato adgli indagati e alle parti lese un avviso di accertamento tecnico irripetibili.

Nelle motivazioni dell’ultimo verdetto della strage i giudici della corte d’assise parlavano di depistaggio delle indagini sull’attentato al magistrato. Ed è proprio indagando su quel depistaggio che i pm di Caltanissetta hanno chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di tre poliziotti: Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei. I tre facevano parte del pool che indagò sulla strage e che sono attualmente a processo.

La nuova indagine, condotta dal procuratore Maurizio De Lucia, è a Messina perché l’ufficio inquirente della città dello Stretto è competente quando sono coinvolti nelle vicende giudiziarie magistrati in servizio a Catania. Come appunto Petralia. L’avviso di accertamento della Procura di Messina è stato notificato ai magistrati indagati per calunnia aggravata ma anche alle parti offese, cioè Gaetano Murana, Giuseppe La Mattina e Cosimo Vernengo, ingiustamente accusati nei primi processi. Oltre a Gaetano Scotto, Giuseppe Urso, Natale Gambino.

“Preferisco non parlare di indagini ancora in corso”, ha detto Fiammetta Borsellino, figlia minore del giudice Paolo Borsellino. Fiammetta Borsellino ha partecipato a numerose udienze del processo sul depistaggio, dove si è costituita parte civile, e più volte ha lamentato il comportamento dei magistrati che indagarono sull’attentato. “Mio padre è stato lasciato solo, sia da vivo che da morto. C’è stata una responsabilità collettiva da parte di magistrati che nei primi anni dopo la strage – ha sempre ripetuto Fiammetta Borsellino – hanno sbagliato a Caltanissetta con comportamenti contra legem e che ad oggi non sono mai stati perseguiti né da un punto di vista giudiziario né disciplinare”.