Attualità Modica

Italia Nostra: No alle luci fredde a led nel centro storico di Modica

Parla il Prof. Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Modica - "Il centro storico di Modica, ricostruito dopo il devastante terremoto  che colpì la Sicilia orientale nel 1693, costituisce uno degli esempi  più significativi di architettura tardo barocca in Italia. Per la sua  peculiare bellezza la città è stata inclusa, nel 2002, insieme ad altri  Comuni del Val di Noto, nella lista dei Patrimoni Unesco. L’incantevole
scenario notturno di Modica è oggi in pericolo e rischia di essere  seriamente compromesso a causa della scriteriata sostituzione della  tradizionale luce calda delle lampade al sodio con le contemporanee  lampade a led".

Così il Prof. Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia.

"Pur essendo consapevoli della necessità di tale scelta,  operata nell'ottica del risparmio energetico, riteniamo fondamentale non  utilizzare lampade a led di 3000 gradi Kelvin (luce piuttosto bianca e  capace di realizzare un effetto spettrale), ma lampade con colorazione  più calda (lampade a led di 2200 gradi Kelvin già presenti sul mercato),  che posseggono la stessa temperatura-colore delle tradizionali lampade  dalla luce ambrata, mantenendo in tal modo una resa cromatica adeguata a  valorizzare edifici storici, chiese e monumenti. A Modica la
sostituzione sta procedendo velocemente, alterando lo splendido  paesaggio urbano (come si può costatare nella foto allegata). A quanto  pare, l’attuale sindaco di Modica, Ignazio Abbate, ha deciso di  installare le lampade a luce fredda nel centro storico senza neanche  interpellare la Soprintendenza dei Beni Culturali, facendo riferimento a
quanto già avvenuto in altri Comuni.

Noi di Italia Nostra riteniamo necessario attivare l’attenzione su  questo delicato problema non solo per il centro storico di Modica ma,  più in generale, per l’intero Paese. Sarebbe auspicabile, dunque, che il  Ministero per i Beni e le Attività Culturali elaborasse delle direttive  (se non uno specifico regolamento), che obbligassero gli amministratori
dei Comuni sottoposti a tutela a rispettare determinati criteri  illuminotecnici, così come avviene per il colore dei prospetti degli  edifici, e non lasciasse al libero arbitrio dei tecnici una scelta  progettuale così importante. Siamo a conoscenza del fatto che già a  Lecce, a Barletta, a Piacenza, a Siracusa e in molti altri centri
storici (taluni anche Patrimonio Unesco), tale scempio sia stato  realizzato o sta per essere realizzato. A Modica, in seguito alle  numerose proteste delle ultime settimane, da parte di cittadini, enti e  associazioni, la Soprintendenza dei Beni Culturali di Ragusa ha  momentaneamente bloccato i lavori di sostituzione delle sorgenti  luminose, ma è necessario che il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di  Modica si rendano conto dell’eventuale, notevole danno al patrimonio  storico-artistico e paesaggistico e agiscano di conseguenza. Noi di  Italia Nostra continueremo a vigilare ed eventualmente a denunciare.