Attualità Vittoria

A Vittoria è andato in scena Clouds

L’ultimo spettacolo di Teatra(l)Mente, Rassegna di teatro contemporaneo

Vittoria - Il successo di Clouds, firmato dal Collettivo ConTatto, ha entusiasmato gli spettatori. L’ultimo spettacolo della prima stagione di Teatra(l)Mente, Rassegna di teatro contemporaneo, ha affascinato i numerosi astanti che hanno affollato lo splendido Sagrato del Santuario della Madonna della Salute, a Vittoria, in provincia di Ragusa.

Dopo le tournée di successo, con gli spettacoli Principianti in amore e Facciamo luce, la compagnia di attori vittoriesi è tornata sulla ribalta con la nuova produzione teatrale, Clouds, per la regia di Cinzia Aronica e Francesco Savarino. È risultata felice la scelta del proscenio naturale. Gli spettatori, disposti ai quattro lati della scena, si sono trovati coinvolti nella rappresentazione del testo ispirato a Le nuvole, la celebre commedia di Aristofane.

Quattro attori-personaggi entrano in scena reggendo vecchie valigie. Indossano abiti eleganti. Raggiungono il centro della scena. Sembrano viaggiatori inquieti. Il prologo è un insieme di citazioni e di riferimenti al tempo che scorre inesorabile sotto lo “sguardo eterno” delle nuvole. Sono citati ora l’Euripide de Le Troiane, ora la poetica del cantautore Ivano Fossati, con il brano C’è tempo. Poi, ecco l’intreccio, tratto dal testo del commediografo greco. Viene rappresentata la storia del goffo padre indebitato che si affida al grande pensatore e all’illuminazione delle nuvole: una metafora attuale ancora oggi, duemilaquattrocento anni dopo. L’arte oratoria, gli azzeccagarbugli, l’eloquenza ai danni dei molti soggiogati dai pochi potenti, evoca un senso di debolezza dolorosa. Il testo, per alcuni tratti leggero, conduce gli spettatori alla riscoperta del teatro classico. Anche la scelta dei brani musicali appare riuscita. Le nuvole, vestite di stoffe leggere, candide, danzano sui brani pop-punk come Wake Me Up When September Ends dei Green Day o su suoni crepusolari e straordinariamente lirici come Meaning del cantautore francese Cascadeur. Molto divertente il dialogo serrato tra il Discorso giusto, il Discorso sbagliato e il personaggio de L’indecisa. Il tema dell’umanità posta di fronte al bivio tra scelte giuste ma impervie e le vie di comodo degli ignavi, ha coinvolto profondamente gli spettatori.

Il finale è un chiaro omaggio al grande cinema d’autore. La dimensione onirica, sottolineata dal disegno delle luci firmato da Daniela Sanfilippo, ha evocato il mondo circense di felliniana memoria. Il balletto conclusivo degli attori di Clouds, richiama volutamente il memorabile finale di Otto e mezzo, con gli attori-personaggi festanti al centro della scena che salutano il pubblico.

Congedandosi dagli appassionati spettatori, Cinzia Aronica ha sottolineato la difficoltà di mettere in scena uno spettacolo mentre si consuma, in Sicilia come in Messico, il destino dei migranti: quello drammatico dei 40 profughi, a bordo della nave Sea-Watch 3, poi sbarcati a Lampedusa e quello tragico, della famiglia messicana, spezzata mentre cercava di guadare il fiume Rio Grande, per arrivare negli Stati Uniti. L’attrice non ha dubbi: “Credo che il teatro rappresenti un’eccezionale opportunità di riflessione. Offre sempre occasioni per schierarsi e denunciare”.

CLOUDS

Testo e Regia

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Cinzia Aronica e Francesco Savarino

Segretario organizzativo

Daniela Sanfilippo

Personaggi e Interpreti

Padre indebitato: Francesco Savarino

Discorso peggiore: Cinzia Aronica

Grande pensatore: Andrea Cannizzo

L’indecisa: Carmelita Lombardo

Discorso giusto: Paola Tommasi

Discepolo: Lillo Puccio

Figlio dissennato: Francesco Adamo

Nuvole: Raffaella Amodei, Federica Antoci, Roberta Vindigni e Sofia Oliva

Disegno luci

Daniela Sanfilippo

Riprese video

Pippo Amodei